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 2012  gennaio 15 Domenica calendario

«NON CHIAMATEMI "LA" FORNERO» —

«Non mi piace quando dite "la Fornero", oppure "la Littizzetto". Dite "Fornero" e basta, così come dite "Monti"». Non è una lezione di grammatica, ma un’esortazione anti maschilista quella del ministro del Lavoro Elsa Fornero, che ieri pomeriggio si è rivolta così a giornalisti e pubblico del Circolo dei lettori di Torino, dove ha partecipato alla presentazione del libro di Emma Bonino «I doveri della libertà» con Luciana Littizzetto. «L’Italia — ha poi aggiunto in un secondo passaggio — è talmente poco abituata ad avere donne con ruoli di responsabilità, che vi posso assicurare che quello che non va giù è che noi ci parliamo in modo molto civile, invece volete che litighiamo a tutti costi. Ci volete vedere litigare».
La responsabile del Welfare ha poi fatto sapere, anche se in tono scherzoso: «Non farò il ministro una seconda volta, un’esperienza può bastare». Quindi si è rivolta a Emma Bonino, dicendole: «Tu, che hai fatto il ministro due volte, anzi no una.... beh, ti sarà bastata e basterà anche a me», ha aggiunto sorridendo. Infine, sulle donne, ha spiegato: «Le istituzioni italiane, compreso il mercato, portano a escludere il lavoro delle donne. Così non si va avanti. Bisogna organizzare meglio il mercato del lavoro, per avere più inclusione dei giovani, delle donne e dei più anziani, gli over 50, superando le distanze tra nord e sud». «Ci sono — ha spiegato ancora Fornero — delle trattative in corso sul mercato del lavoro. L’occupazione femminile non è un dato offerto dal destino, ma il frutto dell’organizzazione del nostro mercato del lavoro. Noi abbiamo un problema di occupazione tout court. Ma i giovani hanno un’estrema difficoltà a trovare occupazione, come le donne di tutte le età e le persone con poco più di 50 anni. Questo è uno strano Paese, in cui si pensa che una persona che ha poco più di 50 anni sia da considerare persa per il mercato del lavoro: è un’assurdità».