Carlo Festa, Il Sole 24 Ore 12/1/2012, 12 gennaio 2012
CORSA FRA FONDI PER LE MOLESKINE
Le agende Moleskine si starebbero preparando a passare di mano entro quest’anno. Il dossier della società, che attualmente è controllata dai fondi gestiti da Syntegra Capital (cioè la ex-Société Générale Private Equity), sarebbe infatti, secondo indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari, all’esame di altri fondi di private equity.
Inoltre la società di gestione, guidata in Italia dal partner Marco Ariello e che vede tra i gestori anche Luca Mannucci, avrebbe cominciato a sondare alcune banche d’affari per scegliere l’advisor incaricato della cessione. L’operazione potrebbe entrare nel vivo per questa primavera. In effetti, Moleskine resta un caso di successo: la società ha un fatturato di circa 65 milioni di euro con un Ebit che incide in misura notevole: cioè per circa il 45 per cento.
All’interno del panorama del private equity in Italia è il classico esempio di piccola azienda, target ideale per i fondi specializzati in questo segmento di mercato, oppure per i gruppi industriali interessati ad acquistare brand conosciuti: area di attività che sta conoscendo minor crisi rispetto ai mega leverage buyout (cioè le grandi operazioni a debito) che ormai sono quasi scomparsi all’interno del panorama delle fusioni e acquisizioni italiane.
Nel 2006, quando la ex-Société Générale Private Equity ha comprato Moleskine dalla milanese Modo & Modo per la cifra di 60 milioni di euro (con una valutazione di 7,6 volte l’Ebit), il fatturato dell’azienda si aggirava attorno ai 40 milioni di euro con tassi di crescita annui di oltre il 30%.
Le Moleskine sono oggi tra le agende più note, in particolare nei Paesi anglosassoni e in Francia. La loro storia è ormai centenaria e legata a intellettuali e artisti che non potevano fare a meno del famoso taccuino nero: da Van Gogh a Picasso, da Ernest Hemingway fino a Bruce Chatwin. Per un caso fortuito le piccole agende sono riuscite ad approdare alla fine degli anni 90 in Italia. A comprare il marchio era infatti stata la Modo & Modo di due imprenditori italiani: Mario Baruzzi e Francesco Franceschi, che fino a quel momento avevano interessi di altro tipo.
Otto anni dopo gli azionisti della società italiana, su pressione dei tanti potenziali acquirenti, hanno deciso di vendere le agende Moleskine. I taccuini erano così tornati in Francia, terra d’origine. A comprarle dopo un’asta era stata infatti la banca transalpina Société Générale, a cui è subentrata Syntegra Capital.
Ora si attende il prossimo passaggio di mano. Se l’operazione andrà in porto, si tratterà di una delle prime dismissioni per Syntegra Capital, che in Italia è entrata anche nel capitale della catena di negozi retail Co.Import: la società di gestione è nata due anni fa dopo che Société Générale ha deciso di abbandonare il private equity a livello globale e dopo che gli stessi manager dei fondi sono subentrati alla banca transalpina nella gestione delle partecipazioni.
Proprio in questi mesi i gestori di Syntegra Capital, presente in Francia, Italia e Germania, starebbero raccogliendo il nuovo fondo per gli investimenti con un obiettivo di raccolta che potrebbe arrivare a 250 milioni di euro.