Alberto Custodero, la Repubblica 16/01/2012, 16 gennaio 2012
Gigante a picco e risarcimenti un conto da un miliardo di euro – ROMA - Cinquecento milioni di euro "affondati" sulle coste dell´isola del Giglio, tanto era il valore della nave
Gigante a picco e risarcimenti un conto da un miliardo di euro – ROMA - Cinquecento milioni di euro "affondati" sulle coste dell´isola del Giglio, tanto era il valore della nave. E in fumo sessanta milioni di euro di incassi previsti per la Costa Concordia nel 2012. La Carnival Corporation, la più grande compagnia armatrice di crociere proprietaria dell´ammiraglia incagliatasi, sta facendo i conti dei danni. Oggi, al primo test finanziario dato dalla risposta dei mercati (un terzo di tutti i viaggi di lusso in mare è organizzato tra gennaio e marzo), si saprà a quanto ammonterà il costo indotto della tragedia in termini di danno all´immagine e di disdetta o calo di prenotazioni. Nel frattempo si è aperto il complesso capitolo dei rimborsi assicurativi che, nel caso specifico, ha una copertura del rischio condiviso da una decina di assicurazioni. Al momento, è solo possibile una stima dell´ammontare dei risarcimenti che la società anglo-americana dovrà ai familiari delle vittime e ai passeggeri. Stime da un miliardo di euro fatte dal network internazionale di studi legali, specializzati in risarcimenti danni di grandi tragedie aeree e marittime legali, che è già al lavoro per assistere passeggeri di 17 nazionalità contro Costa Crociere. «I 4.234 turisti che si sono salvati - spiegano gli avvocati Marco Bona e Stefano Bertone - incasseranno fra i 10 e i 20mila euro tra rimborso del biglietto e danno da shock e per la vacanza rovinata». «Per le vittime, invece - aggiungono i due legali - i danneggiati possono rivolgere le loro pretese risarcitorie nei confronti dell´armatore, la Costa Crociere Spa con sede a Genova». L´armatore - in base al protocollo del 2002 alla "Convenzione di Atene relativa al trasporto via mare dei passeggeri e del loro bagagli" cui ha recentemente aderito l´Unione Europea - ha una responsabilità oggettiva per tutti i danni fino a 430.000 euro per passeggero. Ma le vittime, sostengono ancora Bona e Bertone, possono agire in giudizio contro i tour operator che avessero venduto loro il viaggio senza contare che si possono ipotizzare anche responsabilità di produttori di componentistica e cartografia della nave, qualora emergessero malfunzionamenti. Secondo Marco Bona (che difende parte delle mille vittime dell´Al Salam Boccaccio ´98, traghetto panamense affondato nel Mar Rosso), potrebbe esserci anche «una responsabilità del Registro navale italiano nel caso in cui emergesse che la nave non aveva rispettato le norme per la gestione dell´emergenza». Il Sunday times di ieri, a pagina due, riferiva che su alcuni blog, prima della tragedia, veniva sconsigliato di fare una crociera su Costa Concordia proprio perché non c´era una buona prevenzione: le esercitazioni in caso di pericolo erano scarse, e fatte solo gli ultimi giorni di navigazione.