Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 12 Giovedì calendario

PROFESSIONI, SCOMPAIONO LE TARIFFE

Tariffe addio. Senza eccezioni. Obbligo, con esplicita rilevanza deontologica, di concordare con il cliente il preventivo della prestazione. Tirocinio anche negli ultimi anni di università. Aumento del numero dei notai. Tutela contro le clausole vessatorie nei rapporti con i professionisti. La bozza di decreto legge sulle liberalizzazioni interviene anche sul fronte, cruciale, delle professioni. E lo fa a partire da uno degli snodi, anche mediatici, più evidenti, quello delle tariffe. A venire cancellati sono così tutti i parametri, sia minimi sia massimi, compresi quelli per la determinazione degli onorari dovuti ai notai.
Di conseguenza, a venire modificato è anche il Codice civile: nell’articolo 2233 viene così azzerato il riferimento alle tariffe professionali del primo comma e stabilito che il giudice, quando il compenso non può essere determinato secondo gli usi, decide secondo equità e non più con la precedente acquisizione del parere dell’ordine professionale di riferimento. Parere che diventa inutile anche nell’ambito della domanda di decreto ingiuntivo indirizzato a ottenere il pagamento di quanto dovuto. Sparite le tariffe, il provvedimento si pone però l’ovvio problema della trasparenza, risolvendolo con l’introduzione di un vero e proprio obbligo, con rilevanza deontologica in caso di trasgressione, di stesura del preventivo della prestazione e di comunicazione al cliente. Il professionista dovrà poi obbligatoriamente informare il cliente dell’esistenza di una copertura assicurativa, della sua durata e del relativo massimale, posta a garanzia della capacità di risarcimento dei danni provocati alla clientela nell’esercizio dell’attività. cCon l’eccezione delle professioni mediche e sanitarie, poi, la bozza di decreto apre alla possibilità di svolgere i tirocini già durante gli ultimi anni del corso di laurea. Una disposizione che, nelle intenzioni del Governo, punta alla "democratizzazione" delle professioni, non facendo pesare sulle famiglie per troppo tempo il costo della preparazione, senza compromettere la qualità della formazione stessa. La norma introduce, pertanto, la possibilità per le università di inserire nei propri statuti e regolamenti la possibilità per lo studente di svolgere tirocinio o pratica finalizzati all’iscrizione nell’albo professionale nel corso dell’ultimo biennio di laurea specialistica o magistrale. Sul fronte dei notai, l’intervento ne amplia la pianta organica di 500 unità portando a 1.500 il totale dei posti da coprire per concorso. In questo modo si attuerà un’estensione dell’esercizio della funzione di notaio anche oltre il territorio del distretto in cui è collocata la sede sino a farla coincidere con l’«intero ambito territoriale della corte d’appello nella quale tale distretto è ubicato». Un concorso all’anno per quest’anno e i prossimi 2 dovrebbe permettere di coprire interamente la pianta organica. Aumentato anche il numero di giorni di assistenza obbligatoria del notaio nella sua sede e limitata la facoltà di apertura di uffici secondari che potrà invece avvenire solo nel distretto di appartenenza: «Ciò per contemperare l’attuazione dei principi sopra richiamati (presenza diffusa in tutto il territorio, ndr) con l’esigenza di garantire il buon andamento della funzione pubblica notarile mediante il diretto e immediato contatto tra il notaio e l’utenza nello studio che egli è obbligato a tenere aperto nella sede assegnata». Giovanni Negri • LICENZE E SALDI: SCATTA LA DEREGULATION TOTALE - Autocertificazioni al posto delle licenze per aprire negozi a partire dal 30 ottobre 2012 e sconti e saldi liberi. Separazione della rete ferroviaria dalla holding Fs, stop completo alle tariffe minime per i professionisti, semplificazione per le imprese costituite da giovani, deregulation della rete carburanti, nuove autorizzazioni di una farmacia ogni 3mila abitanti, aumento delle licenze dei taxi, stop ai vincoli per la vendita di giornali. La bozza del decreto liberalizzazioni – un primo giro di tavolo potrebbe esserci domani mentre il varo dovrebbe arrivare il 19 gennaio – è una "rivoluzione" che tocca i settori più disparati comprese banche, assicurazioni, servizi pubblici locali, autostrade, poste (deregulation sugli atti giudizari). Tra gli articoli, va detto, alcuni sono ancora da definire nei dettagli e altri potrebbero essere stralciati dal testo definitivo o essere riproposti più avanti. Ad ogni modo per quanto provvisoria la bozza – una delle ultime assemblate dal governo – offre un quadro di proposte di forte impatto. Ieri l’esecutivo ha smentito alcune versioni diffuse precedentemente da agenzie di stampa che facevano riferimento in particolare all’esclusiva nella distribuzione dei carburanti e alla costituzione di un ufficio a Palazzo Chigi che svolga le funzioni di tutela e promozione della concorrenza nelle Regioni e negli enti locali e di proposta di privatizzazioni.
Ad ogni modo il lavoro di Monti, Catricalà e degli altri ministri proseguirà in questi giorni e l’articolato non può dirsi ancora ultimato. C’è anche spazio – tra le ipotesi – per una norma in materia di lavoro che ha l’obiettivo di favorire l’aggregazione tra piccole imprese. Se confermata, la norma alzerebbe da 15 a 50 dipendenti (ma nella relazione illustrativa si parla di 30 dipendenti) la soglia che esclude l’applicazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che prevede la reintegra giudiziaria per i licenziamenti senza giusta causa. La modifica vale solo nel caso di fusioni o incorporazioni di due o più imprese con un numero di dipendenti pari o inferiore a 15. Nasce inoltre la «società semplificata a responsabilità limitata» per gli imprenditori under 35: per la costituzione basterà una comunicazione unica telematica al registro delle imprese, esente da diritti di bollo e di segreteria. In tema di riscossione tributi, invece, si modificherebbe la norma appena introdotta dal decreto salva Italia che consente di dilazionare i debiti con lo Stato con rate variabili in luogo di quelle costanti. Nessuna ipoteca, poi, su chi ha rateizzato. Arrivano il tetto alle commissioni sui prelievi bancomat e nel settore assicurativo nuove regole sul risarcimento danni.
L’intervento a tutto campo sul commercio prevede che, entro il 20 giugno 2012, il governo individui le attività che necessitano di un preventivo atto di assenso. Per tutte quelle che, invece, verranno escluse dal regolamento governativo scatterà l’abrogazione, a far data dal 30 ottobre 2012, delle norme che prevedono autorizzazioni, licenza, nulla osta. Esclusi solo le professioni e i taxi (per i quali valgono gli appositi articoli del decreto), servizi finanziari e tlc e le attività sottoposte a regolazione di un’autorità.
Inoltre ogni impresa al dettaglio, «in qualunque settore merceologico, può decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, durata delle promozioni ed entità delle riduzioni». Le Regioni dovranno adeguarsi alla nuova normativa: cadono i loro poteri nella pianificazione e programmazione territoriale dell’attività economica sul territorio.
Il ministro dello Sviluppo economico, inoltre, punta ad abbassare la soglia necessaria per ottenere le agevolazioni del bonus elettrico-gas. Previsto un rafforzamento delle iniziative di class action: più facile la presentazione da parte di associazioni e cittadini per effetto della sostituzione della necessità di interessi "identici", per gli appartenenti alla classe, con quella di interessi solo "omogenei".
Novità anche per gli stabilimenti balneari: per chiudere la procedura di infrazione Ue andranno messe a gara tutte le concessioni e la durata scenderà a 4 anni, non prorogabili. Resta da capire se si partirà subito o dal 2015 quando scadrà l’ultima proroga.
In attesa del varo del decreto, le categorie sono già in fermento e aumenta la tensione. Per i taxi si ipotizza il part time e l’aumento delle licenze con compensazione una tantum a favore dei tassisti attuali. Ma la categoria è pronta allo sciopero. Ieri due buste con polvere pirica sono state inviate alla presidente di Federfarma (farmacisti) Annarosa Racca. Le indiscrezioni sull’esclusiva hanno fatto invece insorgere Assopetroli Assoenergia: «Le conseguenze per gli operatori indipendenti, i cosiddetti no logo, sarebbero devastanti» dice il presidente Franco Ferrari Aggradi. Carmine Fotina