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 2012  gennaio 17 Martedì calendario

ALLARME DELLE ASSICURAZIONI: UN MILIARDO DI DANNI


450 milioni di euro era il costo della Costa Concordia: una delle 15 navi della Costa Crociere, che è la prima compagnia di navigazione crocieristica italiana – che è inoltre pure proprietaria della tedesca Aida Cruises e della spagnola IberoCruceros – ma che con loro dal 1997 appartiene alla Carnival Corporation & plc di Miami. La World’s Leading Cruise Lines, si definisce. 3 miliardi di euro di fatturato, 18.000 dipendenti e 2 milioni di passeggeri erano nel 2009 le cifre della Costa Crociere. 14,646 miliardi di dollari di fatturato, 2,330 miliardi di dollari di utili e 86.000 dipendenti nel 2008 le cifre dell’intera Carnival, che con 88 navi passeggeri capaci di 160.000 posti letto controlla il 49,2% del mercato mondiale.
Altri 60 milioni di euro corrispondono poi ai mancati incassi. A bordo c’erano circa 3300 passeggeri: per ognuno di loro il risarcimento potrebbe arrivare fino a 10-20.000 euro. Almeno 6 sono state le vittime, e ancora 16 sono i dispersi: per le vite umane, la responsabilità oggettiva dell’armatore può arrivare fino a 430.000 euro. E anche la settantina di feriti costerà oltre la media. C’era anche un migliaio di persone dell’equipaggio: quanti hanno contratti stagionali o a termine che svaniscono con l’imbarcazione, e quanti dovranno essere ricollocati in altre navi. E c’erano oltre 6 mila opere d’arte tra copie e originali, di 35 artisti contemporanei: sono state danneggiate? Sono coperte dall’assicurazione? Aggiungiamo le spese di recupero e i danni ambientali. Gli esperti concordano su un miliardo di euro di danni direttamente per il naufragio.
Ma poi ci sono gli impatti ulteriori. Combattendo la crisi con un’aggressiva politica di sconti e promozioni, la Costa Crociere nel 2010 era cresciuta del 12,1% come fatturato, del 16,7% come presenze giornaliere e del 18% come ospiti. Più o meno il doppio, rispetto alla media del mercato europeo. Ma dopo 10 anni di crescita continua nel 2011 la domanda aveva iniziato a frenare. È ovvio che questa pubblicità non sia la più desiderabile, per rimettere in sesto il settore. Va detto che Carnival ha un po’ recuperato rispetto alla primissima reazione della Borsa di Londra, ma comunque il titolo ha perso il 16,5%, e la stessa società prevede a questo punto per il 2012 tra gli 85 e i 90 milioni di utili in meno. Tra gli 11 e i 12 centesimi ad azione. Va ricordato che Costa Crociere ha sul sistema economico italiano un impatto da 2,2 miliardi di euro, con un gettito fiscale generato pari al 4,4% della finanziaria 2011. Con una ricaduta occupazionale di 12.300 unità, ogni 1.235 euro di retribuzioni lorde generate dall’economia nazionale, un euro è attribuibile all’attività di Costa Crociere.
Costa Concordia era stata poi costruita dalla Fincantieri, che da tempo traballa per la concorrenza di Paesi con manodopera più a buon mercato. Tra 2007 e 2010 gli ordini erano calati dai 4,2 miliardi di euro ad appena 1,9. E ci sono infine le assicurazioni: 30 milioni di dollari per la nave, 10 milioni per danni contro terzi, 2 miliardi per i passeggeri, un miliardo per l’equipaggio. Tra la decina di gruppi c’è anche Assicurazioni Generali, che ha fatto sapere di essere esposta solo marginalmente, ma il cui titolo alla Borsa di Milano ha comunque perso l’1,33%. Mentre Hannover Re, il quarto più grande ri-assicuratore del mondo, si attende una "perdita massiccia" superiore ai 10 milioni di euro.

Maurizio Stefanini