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 2012  gennaio 16 Lunedì calendario

CIBO SENZA GLUTINE, PER VOCE ARANCIO


CELIACI. In Italia, una persona ogni 100 è celiaca. Potenzialmente i celiaci sarebbero quindi 600.000, ma ad oggi ne sono stati diagnosticati poco più di 100.000. Ogni anno ci sono 20.000 nuove diagnosi (dati AIC).

DIETA GLUTEN FREE. Gwyneth Paltrow: «Ogni tanto faccio pulizia eliminando per qualche giorno caffeina, latte e suoi derivati e il glutine». Il tennista Novak Djokovic ha dato buona parte del merito delle sue vittorie alla dieta gluten free. Russell Crowe avrebbe perso otto chili in 105 giorni grazie ad una dieta senza glutine.

ANCHE PER I SANI. Negli Stati Uniti va di moda mangiare senza glutine anche se non si hanno problemi di alimentazione. Una tendenza che, seguita da molti, ha portato la vendita dei prodotti “gluten free” dai 925 milioni di dollari del 2006 ai 2,65 miliardi del 2010. In Italia, la spesa per gli alimenti senza glutine è invece di “soli” 150 milioni di euro, ma il mercato è in crescita.

MODA D’OLTREOCEANO. Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori: «Privarsi del glutine non vuol dire mangiar sano. È una moda che giunge da oltreoceano e che fino a oggi non sembrava avere particolare appeal sugli italiani, così affezionati a pasta, pane e dolci. Il boom di negozi gluten free farebbe pensare però a un’inversione di marcia. Non credo si possa parlare di un incremento repentino di malati di celiachia ma, più che altro, sembrerebbe l’ennesima trovata del marketing che ha eccitato gli animi dei soliti “salutisti fai da te”, ai quali vorremmo però ricordare che privarsi drasticamente di un componente della dieta, se non è strettamente necessario, non fa assolutamente bene al nostro corpo» (fonte: consumatori.it).

PIÚ GRASSI. Alcuni sostengono che gli alimenti senza glutine siano più leggeri e, di conseguenza, siano anche dietetici. In realtà, i prodotti “gluten free” non sono meno calorici degli altri, anzi, alcuni lo sarebbero di più: ad esempio, nel pane fresco senza glutine, per avere la giusta consistenza, vengono in genere aggiunti più grassi. Per questo, se 50 grammi di pane bianco con glutine possono avere circa 266 calorie e 0.95 grammi di grassi, la stessa quantità senza glutine può avere dalle 230 alle 276 calorie, ma dai 0.9 ai 3.6 grammi di grassi (fonte: drschaer-institute.com).

BUON SAPORE. Letizia Saturni, responsabile del CIESS: «Allo scopo di mantenere un buon sapore - per non penalizzare il momento del pasto per il soggetto celiaco - spesso le aziende del senza glutine hanno utilizzato grassi che, pur essendo di origine vegetale, sono poco salutari. La recente letteratura scientifica ha spesso messo sotto accusa questi prodotti, perché fortemente sbilanciati da un punto di vista nutrizionale, essendo ricchi di grassi, zuccheri e sale, mentre hanno bassi livelli di fibra alimentare, minerali e vitamine» (fonte: Salute24 del Sole24ore).

REFERENZE BUONE. Chi mangia senza glutine sta diventando sempre più una risorsa. Accanto ad aziende specializzate come Pandea, Dr. Schar, Pedon, Cerealvita, anche multinazionali dell’alimentazione, come Nestlé, Findus e Galbusera, hanno introdotto prodotti senza glutine. La dott.ssa Serena Pironi, tecnologo alimentare: «Una delle sfide principali è quella di creare referenze "buone" dal punto di vista organolettico, maggiormente equilibrate da un punto di vista nutrizionale, cercando di ridurre il livello di zuccheri semplici e grassi idrogenati o saturi ed aumentare le fibre alimentari, e di abbassare i costi economici, che attualmente pesano sul prezzo di acquisto del consumatore finale 2/3 volte il costo del prodotto convenzionale nella medesima classe merceologica» (fonte: newsfood.com).

RISTORANTI & CO. Il boom del cibo senza glutine ha coinvolto anche la ristorazione. L´Aic, nell’ultimo anno, ha dato il certificato "gluten free" a 2.213 ristoranti (il 43% in più del 2010), a 404 alberghi (+14%) e a 382 gelateria (+9%). Elisabetta Tosi, presidente di Aic: «Ogni intollerante o celiaco ha parenti, amici, che una volta scoperto il ristorante buono e affidabile, che prepara con più cura i piatti, ci torna». Un elenco di pizzerie, ristoranti, gelaterie, negozi è disponibile sul sito www.celiachia.it.
PUNTO DI FORZA. Daniele Bossari, celiaco dalla nascita: «Ne ho sempre fatto un punto di forza, anche con le donne, per tirar fuori il loro istinto protettivo. Insomma, mi ha persino aiutato nelle conquiste» (Vivi Milano).