Paola De Carolis, Corriere della Sera 16/01/2012, 16 gennaio 2012
LA RIVINCITA DI FREUD JR RICCO COL RITRATTO DEL PADRE —
Il viso emaciato, il naso aquilino, i penetranti occhi blu. È Lucian Freud sul letto di morte ritratto dal figlio David, una tela che in sé racchiude la storia del complicato rapporto del celebre artista con i figli.
David McAdam Freud, 47 anni, si è riavvicinato al padre poco prima che morisse grazie all’intercessione di Matthew Freud, nipote dell’artista, mago delle relazioni pubbliche nonché marito di Elizabeth Murdoch. «Sono rimasto sconcertato quando l’ho visto», ha raccontato al Sunday Times. «Era molto diverso dall’immagine che conservavo di lui». Al padre magrissimo e malato David ha confessato di aver lasciato la carriera nell’imprenditoria per dedicarsi all’arte e, tornato a casa, si è messo al lavoro. Ha preso i pennelli e realizzato quella che forse rimarrà l’ultima immagine di uno dei principali artisti del secolo. Dieci giorni dopo, David ha fatto nuovamente visita al padre, ma Lucian ormai era in stato comatoso. Sarebbe morto due giorni dopo, all’età di 88 anni. «È’ stato bello alla fine sentirmi incluso», ha sottolineato David.
Considerato un genio sulla tela, Lucian ha avuto una vita privata burrascosa. L’esperienza di David non è anomala tra la numerosissima prole di Freud (i figli riconosciuti sono 14, ma il totale, secondo alcuni, si aggirerebbe sui 30). «Dipingerlo mi ha aiutato a capire il mio dolore. Durante quelle ultime ore mi è sembrato un po’ mio. Non voleva che andassi via, mi ha chiesto di continuare a parlare, gli ho tagliato delle ciliege da mangiare, sono stati momenti preziosi». Lucian, ha sottolineato David, non ha mai nascosto il carattere difficile. «Diceva, sono un uomo egoista, ma secondo me voleva dire che per lui contava l’arte. Il suo lavoro lo assorbiva completamente, il resto veniva dopo».
David aveva perso i contatti con il padre da bambino, quando la madre, Katherine McAdam, se ne era andata in seguito a un litigio portandosi dietro i quattro figli. «Ci siamo trasferiti in una casa popolare a Roehampton», ha raccontato Freud al Sunday Times. «Non avevamo soldi, eravamo la famiglia più povera del quartiere. Una volta ci hanno addirittura tagliato l’elettricità perché mamma non aveva pagato la bolletta. Facevamo i compiti a lume di candela e mangiavamo spesso gli avanzi degli altri e il latte rubato dal lattaio, che chiudeva un occhio». Lucian, che secondo il giornale britannico aveva a suo nome un patrimonio di circa 120 milioni di sterline, inviava un assegno annuale alquanto misero, stando alla ricostruzione di David. «Una volta da piccolo ho aperto una lettera indirizzata a mia madre. Dentro c’era un assegno da 700 sterline. Le ho chiesto cosa fosse, mi ha spiegato che erano i soldi che venivano mandati ogni anno per conto di Lucian per le spese della famiglia».
Lucian era un uomo che amava le donne: negli anni in cui ha avuto quattro figli da McAdam, ne ha avuti altri quattro da Suzy Boyt, una sua allieva. Ne aveva già due dalla moglie Kitty Epstein e due dalla compagna Bernardine Coverley. «Non era fedele, ma non era neanche un bugiardo», ha raccontato David. «Mia mamma sapeva perfettamente qual era la situazione. Lui non le ha mai mentito. Chi ha voluto essere al suo fianco, lo ha fatto conoscendo perfettamente la realtà».
Lucian non ha avuto modo di vedere i dipinti del figlio David, che presto verranno esposti a Oxford. «Forse non gli sarebbero piaciuti», ha raccontato. Tra i collezionisti però sono andati a ruba. L’intera serie è stata acquistata.
Paola De Carolis