Varie, 14 gennaio 2012
IL FATTO DEL 14 GENNAIO 2012: IL NAUFRAGIO DELLA CONCORDIA
La Costa Concordia avrebbe urtato contro uno scoglio al largo dell’isola del Giglio. Tre i morti: due francesi e un peruviano. I corpi si trovano all’obitorio di Orbetello e la Procura ne ha disposto l’autopsia. I dispersi risultano al momento una cinquantina. Ieri sera la nave si è incagliata al largo dell’isola del Giglio, alle secche di Punta Gabbianara, la punta più a sud dell’isola. Poco prima di mezzanotte avrebbe cominciato a imbarcare acqua e a inclinarsi sul fianco destro a causa di una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa, sulla fiancata di sinistra. La nave era salpata da Civitavecchia circa due ore e mezza prima dell’incidente, alle 19. I passeggeri erano a cena quando si è avvertito un forte boato e si sono succeduti diversi black out. La nave appare adagiata su un fianco poggiata al fondale. Sulla fiancata sinistra uno squarcio lungo almeno settanta metri e un’inclinazione di oltre ottanta gradi dalla parte opposta. Sullo scafo ci sono falle da entrambi i lati. C’erano 4229 persone a bordo della Concordia, una delle navi più grandi della flotta Costa, insieme con le gemelle Serena, Pacifica e Favolosa. Il “gigante del mare”, 115 tonnellate, era partito ieri da Civitavecchia per una crociera di 8 giorni nel Mediterraneo. La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera «Profumo degli agrumi» nel Mediterraneo.
Testimonianze
Mara Parmegiani Alfonsi, giornalista, che si era imbarcata per seguire un evento moda: «Dei giubbotti salvagente non funzionavano neanche le luci».
Patrizia Perilli, giornalista dell’Adnkronos: «Sembrava di essere sul Titanic, non potevamo credere ai nostri occhi».
Un passeggero anonimo: «Io avevo il cellulare tra le mani ed ho potuto consultare, attraverso il satellitare, la nostra posizione: la nave era su uno scoglio».
A SkyTG24: «Sono iniziati a cadere tutti i piatti. Ci hanno detto che c’era un guasto elettrico. Addirittura qualcuno ci diceva di andare in camera e di stare tranquilli».
A Grazia Longo: «Parlo a nome del capitano, è soltanto un blackout. Soltanto dopo un’ora si è sentito il suono di 7 sirene, il segnale che la barca stava affondando»
Cause collaterali
Nei serbatoi 2380 tonnellate di gasolio che potrebbero svuotarsi in mare.
I tecnici e gli esperti
In teoria lì quella roccia non ci doveva stare… Un errore di rotta? «Sarebbe dovuta passare a cinque miglia dalla costa, e non a solo un miglio com’è avvenuto». Eppure dicono che non fosse la prima volta che la Concordia navigava nel canale tra l’isola del Giglio e Porto Santo Stefano, sull’Argentario.
Francesco Schettino, di Meta di Sorrento, comandante della Costa Concordia, intervistato da Tgcom24, dice che si trovava al timone: «Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi».
Gianni Onorato, il dg di Costa Crociere: «Il comandante della Costa Concordia è con noi da 11 anni. […] Purtroppo c’è stata una inclinazione repentina, troppo veloce della nave, che ha fatto interrompere il normale programma di evacuazione, che si stava svolgendo correttamente».
Filippo Marini, capo ufficio relazioni esterne delle Capitanerie di porto: «Sappiamo che sono arrivate a terra 4165 persone su quante erano presenti sulla nave».
Il sindaco dell’isola, Sergio Ortelli, ha messo a disposizione scuole, asili, alberghi, «qualsiasi cosa abbia un tetto» e il parroco ha aperto la chiesa per ospitare i superstiti.
Il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi: «Si stanno attivando esperti per risolvere il problema».
Vincenzo Carpino, presidente nazionale dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani: «La resistenza dipende dalle condizioni delle singole persone, ma d’inverno difficilmente supera i 10-15 minuti. In questi casi è la temperatura dell’acqua il nemico peggiore se fossimo d’estate una persona che sa nuotare potrebbe salvarsi, ma in questo caso si va incontro molto rapidamente ad acidosi metabolica e conseguente arresto cardiaco, favorito anche dallo stress e dal panico seguiti all’incidente».
Mario Costa, past president della Società Italiana Sistema 118: «Se l’acqua è molto fredda è difficile che si sopravviva per più di un’ora l’ipotermia arriva molto rapidamente».
Avviate dal pm della Procura di Grosseto due inchieste, una penale per disastro e omicidio colposo e l’altra amministrativa.
Antefatti
Il giorno del varo, il 7 luglio del 2006, la bottiglia di champagne lanciata dalla modella Eva Herzigova non si ruppe contro lo scafo. Un cattivo presagio secondo gli uomini di mare. Erano presenti l’allora sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, e l’arcivescovo di Genova, cardinale Tarcisio Bertone. Ieri era venerdì 13, un giorno "sciagurato" secondo gli scaramantici!
Il 22 novembre del 2008 la nave fu travolta da onde provocate dal maltempo che si era abbattuto su Palermo. Durante le manovre, un urto provocò una ampio squarcio tra la prua e la fiancata destra dell’imbarcazione.
I numeri del caso
Oltre 890mila italiani scelgono una vacanza di relax e lusso in mare. Boom in 4 anni: +72%
Le lancette si sono fermate alle 21,40, quando la chiglia si è incastrata provocando un forte scossone mentre i passeggeri erano alla cena inaugurale. Qualcuno, ha pensato al Titanic, di cui il 15 aprile, ricorre il centesimo anniversario dell’affondamento.
1026 i membri dell’equipaggio della Costa Concordia, provenienti un po’ da tutto il mondo. Tantissimi i filippini, 296, e gli indiani, 202, ma anche 170 indonesiani e 144 italiani.
Costa Crociere ha reso noto la nazionalità e l’esatto numero passeggeri a bordo della Concordia. In tutto 3216, così composti: 989 italiani, 569 tedeschi, 462 francesi, 177 spagnoli, 129 americani, 127 croati, 108 russi, 74 austriaci, 69 svizzeri, 46 brasiliani, 46 giapponesi, 42 olandesi, 33 ucraini, 30 coreani, 20 rumeni, 26 da Hong Kong, 25 britannici, 21 australiani, 17 argentini, 13 taiwanesi, 12 canadesi, 12 cinesi, 11 portoghesi, 10 colombiani, 10 cileni, 9 turchi, 8 belgi, 8 israeliani, 9 kazhakistani, 8 peruviani, 8 polacchi, 6 moldavi, 6 nepalesi, 5 svedesi, 5 venezuelani, 4 danesi, 4 dominicani, 4 serbi, 4 sudafricani, 3 delle Antille olandesi, 3 bielorussi, 3 grechi, 3 ungheresi, 3 iraniani, 3 irlandesi, 3 macedoni, 2 albanesi, 2 cubani, 2 algerini, 2 ecuadoriani, 2 messicani, 2 finlandesi, 1 di Andorra, 1 bulgaro, 1 bosniaco, 1 ceco, 1 indiano, 1 marocchino, 1 norvegese, 1 neozelandese, 1 filippino e un uruguayano. Inoltre, sulla nave c’erano 1013 membri dell’equipaggio, per un totale complessivo di 4229 persone.