La Stampa 13/1/2012, 13 gennaio 2012
L’Istat: l’industria italiana si è fermata - Nella media del trimestre settembre-novembre l’indice scende del 3% rispetto al trimestre precedente
L’Istat: l’industria italiana si è fermata - Nella media del trimestre settembre-novembre l’indice scende del 3% rispetto al trimestre precedente. Nella media dei primi undici mesi dell’anno, invece, la produzione cresce dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a novembre 2011, un calo tendenziale per tutti i raggruppamenti: del 4,6% per i beni intermedi, del 4,5% per i beni strumentali, del 4,4 % per l’energia e del 3,1% per i beni di consumo. Rispetto a novembre del 2010, gli unici settori dell’industria in crescita sono l’attività estrattiva (+12,4%), la fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,7%) e la fabbricazione di macchinari(+2,1%). Tra i settori in calo, quelli, che in novembre registrano le diminuzioni tendenziali piu’ ampie sono la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-13,6%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-12,8 %). Anche il Centro studi di Confindustria ieri ha diffuso dati sulla produzione industriale: in questo caso, una previsione sul risultato di dicembre, per il quale attende un calo dello 0,7%. Nella media del 2011, secondo gli industriali, la produzione è diminuita dell’1% sul 2010, quando si era avuto un incremento annuo del 6,5% (dati grezzi). La dinamica dell’industria italiana, dice il documento, «è significativamente peggiorata dalla scorsa primavera, dopo una stagnazione iniziata nell’estate del 2010. Da aprile 2011 vi è stata una riduzione del 4,5% dei livelli di attività». Il primo trimestre 2012 eredita da fine 2011 una variazione di -0,4%. Le prospettive di domanda sono negative per entrambe le componenti (interna ed estera). «Le indicazioni emerse dall’indagine Istat sulla fiducia delle imprese manifatturiere confermano il prolungarsi di una significativa debolezza - spiega infine Confindustria. A dicembre il saldo degli ordini interni (a -36, da -34) e quello relativo agli ordini esteri (fermo a -29) si sono attestati sui valori di un anno e mezzo fa. Il livello elevato delle scorte contribuirà a frenare ulteriormente l’attività nei prossimi mesi».