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 2012  gennaio 12 Giovedì calendario

La moltitudine dei libri «primi» Oggi debuttanti, domani star - Viviamo tutti per la prima volta, l’esordio è sempre un momento difficile

La moltitudine dei libri «primi» Oggi debuttanti, domani star - Viviamo tutti per la prima volta, l’esordio è sempre un momento difficile. Proprio perché è una scommessa, però, ci si buttano spes­so a capofitto in troppi, specie in let­teratura, specie in Italia. Ad anno appena iniziato ci attende una lun­ga serie di romanzi d’esordio, il ge­nere letterario su cui gli editor han­no più puntato negli ultimi dieci an­ni. La sensazione è che non si riesca a superare quello stadio larvale di storie ripiegate, temi ombelicali, personaggi esangui. Inoltre il nume­ro delle scrittrici esordienti pubbli­cate supera nettamente quello dei maschi: sono quasi tutte nate negli anni Sessanta, proprio come il tar­getdilettricipiùpremiantedell’edi­toria contemporanea. Insomma, chi per il 2012 si attendesse un bel ro­manzo classico - come furono ad esempio gli esordi, molto diversi tra loro, di Barbero o Piperno - rischia di rimanere deluso. Però possiamo tentare di orien­tarci tra promesse fatte e mantenu­te. Il primo nome di cui si parlerà nei prossimi giorni, considerando cheilsuo Ilnegativodell’amore èat­teso il 31 gennaio, è quello di Maria Paola Colombo , classe 1979, vene­ta, dadodiciannidetentricedelclas­sico posto in banca e assente da qualsiasi banco di scuola di scrittu­ra, che il responsabile narrativa Mondadori Antonio Franchini ha tutta l’intenzione di portare al suc­cesso. L’impressione è quella di tro­varsi in zona Paolo Giordano, maga­r­i con una cifra meno cupa e una ri­soluzione positiva, a tratti ironica, ma di certo con intreccio sorpren­dentementesimilareai «numeripri­mi » (conosciamo i protagonisti alla stessa età dei due di Giordano, e li se­guiamo nelle loro vite “ferite” fino alla adolescenza «diversa» e al­l’esplosivo incontro finale). Altreduedonnechiavedell’esor­dio all’italiana d’i­nizio anno saran­no Marta Baiocchi e Paola Predica­tori. La Baiocchi, scuderia Nicola Lagioia, saràinlibreriail25gennaio per minimum fax con Cento mi­cron , dopo un primo lancio con un suo estratto su Granta del novem­bre scorso. Superati i quarant’anni, biologa, ha una scrittura che bada più al sodo che alla rifinitura e pun­taa­conquistareunafettadiqueilet­tori «civili» che finora han compra­to «non-fiction».Il pretesto è quello della fecondazione assistita,all’ap­parenza, in realtà si parla di mater­nità e desiderio femminile di farli, i figli, senza che nessuno dica come, dove e quando (in copertina una donna incinta, la protagonista si chiama Eva). La marchigiana PaolaPredicato­ri , libraia quarantenne che Rizzoli ha venduto a Francoforte e su cui punta come unica esordiente 2012, invece è in libreria da oggi con Il mio inverno a Zerolandia : ci risiamo con adolescenza, amore, dolore, perdita e riscatto, ma non è D’Ave­nia e qualcosa di nuovo c’è. In usci­ta anche la «Niffoi al femminile» An­na Melis per Frassinelli con Da qui a cent’anni , saga familiare imbevu­ta di sardità in cui i Mele si odiano, si amano e si vendicano nella Barba­giadeglianni’ 50. Unicoesordioma­schile di nota di questi giorni, un ro­manzo di genere, Il male quotidia­no (Guanda), di Massimo Gardel­la , 37 anni, che parrebbe il nuovo Vi­chi, il nuovo Biondillo, con in più una cifra tutta sua, l’atmosfera, per un noir ambientato sulle rive del Po intorno a un traffico di pesci siluro e molto ben scritto. Più interessante sembra quel che ci attende per la primavera: Ales­sandra Libutti ( ripescatadaunpre­mio Calvino di dieci anni fa) debut­ta in aprile per Fazi con Thomas Jay e l’atmosfera cambia,si respira aria piùcosmopolita,l’ombelicosiallar­ga. Romana, storica del cinema, classe 1967, vive in Gran Bretagna e ha scritto un libro che non sembra italiano, in effetti. Fazi ne ha fatto co­pie anticipate per i librai, segno che ci crede. La storia è quella di uno scrittore di culto che si racconta a una studentessa che fa una tesi su di lui. Tra loro nascerà un amore. Ma lui è un Oliver Twist contempora­neo, destinato a una vita rocambo­lesca nella fuga e nella ribellione, unico riscatto la letteratura. Lore­dana Limone , napoletana, del 1961, è invece il nome su cui punta Guanda per maggio con il romanzo Borgo propizio . Forse non arriverà allo Strega, ma a qualche premio sì, e ci spendono paragoni come An­drea Vitali e Joanne Harris, visto che la storia è quella di un placido paese di provincia e una latteria «per riconciliare con la vita». In coda, esordi maschili di nomi già noti per altro, cui vi consigliamo comunque di fare attenzione. Co­mequellodi Giacomo Papi , chede­butta a maggio con il suo primo ro­manzo per Einaudi ( è consulente di Stile Libero), I primi tornano a nuo­to (genere: apocalittico); del dram­maturgo e attore Davide Enia , che arriva per Baldini con Così in terra , già venduto in 9 paesi (genere: Pa­lermo- fiction); del direttore di Sette Giuseppe di Piazza che esordisce per Bompiani questa settimana con I quattro canti di Palermo ( gene­re: noir siciliano generazionale); del regista di spot e clip Ago Panini, che il 26 gennaio per la neonata In­diana - collana Tracce curata da Matteo B.Bianchi-pubblica L’erba cattiva , per cui si attivano, nel mini­film promozionale, Claudia Gerini, Vanessa Incontrada, Claudio Santa­maria, Giuliano Palma e molti altri nomi pop-rock (genere: Nick Hor­nby all’italiana). E infine di Enzo Ghinazzi in arte Pupo , che a feb­braio si lancia in un genere inedito, il «thriller sanremese», con La con­fessione (Rizzoli). Dicono che sia l’erede di Faletti. Almeno come al­tezza, ci siamo.