FABIO POLETTI, La Stampa 17/1/2012, 17 gennaio 2012
Smog a Milano Il ticket da 5 euro svuota il centro - Sembrava sabato o domenica e invece era solo il primo lunedì con l’«Area C», la nuova limitazione per entrare in centro a Milano
Smog a Milano Il ticket da 5 euro svuota il centro - Sembrava sabato o domenica e invece era solo il primo lunedì con l’«Area C», la nuova limitazione per entrare in centro a Milano. Meno auto in giro - 18 mila, il 33% meno del solito - più facile parcheggiare e autobus e metrò assai più affollati, anche se in Comune giurano che i mezzi pubblici sono stati potenziati per far fronte all’assalto dei passeggeri, il 6% in più sulle tre linee della metropolitana, quasi il 10% sulle linee di superficie. Gli irriducibili delle quattro ruote, disposti a sborsare 5 euro di «congestion charge» per entrare in centro dopo le 7 e 30 e prima delle 19 e 30, sono stati 8 mila solo nelle prime due ore, tanti i tagliandi venduti in tabaccherie e negli appositi centri. Come ampiamente prevedibile non sono mancati né le proteste né i disservizi. Duecento persone appena, sono riuscite a mandare in tilt il cervellone del Comune che registra i residenti nell’area, beneficiati da 40 ingressi gratuiti e tariffe agevolate di due euro. Risultato: fino a 4 ore di coda e il solito coro di lamentele. In aumento il traffico nelle vie vicine all’area controllata. E così non deve essere stata un’idea geniale quella di programmare giusto per oggi il taglio degli alberi in alcune strade, rendendo più complicata la circolazione. Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia che ha faticato non poco a far digerire il provvedimento - deciso a larga maggioranza dai milanesi con un apposito referendum lo scorso giugno, in cui si chiedeva addirittura di pedonalizzare l’intero centro - fa il soddisfatto: «Molto soddisfatto. I milanesi hanno risposto bene. Bisogna avere cautela ma noi continuiamo il monitoraggio. Tra sei mesi faremo una valutazione complessiva e decideremo eventuali modifiche». Ma il sindaco è solo. Il primo provvedimento in Italia di questo tipo - che segue analoghe iniziative che vanno avanti da anni a Londra, Stoccolma e Copenaghen ha sollevato più di una protesta. I residenti non vogliono pagare i 2 euro richiesti: «È come avere un vigile sotto casa che ti chiede i soldi per entrare in casa». I medici che avevano chiesto di essere esentati - «Sì se siete in servizio», avevano ribattuto in Comune minacciano di chiudere gli studi in centro: «Noi mica ci divertiamo». E poi protestano i meccanici dentro l’Area C, i posteggiatori e ovviamente i negozianti che hanno già fatto sapere di voler far ricadere sul prezzo al dettaglio, il costo del tagliando di ingresso in città dei fornitori - prezzo ridotto e parcheggio gratuito per due ore - e il mancato giro d’affari per i milanesi alla larga dal centro storico. Tra il coreografico e il puntiglioso la protesta dei partiti di opposizione a Palazzo Marino, che pure due anni fa con Letizia Moratti avevano inventato l’ecopass. Contro questo superecopass, come lo hanno già chiamato, stanno raccogliendo firme per promuovere una class action e un referendum abrogativo: «È solo una nuova tassa sulle testa dei milanesi». Un paio di consiglieri del Pdl entrano provocatoriamente in centro in calesse, esentato dal pagamento insieme a scooter moto auto elettriche e bifuel. Quelli della Lega stazionano invece davanti a Palazzo Marino, raccolgono firme per far ritirare il provvedimento e passare alle più agevoli targhe alterne e indossano una maglietta con un rebus facile facile: «Pisapia C tassa».