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 2012  gennaio 15 Domenica calendario

DERBY DEI CONTI: MILAN-INTER 4-3

Milan favorito nel derby di stasera con l’Inter. A parte gli otto punti di vantaggio in classifica (la squadra di Massimiliano Allegri è prima, quella di Claudio Ranieri quinta), quello che marca la maggior forza dei rossoneri sono i conti.
Rigorosamente in rosso, anche nell’ultimo bilancio consolidato che si è chiuso il 31 dicembre 2010 (il Milan ha una data sfasata rispetto alla stagione sportiva, che termina il 30 giugno) con una perdita di 69,75 milioni di euro. Il deficit è nettamente aumentato rispetto ai 9,84 milioni persi nel 2009, tuttavia i conti del Milan sono meno brutti rispetto al club di Massimo Moratti.
Negli ultimi tre bilanci, dal 2008 al 2010 il Milan ha accumulato perdite nette consolidate per 146,42 milioni, un po’ meno della metà delle perdite accumulate dall’Inter, pari a 310,27 milioni (dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2009 fino al 30 giugno 2011). La forbice si chiude un po’ rispetto alle rilevazioni fatte dal Sole 24 Ore nel 2011 sugli ultimi tre bilanci (allora il Milan aveva un rosso triennale di 108,4 milioni contro i 371 dell’Inter), tuttavia tra i due club rimane una distanza siderale.
Assegnando un punteggio alle voci più significative dei bilanci, secondo un’analisi del Sole 24 Ore, dal derby dei conti dell’ultimo anno esce vincitore il Milan, 4-3. Nell’analogo confronto in occasione del derby del 2 aprile 2011, basato sui bilanci dell’anno precedente, il Milan vinceva 4-2. E in quell’occasione i rossoneri hanno prevalso in campo, con una doppietta di Pato.
Le cifre confermano il detto che chi vince spende tanto e ha bilanci in profondo rosso. Del resto il Milan è tornato a vincere lo scudetto nell’ultimo campionato e questo ha coinciso con l’aumento delle spese e l’esplosione delle perdite nell’ultimo bilancio, anche se i conti al 31 dicembre 2010 comprendono solo la metà dell’ultima stagione. In questo consuntivo non sono ancora contabilizzati i premi pagati da Silvio Berlusconi per lo scudetto.
Negli ultimi tre anni l’Inter ha vinto due scudetti e la Champions League, nel 2010. Non basta però fare follie per vincere. Si può ricordare il caso della Juventus, che dopo Calciopoli ha smarrito la virtù nei conti e ha chiuso l’ultimo bilancio, al 30 giugno 2011, al settimo posto in serie A e con la perdita più alta della sua storia, 93,5 milioni.
Nel derby dei conti sono prese in considerazione le voci dell’ultimo bilancio di ogni club, indicate nel grafico. Il Milan va subito in vantaggio con una valore della produzione più alto, 227,66 milioni contro i 217,37 milioni dei nerazzurri, escludendo le plusvalenze da calciomercato. L’Inter pareggia grazie al costo del personale leggermente inferiore, 190,18 milioni rispetto a 192,80 milioni. È un gol contestato, i valori sono quasi pari, ma osservando bene alla moviola viene confermata la marcatura dei nerazzurri. Che poi passano in vantaggio, 2-1, con un valore più elevato delle plusvalenze nette da calciomercato, 30,76 milioni contro 24 milioni.
La squadra di Allegri rimonta e va sul 2-2 grazie al miglior risultato netto, nonostante una perdita elevatissima, -69,75 milioni. Ma l’Inter ha fatto peggio: -86,81 milioni.
Nel secondo tempo il Milan allunga, va sul 4-2 grazie ai minori debiti (400 milioni contro 464) e ai maggiori crediti totali (quasi 162 milioni rispetto ai 129 milioni dei nerazzurri). A pochi minuti dalla fine l’Inter accorcia le distanze con il patrimonio netto, negativo per 24 milioni contro i -97 milioni del Milan.
Entrambe le società dovrebbero portare i libri in Tribunale. Ma la continuità aziendale è garantita dai due Paperoni, Berlusconi e Moratti, che periodicamente iniettano nuovi capitali per ricostituire il patrimonio.