A. Laf., Corriere della Sera 16/01/2012, 16 gennaio 2012
VASCO, PACE CON LIGA: «BASTA METTERCI CONTRO. SIAMO TALENTI DIVERSI» —
Pace fatta fra Vasco e Ligabue. Almeno per il momento. Vasco ha scelto ancora una volta Facebook per esprimere il proprio pensiero sul collega. Questa volta positivo. «Rinnovo la stima per Ligabue. Non esiste alcuna antipatia odio o rivalità tra me e lui. È un bravo artista». Non ci sono scuse formali, figuriamoci un pentimento, ma è come se. Frasi lontanissime dalla definizione data del collega quest’estate: «Un bicchiere di talento in un mare di presunzione». La riflessione del rocker è ispirata da una sfida Vasco-Ligabue proposta da Chiambretti in tv: «È una cosa superficiale, stupida, ipocrita e perfino una grave mancanza di rispetto». E aggiunge: «Non posso accettare confronti» perché «il “migliore” è nelle orecchie e nell’anima di chi ascolta». Identità di vedute con quanto espresso da Luciano a luglio: «Io sarò il numero uno per i miei, lui il numero uno per altri». Gli unici non sereni sembrano i fan. Nei commenti al post c’è ancora qualcuno, su entrambi i fronti, che non sembra volersi arrendere.
Un battuta scappa comunque a Vasco. «Io vinco sempre» e ironicamente chiede nuove coppie di sfidanti altrimenti «il Liga sempre con me deve perdere». Ma si riprende subito. «Scherzo. La nostra è tutta una finta commedia. È più divertente spararci un po’ addosso piuttosto che i soliti salamelecchi». La lettera è un crescendo di emozioni. Arriva il momento dei complimenti artistici: «Lui è un bravo artista, uno dei migliori della sua generazione». I punti in comune sono pochi «il linguaggio del rock e l’amore per le “chitarre”», le differenze molte perché «siamo vicini di casa ma molto distanti nel tempo». Non sperate però in un concerto con stretta di mano: «Mai insieme dal vivo». Il finale è per i sentimenti. Il grazie a Liga perché «nei momenti importanti c’è sempre stato e io non dimentico», e il fatto che se lui si sente «il migliore sul palco» nella vita «se la cava meglio» l’altro.
A. Laf.