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 2012  gennaio 17 Martedì calendario

L’EUFORIA FUORI LUOGO DI MILLY CARLUCCI

Era in corso la tragedia della Costa Concordia e ogni immagine che non riguardasse l’isola del Giglio pareva inopportuna, quasi stridente. Per questo La7, dopo che Enrico Mentana, prontamente, aveva organizzato uno speciale, ha fatto molto bene a sospendere la prevista prima puntata dello show di Serena Dandini.
Così si comporta un vero Servizio pubblico e mi piacerebbe ne prendesse nota chi, nel governo Monti, si sta occupando della ristrutturazione della Rai. Sarà questa la ragione principale per cui l’allegra spensieratezza di «Ballando con le stelle» mi è parsa così fuori luogo, con tutta quell’euforia che esondava dal viso troppo levigato di Milly Carlucci (Rai1, sabato, ore, 21.20). Ma non è la sola ragione di imbarazzo. Non riesco a rassegnarmi alla partecipazione di Gianni Rivera. Quando ha iniziato la performance personale, «Test di attitudine al ballo», sembrava una manichino sperduto in qualche anfratto di un grande magazzino. Ma come può un grande calciatore come Rivera distruggere in un attimo la sua leggenda, accettare penosamente di farsi dare i voti da un certo Guillermo Mariotto, subire le spiritosaggini di Ivan Zazzaroni, sottoporsi alle opinioni di Sandro Mayer? Chi ha amato il calciatore Rivera (per come giocava, per come si comportava in campo, per come è stato sbattuto fuori dal Milan) prova non poco disagio a seguire le sue esibizioni in questo circo. Tra l’altro, attualmente è presidente del settore scolastico della Federcalcio. La prima puntata è stata pubblicamente elogiata dal dg Lorenza Lei (si vede che il suo sangue emiliano non è insensibile alle balere): «Ballando ha vinto due volte. La prima con gli ascolti: sfiorare il tetto di sei milioni di telespettatori il sabato sera è un risultato importante per Rai1 e per l’Azienda. La seconda dimostrando che la professionalità supera ogni polemica».
Forse, in nome di quella decantata professionalità, la seconda puntata non sarebbe dovuta andare in onda. Anche sul Titanic si ballava.
Aldo Grasso