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 2012  gennaio 12 Giovedì calendario

Come dare scacco matto facendo a pezzi la logica - Studioso di logica e retori­ca, Madsen Pirie è noto soprattutto quale presi­dente di uno dei principa­li think-tank del Regno Unito, l’Adam Smith Institute, e per es­ser stato un importante collabora­tore della signora Thatcher negli anni ’80

Come dare scacco matto facendo a pezzi la logica - Studioso di logica e retori­ca, Madsen Pirie è noto soprattutto quale presi­dente di uno dei principa­li think-tank del Regno Unito, l’Adam Smith Institute, e per es­ser stato un importante collabora­tore della signora Thatcher negli anni ’80.In quel periodo svolse un ruolo-chiave aiutando il governo conservatore a elaborare un pia­no di battaglia in grado di portare a buon fine le privatizzazioni. I pri­mi tentativi di trasferire aziende dallo Stato al mercato non erano infatti andati in porto, ma fu Pirie a studiare le strategie- anche argo­mentative - che trasformarono i fallimenti in successi. Ora giunge in Italia il suo best­seller del 2006 Come avere sempre ragione. Usare la logica, abusarne e difendersi (Ponte alla Grazie, pagg. 245, euro 14,50). Pirie descr­i­ve il libro come un manuale utile a quanti non vogliano farsi imbro­gliare, ma anche come un coltello assai affilato nelle mani di quanti, entro un confronto dialettico, sia­no pronti a usare ogni stratagem­ma: in politica come all’universi­tà, come nelle aule dei tribunali. In effetti il libro è un repertorio de­gli errori, degli inganni (intenzio­nali o no) e delle mezze-verità che dominano le nostre controversie. Evidenzia come la retorica abbia uno spazio assai grande nel dibat­tito pubblico e mostra al tempo stesso come tanti anni di militan­z­a a difesa del mercato abbiano la­sciato il segno. Quello che viene presentato è infatti un campiona­rio di argomenti falsi o zoppican­ti, ma nell’illustrarli Pirie lascia trapelare a più riprese il suo enga­gement a favore del mercato. Non a caso, una delle fallacie ar­gomentative è da lui battezzata «Criticare la Thatcher» e potreb­be essere tradotta «dire tutto e il suo contrario». Pirie ricorda co­me gli avversari della Lady di ferro l’attaccassero,magari nel medesi­mo contesto, usando considera­zioni contraddittorie: del tipo «la Thatcher ci impoverisce tutti» e anche (ma le due cose non stanno assieme) «la Thatcher ha fatto emergere una nuova ricchezza volgare e senza storia». Un’altra fallacia assai corrente è quella det­ta ad lapidem , consistente nel­l’escludere dall’orizzonte del pos­sibile­ e in modo lapidario, appun­to - ogni ipotesi sgradita. L’avver­sione al revisionismo storico s’in­serisce in questa categoria, ma l’autore esemplifica tale errore ci­tando Herbert Marcuse il quale, nella sua Critica della pura tolle­ranza s­ostenne come un atteggia­mento aperto alle tesi altrui sia po­tenzialmente repressivo. Perché? Perché renderebbe possibile la propagazione degli errori. La lista dei cattivi argomenti è lunghissima e il libro ne presenta oltre 70. Si tratta comunque di un viaggio affascinante che aiuta a comprendere come l’uomo sia un impasto di cose diverse, dove la ra­zionalità è importante, ma non sempre ha l’ultima parola.La bat­taglia che da tempo lo Stato italia­no conduce per aumentare la pressione fiscale ricorrendo alla «lotta all’evasione» non sarebbe tanto efficace, a esempio, senza un massiccio ricorso all’argomen­to ad invidiam ( «colpiamo i super­ricchi ») e a quello ad odium («col­pi­amo quei malvagi che ti impedi­scono di vivere come vorremmo »; e infatti c’è molto di lombrosiano nella pubblicità che mette alla go­gna il cattivo evasore). Le emozioni, insomma, conta­no e possono essere manipolate. Ma c’è molto dipiù,perché anche il nostro usuale modo di concate­nare le riflessioni non è esente da falle. Non c’è nulla di arbitrario nel ricorrere all’argomento autori­tativo quando ci si rivolge, per un consulto, a un medico o a un giuri­sta. Ma una sua versione distorta è l’argomento ad verecundiam , consistente nel fare appello a una falsa autorità: come quando Ma­nu Chau o Jovanotti sono citati in materia di economia. Nemmeno le cifre sfuggono al­l’analisi di Pirie, memore del det­to di Disraeli: «esistono tre tipi di menzogne: le menzogne, le fottu­tissime menzogne e le statisti­che ». E il libro mostra come sia fa­cile imbrogliare o essere imbro­gliati esibendo il rigore (del tutto apparente) che associamo a dati empirici e formule matematiche. L’argomento circulus in proban­do fu a esempio utilizzato negli an­ni ’60 dal governo britannico quando chiese alle aziende di as­sumere un’ipotesi di espansione annua del 3,8 per cento e poi rese pubblici i loro eventuali piani ela­borati a partire da quell’assunto: trovando in ciò conferma alle pro­prie previsioni di crescita. Un altro argomento, detto «fan­toccio », consiste nel deformare le tesi altrui. Pirie afferma che un gran numero di «riformatori radi­cali che si battevano per una più ampia libertà o una maggiore tol­leranza sono stati schiacciati e cancellati da legioni e legioni di fantocci serrati in ranghi fitti, che pretendevano di incarnare anar­chia, lassismo, la distruzione del­la società e il massacro di innocen­ti ». E qui è netta la sensazione che lo studioso scozzese, innamorato della libertà, abbia scandagliato l’ampio repertorio dei «colpi bas­si » proprio per non finire mai più tra i fantocci facilmente sconfitti.