FABIO POZZO, La Stampa 17/1/2012, 17 gennaio 2012
Credit Suisse: “Perdite fino a 95 milioni” E ora preoccupano prenotazioni e Borsa - «Valutiamo in 93 milioni di dollari il danno immediato del sinistro del Giglio» dice il presidente e ad di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi
Credit Suisse: “Perdite fino a 95 milioni” E ora preoccupano prenotazioni e Borsa - «Valutiamo in 93 milioni di dollari il danno immediato del sinistro del Giglio» dice il presidente e ad di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi. Credit Suisse, in un report, parla di un mancato guadagno di «85-95 milioni di dollari» per l’esercizio fiscale 2012. Gli analisti dell’istituto svizzero ricordano il valore della nave, 570 milioni di dollari, e la quota che rappresenta nella flotta della Costa Crociere, il 10,2%, e della Carnival Corporation, la capogruppo, pari all’1,6%. «Stante i danni ingenti, è probabile che la nave rappresenterà una perdita totale per la compagnia» scrivono. Credit Suisse ricorda, anche, che la Carnival è assicurata per la perdita della nave per una cifra di 405 milioni di euro e che è coperta anche per la perdita di futuri mancati guadagni. Nel breve-medio termine, appunto, stimati in 85-95 milioni, ovvero di 11-12 cento di dollaro di guadagno per azione: in pratica, il disastro peserà per un -4,2% su ciascuna azione, per la quale era stimato un guadagno di 2,7 dollari nel 2012. Naturalmente, non è tutto. I costi a cui andrà incontro la compagnia in questo momento non sono quantificabili con esattezza, e dunque, la perdita potrebbe essere di entità maggiore. Come fare a stimarla? Credit Suisse prende in esame due precedenti nefasti per la Carnival, l’incendio sulla Star Princess del 2006, che ebbe un impatto sul titolo della compagnia di 5 cent di mancato guadagno per azione, e il fuoco a bordo di un’altra nave, la Carnival Splendor, divampato nel 2010 (-7 cent). C’è anche da calcolare, naturalmente, l’eventuale calo delle prenotazioni. «L’impatto sulle prenotazioni non è ancora determinabile» scrivono gli analisti. I precedenti parlano di un mancato guadagno di 25 cent per azione a causa della «primavera araba» e dello tsunami-disastro nucleare in Giappone, circa un 10% in meno di utili. Eventi che hanno anche comportato un taglio delle tariffe dell’1,5%, per mantenere le posizioni di mercato. Ce la farà Carnival a recuperare su questa «tempesta»? Sì, secondo Credit Suisse. La compagnia subirà una perdita rilevante, ma i suoi conti non andranno in rosso. Sicuramente dovrà ridurre le tariffe (ogni -1% di taglio equivale a un calo del 6% di guadagno per azione), ma riuscirà a bilanciare questa «frenata» con la crescita dell’offerta del settore crociere, che è attesa su un +4% nel 2012 rispetto al 2011 e su un +3% nel 2013. Quanto al titolo, c’è stato un contraccolpo immediato: ieri sul listino di Londra ha perso il 16,4%. Credit Suisse stima in calo il suo valore, che al 13 gennaio era di 34,28 dollari (35 dollari il target price prima della tragedia). Il consiglio è non comprarlo finché non arriva a 30 dollari.