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 2012  gennaio 13 Venerdì calendario

Marines choc: oltraggio ai cadaveri - Quattro marines che urinano sui cadaveri di tre talebani appena uccisi

Marines choc: oltraggio ai cadaveri - Quattro marines che urinano sui cadaveri di tre talebani appena uccisi. Il video che li riprende sta facendo il giro del mondo, e nonostante le condanne del Pentagono, della Nato e del governo di Kabul, rischia di compromettere le già difficili operazioni in corso per chiudere la guerra in Afghanistan. Le immagini, pubblicate su diversi siti Internet accessibili a tutti, mostrano quattro soldati americani che fanno la pipì sopra i cadaveri di tre talebani stesi a terra. I marines sorridono, uno fa una battuta oscena, e un altro saluta con scherno il nemico morto: «Have a great day, buddy», ti auguro una buona giornata, amico. Quando il video ha cominciato a circolare, le autorità della Nato non erano sicure che fosse autentico, e sospettavano che potesse venire dall’Iraq. Dopo le prime indagini, però, sono arrivate alla conclusione che i protagonisti appartengono ad un reparto di cecchini dei Marines, partito da Camp Lejeune all’inizio del 2011 e rimasto in Afghanistan fino all’agosto dello stesso anno. Guardando le immagini, la memoria va subito ad episodi simili del passato: le foto di un plotone che nel 2010 posava davanti a tre civili afghani uccisi e mutilati nella provincia di Kandahar; le sevizie imposte ai detenuti iracheni nel carcere di Abu Ghraib; più indietro ancora, il massacro di civili vietnamiti nel villaggio di My Lai. Sono tutti episodi che hanno contribuito a rovinare l’immagine degli interventi americani, ma in questo caso c’è un collegamento ancora più negativo con la realtà immediata. La diplomazia Usa ha appena riaperto i canali per cercare un accordo con i talebani, che chiuda la guerra in vista del ritiro dei soldati previsto per il 2014. Questa vicenda rischia di provocare una risposta negativa delle popolazione capace di boicottare i colloqui. Le condanne, infatti, sono state immediate e senza mezzi termini. Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha deplorato l’episodio, come il segretario di Stato Clinton. Il capo del Pentagono, Panetta, ha chiamato il presidente Karzai e ha commentato così: «Ho visto le immagini, e trovo il comportamento mostrato assolutamente deplorevole. Questa condotta è inappropriata per i militari degli Stati Uniti e non riflette gli standard e i valori che hanno giurato di rispettare. I responsabili verranno puniti nella maniera più severa». Dichiarazioni simili sono venuti anche dalla missione Isaf in Afghanistan e dal corpo dei Marines, che sta conducendo un’inchiesta. Dissacrare i cadaveri dei nemici, infatti, è una violazione della Convenzione di Ginevra. Karzai ha detto che «questo atto da parte dei soldati americani è semplicemente inumano, e condannabile nei termini più duri». I talebani hanno approfittato dell’occasione, per bocca del portavoce Zabihullah Mujahid: «Chissà quante violenze del genere sono avvenute durante l’occupazione, e sono rimaste nascoste». Mujahid ha chiesto il ritiro degli americani, ma ha aggiunto che questo episodio non avrà effetti sulla trattativa diplomatica appena ripresa. I talebani hanno aperto un ufficio a Doha, nel Qatar, proprio per facilitare i contatti. In ottobre Marc Grossman, l’inviato americano per l’Afghanistan, aveva incontrato Tayeb Agha, emissario del mullah Omar, per avviare le discussioni. Lo scopo è trovare un compromesso che consenta di chiudere la guerra civile, facendo convivere il vecchio regime e il nuovo. Proprio in questi giorni Grossman ha in programma di riprendere l’iniziativa diplomatica, sperando che questo video dei marines non lo fermi.