ALBERTO MATTIOLI, La Stampa 16/1/2012, 16 gennaio 2012
Altro che i Beckham sono loro la coppia più viziata e costosa - David e Victoria Beckham non verranno al Psg? Pazienza
Altro che i Beckham sono loro la coppia più viziata e costosa - David e Victoria Beckham non verranno al Psg? Pazienza. È già arrivata a Parigi un’altra coppia di star, forse più gla- Dmour, sicuramente più simpatica e perfino più viziata, quindi più costosa. L’unica differenza è che, a differenza dello Spice Boy e signora, i nuovi venuti non hanno figli. Ma, benché la libido sia scarsa (la femmina è feconda solo dalle 12 alle 24 ore all’anno e il maschio si dà una mossa unicamente in quel momento), è probabile che nei prossimi anni ne faranno. Le nuove star di Francia si chiamano Huan Huan e Yuan Zi, rispettivamente lei e lui, tre anni entrambi. Segni particolari: panda giganti. Dal 1973, i primi a venire prestati dalla Cina alla Francia, dove resteranno dieci anni. Sono atterrati ieri all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, accolti come star con tanto di red carpet, e poi sono stati subito portati allo ZooParc di Beauval, nella valle della Loira, dove è stata preparata per loro una vera città proibita con una pagoda, leoni di marmo, lampioni cinesi e tanto bambù. Costo totale per lo zoo: cinque milioni di euro. Altro che pandemia, in Francia è pandamia. Il bacillo colpisce tutti, compresi Sarkò e Carlà, che dovrebbero andare a Beauval il 27 per salutare l’altra prima coppia di Francia. Sulla simpatia del Presidente per i panda non c’è dubbio, tanto che il solito «Canard Enchainé» chiosa perfido: «Fra specie minacciate di estinzione, ci si intende». Se lo zoo ha potuto ottenere i panda, sei anni dopo la prima richiesta, lo si deve al lavoro diplomatico di Sarkozy. Non è riuscito a parlarne al suo collega cinese Hu Jintao al G20 di Cannes, perché la salvezza del mondo ha avuto la precedenza su quella degli animali minacciati, ma poi a inizio dicembre gli ha telefonato, sbloccando così la pratica. La Cina ha il monopolio dei panda, dato che vivono tutti sul suo territorio, e non li concede facilmente. In dicembre, un’altra coppia, Tian Tian e Yang Guang, è arrivata allo zoo di Edimburgo. E la Bbc ha subito inserito Tian Tian fra i dodici «volti» femminili del 2011, accanto a Pippa Middleton o Charlene di Monaco. Ufficialmente, lo zoo non «affitta»i plantigradi. Però si sa che sborserà un milione di dollari all’anno e a panda. «Ma noi - giura Delphine Delord, direttrice della comunicazione dello zoo e figlia del suo fondatore - finanziamo dei progetti per la conservazione della specie in Cina». In effetti, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvaggia minacciate di estinzione obbliga chi le presta a utilizzare ogni introito per progetti di salvaguardia. Però è improbabile che qualcuno vada a Pechino a controllare che fine fanno i pandadollari. In ogni caso il conto, per lo zoo, non finisce qui. I cinesi vogliono 400 mila euro per ogni panda che dovesse nascere dai fugaci rapporti fra Huan Huan e Yuan Zi. Per accudirli, a Beauval vivranno per due anni un veterinario e un infermiere cinesi. E a Edimburgo si sono già resi conto che ogni panda costa 80 mila euro all’anno solo di bambù. Quasi come un parlamentare italiano... Ma, si obietta, almeno la coppia di panda è un affare, dato che «vale», da sola, fra i 100 e i 200 mila visitatori di più all’anno. Però non è detto. Allo zoo di Atlanta, racconta «Le Point», i panda costano più di due milioni di euro all’anno, ma ne fatturano appena 800 mila. E, dopo il boom iniziale per la pandite, i visitatori dello zoo di Adelaide sono presto tornati nella media. Poi, naturalmente, ci sono le polemiche. Il panda non è l’unico animale minacciato di estinzione. È solo il più carino. Quindi, se si apprezza il colpo di genio del Wwf di sceglierlo come logo, gli esperti hanno qualche dubbio. Sul numero di novembre di «Conservation Biology» è stato pubblicato un sondaggio fra 583 scienziati. Più della metà si è detta favorevole a stabilire dei criteri di selezione nella strategie di conservazione. In altri termini, non si capisce perché gran parte dei non moltissimi soldi disponibili debba essere speso per la tigre o l’orso polare o il panda, solo perché sono belli, mentre, poniamo, la lumaca delle Alpi può tranquillamente estinguersi nell’indifferenza generale. Ma, certo, una scia di bava è molto meno glamour di un panda di quasi due quintali che mangia i suoi 38 chili di foglie quotidiani portandoseli alla bocca con le mani come un bimbo e spalancando gli occhioni vicino al laghetto blù tutto cinto di bambù.