Antonello Caporale, la Repubblica 14/01/2012, 14 gennaio 2012
ROMA - E´
questo il vero cerchio magico del potere. Il luogo esatto in cui la scienza si mescola con l´amicizia. Una famiglia poco numerosa che si ritrova sempre unita a santificare le feste. Capi e vice capi di gabinetto, capi degli uffici legislativi. E vice. Che sia D´Alema al governo o Di Pietro o Berlusconi loro stanno lì, riveriti e memori che solo la politica passa. La legge resta.
Il grand commis di Stato più che una figura è una poltrona. Da un decennio su di essa è seduto Antonio Catricalà. Forte perché amico di Gianni Letta, stimato dal Pd, ossequiato da Casini. Ora è con il professor Mario Monti, al quale rende i suoi servigi. E´ un alto magistrato, presidente di sezione del Consiglio di Stato ma fuori ruolo, per via dei suoi incarichi esterni. Il giudice fuori ruolo è un dipendente dello Stato due volte fortunato. Sta fuori all´ufficio ma gode dell´alto stipendio che l´ufficio riserva a chi lavora. E´ un giudice che non giudica, ma fa finta che sì. E la straordinarietà della posizione, l´originalità della veste fa sì che gli incarichi extra a cui sono chiamati siano retribuiti un po´ troppo intuitu personae. Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, dichiara di percepire per l´extra 25 mila euro netti all´anno. Non uno in più. Il suo collega Caro Lucrezio Monticelli, capo di gabinetto al ministero dell´Ambiente, giunge invece a 148 mila annui (di extra). Altri si fermano a 70 mila, altri ancora si attestano agli 80 mila euro annui. Cifre che aggravano la condizione di assoluta autoreferenzialità anche economica e producono una domanda banale forse opportuna: chi compila la busta paga? E secondo quali criteri? Ora, è vero, l´ultima manovra finanziaria riduce al 25 per cento del totale di quanto l´extra prevede la somma che si può aggiungere all´emolumento principale. Però (comma 3, art. 23 ter): "Possono essere previste deroghe motivate per le posizioni apicali delle rispettive amministrazioni..."). Fatta la legge ecco la deroga!
Sono giudici eccellenti, tutti. Ed è bene dirlo subito. Ma forse le eccellenze sono troppo stipate su un unico barcone e si traghettano, assai amorevolmente, da un luogo all´altro del potere. Claudio Zucchelli era il capo del Dipartimento degli affari legali della presidenza berlusconiana, lo è ancora. Il suo vice Alfredo Storto gli è restato accanto. Colpisce l´autorevolezza del professor Vincenzo Fortunato capo di gabinetto del ministro dell´Economia attuale e passato. Prima ancora convocato da Antonio Di Pietro al ministero per le Infrastrutture.
Il consigliere di Stato per legge è obbligato a fare da alto consulente al governo. E´ un magistrato e consiglia. In questa tornata governativa il magistrato è stato chiamato anche a trasformarsi in politico. Filippo Patroni Griffi, ministro della pubblica amministrazione, già consigliere, adesso è consigliato. Roberto Garofoli è il suo capo di gabinetto, esperto e bravissimo. Stava con D´Alema agli Esteri. Germana Panzironi, Tar del Lazio, è capo dell´ufficio legislativo. E´ anch´ella bravissima, naturalmente. E´ transitata dalla Gelmini.
Sulla condizione della signora bisogna aprire una parentesi. Essendo i consiglieri di Stato in numero limitato, si è deciso che solo un piccolo numero di essi potessero godere della condizione di "fuori ruolo", altrimenti le aule di giustizia sarebbero rimaste vuote. Gli altri, che si arrangiassero. La Panzironi è una che arranca e suda. Impegnata al mattino a giudicare da magistrato del Tar e al pomeriggio a redigere le leggi al ministero.
In questo caso il cerchio magico proietta su di sé il dubbio che con una mano scriva i commi e con l´altra si possa trovare persino a giudicarli. Se così fosse questa cosa si chiamerebbe conflitto d´interessi. Grave conflitto. I giudici che si giudicano intrometterebbero nel diritto una propria lucente via autarchica. A riguardare il campo degli incarichi apicali deliberati dai ministri del professor Monti sembra anche di essere un po´ nelle ore successive ai momenti compulsivi di una campagna acquisti calcistica. Lucrezio Monticelli passa dal Welfare di Sacconi al rinnovato ministero dell´Ambiente. E, come detto, prende (non sappiamo fino a quando) 148 mila euro per l´ingaggio extra. Salvatore Mezzacapo è invece confermato all´Agricoltura. Mario Torsello passa dal ministero dei Beni culturali (dov´era capo del legislativo) allo Sviluppo economico. Lui è fuori ruolo, la vice Giulia Ferrari ha invece da fare la spola: prima il Tar e poi lo sviluppo dell´Italia. La magistratura amministrativa, da cui normalmente proviene il grosso degli alti funzionari, è il giudice della legittimità degli atti della Pubblica amministrazione. E gli atti, che a volte assumono forza di legge, sono i decreti che gli uffici compongono, certo nella cornice impressa dall´autorità politica. Per sfuggire a questo guaio e garantire il prestigio e la trasparenza dell´operato della magistratura un decreto presidenziale del 1993 stabilisce il criterio della rotazione nei ruoli apicali di governo. Norma piuttosto trascurata.
Se il cerchio è magico una ragione c´è.