Silvia Bizio, la Repubblica 14/01/2012, 14 gennaio 2012
Quando George Clooney non era ancora George Clooney, una moto entrò nella sua vita. Faceva provini, in giro per Los Angeles, e quando finalmente, trent´anni fa, riuscì a comprarsela, fu tutta un´altra storia
Quando George Clooney non era ancora George Clooney, una moto entrò nella sua vita. Faceva provini, in giro per Los Angeles, e quando finalmente, trent´anni fa, riuscì a comprarsela, fu tutta un´altra storia. La passione è nata così, dalla necessità. Ed è buffo raccontarla ora, quando lui è il divo. Quello che conquista gli schermi americani con due film, Le Idi di marzo, che ha scritto e diretto e in cui appare in un ruolo non protagonista accanto a Ryan Gosling e nel ruolo drammatico di protagonista in The descendants, diretto da Alexander Payne e tratto da un romanzo della scrittrice hawaiiana Kaui Hart Hemmings, tradotto in italiano con il curioso titolo Eroi di un mondo sbagliato. Per la prossima edizione dei Golden Globe, in programma domani a Beverly Hills, Clooney è candidato come miglior regista e produttore per Le Idi di marzo e come miglior attore per The descendants. Ma per arrivare sul red carpet c´è voluta anche la moto. «Quando, nel 1982, mi sono trasferito a Los Angeles - racconta - l´unico mezzo di trasporto che mi potevo permettere era una bicicletta. Era fondamentale, perché la usavo per spostarmi da un provino all´altro. Ero abituato a vivere in città più piccole, e la vastità di Los Angeles rendeva tutto molto faticoso. Spesso dovevo fare più provini nello stesso giorno, e in quei momenti, mentre pedalavo sotto il sole, il mio unico pensiero era: ‘Speriamo che stiano cercando un personaggio sporco, sudato ed indecente!´, perché era così che mi sarei presentato, trafelato e grondante. Una volta mi sono dovuto fare una quasi doccia nel lavandino dei bagni della Sony, che poi ai tempi era la Columbia Pictures, per essere presentabile. Comunque, dopo due anni, le cose sono iniziate a girare un po´ meglio e finalmente mi sono permesso il lusso di comprare una piccola moto, una Honda. Da quel momento la mia vita è cambiata. Ho riscoperto Los Angeles. Non solo evitavo il suo famigerato traffico, ma ho anche iniziato a fare viaggi in moto». Due ruote, una svolta. Perché oltre ad arrivare meno scomposto sui set, Clooney ha scoperto la magia dei viaggi. «È meraviglioso attraversare il mondo in moto. Anche perché rafforza le amicizie. Sia in Italia che in America possiedo più di una motocicletta proprio per farle guidare ad altri… mica posso portarle tutte io da solo». Così, a 50 anni compiuti, le sue gite con gli amici per le montagne del nord Italia e in giro per l´Europa sono ormai famose, e la sua collezione, non gigantesca, è comunque rispettabile: due a Los Angeles e tre nella sua villa del Lago di Como. Le moto sono rigorosamente Harley Davidson: «Un tempo avevo anche delle Indian, ma le belle e lente Harley sono quello che fa per me adesso, visto che non amo la velocità. Ho anche delle auto, ovviamente, ed essendo un fervente ambientalista, ho scelto di guidare per le strade di Los Angeles una Lexus Hybrid e una Tesla, l´auto elettrica. Ma il mio rapporto con queste cose è davvero cambiato». Perché il tempo, la fama, e l´età portano altre esigenze. E desideri diversi. «È curioso vedere come cambiano le necessità quando si raggiunge l´età adulta. Da giovani si è ossessionati da auto e moto sportive, che ti fanno apparire grandi e forti, ma crescendo mi sono reso conto come questo sia solo un modo per attirare l´attenzione. E adesso, che ne ricevo molta più del necessario, mi posso presentare all´Hotel Villa D´Este alla guida di un minivan. Non mi interessa ostentare, questo credo sia chiaro per tutti. Quello che voglio è potermi spostare senza dare troppo nell´occhio». Le sue gite in motocicletta anche in compagnia di amici famosi, sono note. E Clooney si diverte a riassumerle segnalando gli itinerari: «Quest´estate insieme a Bono e a Rande Gerber abbiamo girato parecchio nei dintorni del lago di Como, e ho anche fatto la traversata delle Alpi Svizzere, Francesi e Italiane! È stato bellissimo, sono luoghi incantevoli». La mappa del piacere passa dai posti visitati, ma anche dalla libertà del viaggiatore. Finalmente anonimo. «Questo è un modo per ritagliarmi i miei spazi. Perché questa è un´altra cosa bella delle motociclette: quando si diventa famosi e fin troppo riconoscibili, è impagabile la sensazione di libertà che si prova nell´infilarsi un casco e sfrecciare per le strade godendo di un anonimato che altrimenti non riesci mai a vivere davvero. Probabilmente anche Brad Pitt, che ha la mia stessa passione, la pensa così. Quando vado in moto riesco a provare un bel senso di solitudine, e questo mi piace. Non voglio lamentarmi della mia vita, ma è così bello poter esplorare il mondo in incognito: la moto te lo permette». Clooney ha sperimentato anche i pericoli delle moto: nel 2007 ebbe un incidente, diventato famoso, insieme alla sua compagna di allora, Sarah Larson: «Un´auto ci ha urtato, e Sarah si è fratturata un piede, mentre io me la sono cavata con una costola incrinata. Ma sono cose che capitano e che possono succedere. L´importante è non rischiare, io non amo la velocità, l´ho già detto, e preferisco godermi le cose lentamente, altrimenti perdo il gusto del viaggio». D´altra parte, come ha raccontato una volta, è proprio grazie alla sua "lentezza" che la moto gli ha permesso di innamorarsi dell´Italia: «Stavo girando e ho visto un gruppo di muratori che tornava a casa dal lavoro cantando, con bottiglie e panini. Era un´immagine allegra. Un´immagine che trasmetteva un´energia di cui avevo bisogno. E sono venuto nel vostro Paese». Osservare il mondo da una moto, a volte, può cambiare le prospettive. E non solo.