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 2012  gennaio 17 Martedì calendario

FIAT SCAPPA CON CHRYSLER PER SALVARSI


La Fiat accelera i tempi della fusione con Chrysler. L’integrazione, oggi al 20% arriverà al 50% entro l’anno. È quanto emerge da una presentazione agli investitori organizzata da Bank am Bellevue con la partecipazione Sergio Marchionne. La Borsa ha subito apprezzato. Fiat è salita del 4% a 4,04 euro, Fiat Industrial +2,5% a 7,31 euro. Goldman Sachs si è premurata ad spargere miele intorno ai due titoli: Industrial (che si occupa di camion e trattori) potrebbe arrivare fino a 13 euro (con un miglioramento potenziale del 70%). L’auto a 8 raddoppiando addirittura l’attuale valore di Borsa.
Le ragioni di questo miracolo? Proprio la fusione con Chrysler che ha dato al Lingotto nuovo respiro. Ha sganciato i suoi destini da quelli dell’Europa dove i venti di recessione tirano molto forte. Il completamento della fusione è previsto in tre anni. Al termine dell’operazione, nel 2015, Marchionne lascerà. Tuttavia nulla esclude che i tempi dell’integrazione si contraggano e quelli delle dimissioni si allunghino tenuto conto che fra tre anni Marchionne avrà 63 anni. Troppo presto secondo i nuovi parametri imposti dalla riforma delle pensioni.
Per il 2012 gli analisti di Goldman prevedono un calo del 4% delle vendite di auto nel Vecchio Continente ma una crescita del 5% nel mondo a circa 85 milioni di unità. In un contesto di questo genere, Goldman consiglia di focalizzare l’attenzione sulle aziende del segmento premium (Bmw e Mercedes) e su Fiat.
Il Lingotto, grazie all’integrazione con Chrysler, è riuscito a diventare il terzo produttore statunitense e a “spostare” la propria fonte di redditività dall’Europa agli Usa, a cui fanno capo più del 50% delle vendite del gruppo. Il mercato è negativo rispetto alle possibilità di generare utili di Fiat Auto e riflette i timori di una contrazione dei prezzi in Brasile e dei volumi in Europa. Non la pensa così Goldman Sachs, che prevede un margine 2012 a 4,2 miliardi di euro, del 34% superiore rispetto alle previsioni. I ricavi arriveranno a 58 miliardi, utile netto di 1,7 miliardi, debito netto tra 5 e 5,5 miliardi e una liquidità complessiva di oltre 18 miliardi di euro.
Fiat Industrial dovrebbe riportare risultati migliori degli obiettivi dell’ultimo piano quinquennale malgrado il difficile contesto economico. A livello globale la domanda di camion dovrebbero subire un forte calo in Brasile (-15% nelle stime degli analisti), e in Europa (praticamente -10%), mentre negli Usa dovrebbe continuare a tenere.
Per quest’anno i ricavi sono attesi a 24 miliardi e l’utile tra 1,9 e 2,1 miliardi. Nel 2013 rispettivamente a 27 miliardi e tra 2,5 e 2,8 miliardi.
A fronte di questo scenario, per Goldman, Fiat Industrial è il titolo da preferire grazie alla presenza nel settore agricolo e nelle costruzioni, che potrebbe beneficiare di una ripresa del mercato negli Usa. L’azione ha recentemente beneficiato di un miglioramento dei margini, in particolare per Cnh grazie a un migliore mix di prodotti e alla crescita della domanda. Anche in questo caso Goldman stima un margine lordo del 22% superiore alle previsioni di 2,24 milioni.
Forte di questi risultati Marchionne proverà a negoziare con Peugeot. Sommando la produzione dei francesi (poco più di due milioni di auto) a quelli Fiat-Chrysler (quattro milioni) ha buone speranze di arrivare al target di 6 milioni di vetture nel 2014. I francesi sono forti in Europa e assenti fuori. Marchionne potrebbe dare la dimensione intercontinentale che manca.

Nino Sunseri