Andrea Garibaldi, Corriere della Sera 15/1/2012, 15 gennaio 2012
ROMA —
Signor tassista, le dico francamente: certe volte devo andare di corsa e il taxi non si trova, niente da fare...
«Guardi, guardi qua. Piazza Barberini, dieci taxi in fila ad aspettare. Andiamo avanti: piazza Venezia, taxi che escono fuori dal parcheggio. E prima, a piazza Albania, triste fila di taxi allineati».
Sì, va bene, ma il sabato sera spesso il taxi non c’è. Alla stazione Termini, certe volte, la fila per il taxi sembra quella per il pane durante la guerra. Quando piove, inutile cercare.
«Il sabato sera dalle 23,30 all’una si lavora bene, ma il turno di notte va dalle 21 alle 6 e tutte le altre ore si muore di pizzichi. A Termini dalle 8 alle 10 c’è grande afflusso. La porto lì adesso, troveremo decine di auto bianche in attesa. La pioggia, poi, non la possiamo prevedere...».
Se sapete quali sono le ore di maggior afflusso, non si possono fare turni meno rigidi?
«Io lo so cosa volete voi utenti: il taxi che arriva subito, che va a destinazione veloce, e costa poco. E noi siamo pronti a ragionare, a studiare. Ma la liberalizzazione no: se aumenti le auto e il pezzo di pane è sempre quello, cresce solo la fame».
Il Cliente sale sul taxi di Cristian Colacchi quando manca un quarto d’ora alle 15, alla Stazione Ostiense e provoca: a voi tassisti, la concorrenza non piace...
Tassista: guardi quel pullman, per sei euro porta all’aeroporto, e ferma in tutte le stazioni e in alcune piazze. Per Fiumicino c’è anche il treno. Poi c’è il car sharing, le auto che si prendono e si lasciano. La concorrenza esiste!
Cliente: credo che il governo voglia più taxi per le strade, per abbassare le tariffe e quindi permettere a più persone di usare il taxi. Legge di mercato.
Tassista: ma non è così. Noi serviamo l’uno per cento di quelli che si spostano. Se le tariffe calano, gli utenti non crescono abbastanza per compensare.
Cliente: quanto è il guadagno?
Tassista: In media, 80 euro al giorno. E 40 se ne vanno per benzina, manutenzione, assicurazione, visite mediche obbligatorie.
Cliente: dunque, lei si mette in tasca 1.100 euro al mese?
Tassista: sì, ho 36 anni, sono tassista da 4, ho una moglie laureata in Legge (fa le fotocopie da un notaio per 900 euro) e un figlio di due anni.
Cliente: andate in trincea ogni volta che qualcuno vi tocca, per difendere un modesto guadagno?
Tassista: se qualcuno ci presenta idee valide per migliorare il servizio, eccoci qua.
Cliente: voi non avete idee?
Tassista: hanno dato licenze a sei compagnie di bus turistici scoperti, le corsie preferenziali sono invase da auto private, motorini e autonoleggi con autista.
Cliente: gli autonoleggi sono la vostra bestia nera.
Tassista: apra bene gli occhi. Loro possono lavorare solo su appuntamento. Invece, prima, a cento metri dalla stazione Ostiense, c’erano due Mercedes appostate. Al Circo Massimo tre pulmini, a Termini un autista trattava sul prezzo con un gruppo di turisti.
Cliente: va bene, mancano i controlli. Ma i taxi certe volte arrivano a prenderti già con 5-6-7 euro sul tassametro.
Tassista: non dico che i 7.800 tassisti romani siano tutte brave persone. Non siamo noi però a dover fare giustizia.
Cliente: arrivi a Fiumicino e ti chiedono dove devi andare. C’è la scelta della corsa?
Tassista: i vigili dove sono? Il Comune dov’è?
Cliente: il governo Monti in cambio dell’aumento delle licenze pensa di regalarne una ai tassisti già in servizio.
Tassista: bravi! La licenza mia oggi vale 90 mila euro, domani ne avrò due che valgono 45 mila.
Cliente: vi piacerebbe la possibilità di fare sconti?
Tassista: facciamo già il 10 per cento di sconto alle donne sole di notte. Per il resto, mica siamo negozi di abbigliamento!
Cliente: le tasse le pagate?
Tassista: sulla base di un incasso presunto, per tutti, di 24 mila euro l’anno.
Cliente: eccoci di nuovo alla stazione Ostiense. È passata un’ora e mezza, il tassametro segna 71 euro.
Tassista: e il mio collega Luciano era qua quando siamo partiti e sta ancora qua, senza aver visto un euro.
Andrea Garibaldi