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 2012  gennaio 17 Martedì calendario

Rcs, cessioni o aumento Gli azionisti sono divisi - Il titolo del dossier all’esame è «Flammarion-Gallimard», ma dietro quell’intestazione si cela una scelta strategica che sta dividendo l’affollato patto e il cda di RcsMediagroup

Rcs, cessioni o aumento Gli azionisti sono divisi - Il titolo del dossier all’esame è «Flammarion-Gallimard», ma dietro quell’intestazione si cela una scelta strategica che sta dividendo l’affollato patto e il cda di RcsMediagroup. Ricorrere a una ricapitalizzazione per il primo gruppo editoriale italiano oppure provare a vendere qualche pezzo, cominciando per l’appunto dall’editore francese? Il partito dei contrari alle cessioni vede in testa, per motivi diversi, Mediobanca e Giuseppe Rotelli. Quello di chi invece preferisce ritrovarsi con una Rcs dimagrita piuttosto che mettere mano al portafoglio annovera diversi soci industriali del gruppo, dai Pesenti a Tronchetti Provera. Pure Diego Della Valle sarebbe di questa opinione, mentre è difficile pensare a Fiat disposta a sottoscrivere un aumento Rcs. Di Flammarion si parla da qualche tempo e se ne parlerà ancora giovedì, in occasione di un comitato esecutivo convocato da tempo. All’ordine del giorno non c’è - e non potrebbe esserci, visto che la competenza è del consiglio - una decisione immediata sulla vendita. Flammarion, nome glorioso, quarto gruppo editoriale francese, è per il 77% in mano al gruppo guidato dall’ad Antonello Perricone e presieduto da Piergaetano Marchetti. La comprò nel 2000, pagando 230 miliardi di lire, ossia circa 120 milioni di euro. Adesso, mentre Flammarion non brilla - nei primi nove mesi dell’anno il fatturato è sceso del 2% a 148 milioni - è arrivata un’offerta che valorizza quella quota oltre 200 milioni di euro. La proposta, come ha raccontato il sito EconomiaWeb, è di Gallimard, altro colosso editoriale francese. Perché l’offerta fa gola ad alcuni soci? Bisogna tenere presente l’esposizione debitoria di Rcs: 980 milioni circa che scadono a fine 2013. Nel mondo nuovo che è uscito dalla crisi finanziaria il rinnovo di quel debito non potrà avvenire alle condizioni acquisite oggi. E d’altro canto Rcs non naviga in acque tali da lasciar prevedere un rapido abbattimento del debito: nei primi nove mesi il risultato netto è negativo per oltre 25 milioni. Pesano sul gruppo soprattutto le attività spagnole della controllata Unidad Editorial. Nel redigere il bilancio, in queste settimane, Rcs potrebbe essere costretta a una svalutazione delle attività spagnole. Ecco allora la scelta che andrà affrontata per il mese prossimo, quando cda e patto decideranno la strategie per l’anno in corso. Vendere o aumentare il capitale? C’è chi - ad esempio Mediobanca, primo socio di Rcs - ritiene che si possano evitare entrambe le soluzioni ed agire ancora sul fronte del contenimento dei costi. C’è chi, come l’azionista Rotelli - con oltre l’11% del capitale è il secondo socio, ma è fuori dal patto - si oppone invece alla cessione. Forse, sostengono alcuni, perché punta a varare un aumento per rilevare quote inoptate e diventare così primo azionista della casa editrice. Si annuncia dunque con Mediobanca e Rotelli il confronto più duro dei soci industriali che preferirebbero invece disfarsi al più presto di Flammarion.