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 2012  gennaio 15 Domenica calendario

Il gioiello del mare maledetto dalla bottiglia - Poca gente è superstiziosa come chi va per mare. La storia della marineria è intrisa di credenze e riti scaramantici- provate a sa­lire a bordo di un peschereccio con un om­brello e ve ne accorgerete - e se negli anni Cinquanta i transatlantici avevano optato per nomi tranquillizzanti come «Eugenio C

Il gioiello del mare maledetto dalla bottiglia - Poca gente è superstiziosa come chi va per mare. La storia della marineria è intrisa di credenze e riti scaramantici- provate a sa­lire a bordo di un peschereccio con un om­brello e ve ne accorgerete - e se negli anni Cinquanta i transatlantici avevano optato per nomi tranquillizzanti come «Eugenio C.», o «Rex», più di recente ci si era sbizzarri­ti per propiziare buoni auspici, con «Fortu­na », «Magica», «Serena» e «Concordia». Proprio la «Concordia», la nave più grande d’Europa, prima del varo, nel 2005 aveva tutte le carte in regola. Il nome? Un omag­gio simbolico alla fratellanza fra i popoli. La stazza? Da record con le sue 112mila tonnel­­late, 1500 cabine, una capacità di accoglien­za di 3.780 passeggeri oltre 1.100 uomini di equipaggio.Gli interni, disegnati dall’archi­tetto di Miami Joe Farcus, erano ispirati a un percorso tematico, rappresentato dagli stili architettonici ed artistici sviluppatisi nelle città europee per dare un tocco gla­mour alle aree pubbliche della nave. E che dire delle opere d’arte a bordo? Seimila tra copie ed originali di artisti contemporanei emergenti ed affermati, provenienti dalla Accademie d’arte europee. Derivata dalle gemelle «Costa Fortuna» e «Costa Magica», «Concordia» le superava anche nel lusso e il presidente Pierluigi Foschi l’aveva defini­ta «un contenitore di tecnologia». A comin­cia­re dalle piscine con copertura semoven­te in cristallo, in modo da poter essere utiliz­zate anche nelle tiepide rotte invernali, sul Mediterraneo. Senza contare l’area benes­sere, una zona termale di talassoterapia di oltre duemila metri quadrati, la più grande mai realizzata su una nave da crociera. Poi i ristoranti gestiti dai migliori chef del mon­do, persino il simulatore di guida Formula Uno e un miniclub per i bambini tanto tec­nologico da essere chiamato il «mondo vir­tuale ». Fin qui la storia. Ma è con la cronaca che i maligni hanno co­min­ciato a pensare che poi tutta questa pa­ce la «Concordia»non l’avrebbe avuta.Il va­ro tecnico per iniziare. Qui la cabala vuole che la bottiglia di champagne si spacchi sul­­la chiglia: invece niente. Su You tube impaz­za il video del varo «sfigato» il 2 settembre del 2005: si vede lo scafo e una voce che, al lancio della bottiglia, sussurra «rompiti!». «Nooooo!» è il grido che segue il flop. La bot­tiglia appesa alla fune rimbalza più volte ma resta intatta e si sente dire «ahi, ahi...». Fatti i debiti scongiuri fu un addetto al pon­te a recuperarla e a romperla a mano, tra gli applausi un po’ imbarazzati delle autorità presenti, tra cui il sindaco Giuseppe Pericu e l’allora arcivescovo di Genova, oggi segre­tario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone. Poi ci si era ripresi con il battesimo, affidato alla bellissima Eva Herzigova, coadiuvata da Antonella Clerici. In quell’occasione, nel luglio del 2007 a Civitavecchia, fu una sfi­lata della maison Gattinoni a far fare il pie­no di bellezza su una nave comunque da so­gno. Ma poi c’è l’altra storia. Quella dell’im­patto contro la banchina. Il 24 novembre del 2008 la nave ebbe un incidente non gra­vissimo, per fortuna: mentre entrava in por­to fu travolta da onde provocate dal maltem­po che si era abbattuto su Palermo e sbattè contro il molo in un impatto che provocò uno squarcio tra la prua e la fiancata destra. I danni furono riparati in mezza giornata, tanto da consentire di proseguire la naviga­zione. Adesso vengono in mente tutte le coincidenze, come laringotracheite che colpì all’ultimo momento nientedimeno che l’ugola di Andrea Bocelli, e che non gli consentì di cantare a bordo della «Concor­dia » per un evento benefico, a favore del Ga­slini. tossiche.