Eva Cantarella, Corriere della Sera 7/1/2012, 7 gennaio 2012
Nel primo secolo avanti Cristo a Roma cominciò a manifestarsi una preoccupante denatalità. Per incoraggiare i romani a sposarsi e procreare, nel 131 avanti Cristo il censore Metello Numidico fece il seguente discorso: «Se noi, o Quiriti, potessimo vivere senza mogli, nessuno, certamente, accetterebbe le noie del matrimonio
Nel primo secolo avanti Cristo a Roma cominciò a manifestarsi una preoccupante denatalità. Per incoraggiare i romani a sposarsi e procreare, nel 131 avanti Cristo il censore Metello Numidico fece il seguente discorso: «Se noi, o Quiriti, potessimo vivere senza mogli, nessuno, certamente, accetterebbe le noie del matrimonio. Ma poiché la natura ha voluto da un canto che vivere con le mogli procuri inevitabilmente delle noie, dall’altro che non si possa vivere senza di loro, è necessario preoccuparsi della tranquillità perpetua, invece che del piacere di breve durata».