Giorgio Dell’Arti, Domenica-Il Sole 24 Ore 15/1/2012, 15 gennaio 2012
ULTIME DA BABELE - PUNTATA NUMERO 29
LEGGE DI PIÙ CHI NON VEDE -
Joyce. A chi gli chiese, dopo la Rivolta di Pasqua del 1916, se aspettasse con ansia un’Irlanda indipendente, Joyce rispose: «Sì, in modo da potermi dichiarare il suo primo nemico». 1
Essere. Kenneth Branagh, volendo fare l’attore, si presentò senz’altro alla Royal Academy of Dramatic Art, tempio da cui erano usciti Alan Bates, John Gielgud, Vivien Leigh, Derek Jacobi, Peter O’Toole, John Hurt e tanti altri giganti. «Ero in preda alla stupidità assoluta di colui che non ha la minima idea di quello che sta facendo». Oltre tutto decide di presentare il to be or not to be, cioè il più celebre monologo del teatro di tutti i tempi. Alla fine, dal buio della platea, dove sta seduta la commissione d’esame, sente una voce: «Ragazzo, non ho creduto a una sola parola di quello che dicevi». 2
Marx. «Tutto quello che so è che non sono marxista» (Marx). 3
Mussolini. «Tra noi e i comunisti non ci sono affinità politiche ma ci sono affinità intellettuali. (...) Noi, come voi, riteniamo che sia necessario uno Stato accentratore e unitario, che imponga a tutti i singoli una ferrea disciplina; con questa differenza: che voi giungete a questa conclusione attraverso il concetto di classe, e noi ci giungiamo attraverso il concetto di nazione» (Mussolini). 4
Cavour. «Per che cosa possiamo congratularci con l’Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour? È sorto un piccolo regno unito di second’ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, cedendola al più logoro principio borghese – la trentesima ripetizione di questo principio dal tempo della prima rivoluzione francese –, un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale (cioè non l’unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second’ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!» (Dostoevskij). 5
Poeti. Giudice: «Quale è la vostra professione?». Brodskij: «Poeta e traduttore». G.: «E chi ha stabilito che siete un poeta? Chi vi ha nominato poeta?». B.: «Nessuno. E chi mi ha nominato uomo?». G.: «E avete studiato per diventare poeta?». B.: «Non pensavo che questo si potesse raggiungere con l’istruzione». G.: «E con che cosa, allora?». B.: «Penso che questo... venga da Dio...». 6
Fotografare. «Secondo me non si può dire di aver veramente visto una cosa finché non la si è fotografata» (Zola). 9
1 Newbury, Sta 9/1; 2 Persivale, Lettura CdS 8/1; 3 Tarquini, Rep 8/1; 4 Gabutti, ItaliaOggi 6/1; 5 ItaliaOggi 5/1; 6 Arbasino, Rep 6/1; 9 Jurgenson, Lettura CdS 8/1;