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 2012  gennaio 12 Giovedì calendario

Periscopio – Alle 20, alla televisione, quando tutti i poveri sono già usciti dal lavoro, non si può dire tutta la verità perchè, altrimenti, la maggioranza, l’indomani, non andrebbe a lavorare

Periscopio – Alle 20, alla televisione, quando tutti i poveri sono già usciti dal lavoro, non si può dire tutta la verità perchè, altrimenti, la maggioranza, l’indomani, non andrebbe a lavorare. Coluche: «Pensées et anecdotes» (Le Cherche Midi). Sulla dichiarazione del sindaco di Roma, Alemanno, relativa all’assassinio del cinese e di sua figlia di nove mesi, sarebbe opportuno riflettere seriamente: «Ci sono troppe pistole in giro» ha detto il sindaco della capitale. Se siano troppe, io non lo so, che però ci sia un pistola, questo è certo. Andra Marcenaro. Il Foglio. Non c’è più modo di assistere al volo pindarico di uno Scilipoti, che plana in Aula per votare sul filo dei secondi, in un incrocio tra il ragionieri Filini e un ballerino di rumba: straordinario. Stefano Di Michele. Il Foglio. Negli ultimi cento anni è enormemente aumentata l’offerta di iceberg. Massimo Bucchi. il venerdì. Russo talmente forte da svegliare addirittura me stesso. Cesare Marchi. il Giornale. Oh, ragassi, masiampassi? Non siamo mica quì a rompere le noci a Cip e Ciòp. Pier Luigi Bersani. Il Foglio. Non so voi, ma quando sento Monti fare una delle sue battute, a me viene un irresistibile desiderio di festeggiare con una buona bottiglia, e allora crepi l’avarizia. Me la stappo e mi scolo un bel bicchiere di acqua e tamarindo. Mattia Feltri. la Stampa. Axum, il fiore dell’Azebò. Nella spianata del mercato una colonna di carri armati fende una folla di mercanti che, al dolce sole di ottobre, espone miele, burro, patate, peperoni. Dalle torrette, i musi aguzzi delle mitragliatrici fiutano l’aria fresca delle acque del Tana, mentre le tremende gole d’acciaio dei canoni allungano lo sguardo verso le cime dei più alti monti d’Etiopia. Paolo Caccia Dominioni: «Ascari K7, 1935-1936», Longanesi. Chissà perchè, per i malati, il medico rappresenta l’immortalità. Franco M. Scaldaferro: «Diario di un povero capitalista». Neri Pozza. Ancora precaria, ancora non sposata perchè precaria, ancora senza figli perchè precaria, ancora innamorata del mio lavoro precario. Federica Grandis. Twitter. A Istambul, in Turchia, si sostituiscono prefabbricati dai colori sgargianti ai caotici insediamenti che dagli Anni Cinquanta, milioni di profughi hanno costruito ai margini della città. Questi slum venivano allora chiamati «Gecekondular» che significa «atterrato di notte». Stefanie Rosenkranz. Sette. Qui giacerebbe G.B. Angioletti se qualche volta fosse stato vivo. Indro Montanelli: «Ricordi sott’odio» Rizzoli. Dopo Berlusconi, è evidente che, per noi comici, è molto più faticoso trovare altri argomenti. Prenda Roberto Benigni che pure sta sopra due spanne a tutti, è un genio. Beh, anche lui ha faticato da Fiorello. Con un governo di tecnici, cosa puoi dire? Come fai ad ironizzare su uno di cui hai bisogno? Enrico Bertolino, comico, il venerdì. La mia fortuna è stata quella di non aver avuto subito un posto fisso, ma di aver fatto l’impiegato precario, qua è là, per qualche mese o settimana. Così avevo imparato nei vari impieghi che, se volevo combinare qualcosa nella vita, dovevo mettermi in proprio. Non riuscivo ad accettare le insensatezze burosauriche (come diciamo oggi) che quotidianamente capitano negli uffici, capivo che avrei potuto dare tutto quello che mi sentivo dentro, solo se avessi potuto fare a modo mio. Valfrido Paoli. «il Sancarlo», Istituto S. Carlo - Foligno. Ce l’ho con banchieri e banchieroni, professori e professoroni, direttori e direttoroni ma anche con voi giornalisti spesso marchettari, che non sempre si sa quali consulenze avete. Sareste voi la società civile che ci fa la morale? Maurizio Gasparri. la Stampa. Nella dimensione della fratellanza universale fui contrastata a malomodo, da un sedicente teologo musulmano, perchè tradussi Allah in Dio. Si vede che per lui non erano la stessa identità. Hani Madia, scrittrice italo-araba. Libertà. Non si dovrebbe mai conoscere personalmente un poeta. Leggerlo sì, conoscerlo meglio di no. Elia Canetti, poeta e romanziere.