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 2012  gennaio 18 Mercoledì calendario

Gennaio è il mese in cui si fa maggior uso di metafore. Nei discorsi di inizio anno tutti usano «immagini di forte carica espressiva» per rendere meglio l’idea di quanto ci si senta gonfi: pallone, mongolfiera, zampogna, zampone, tacchino, panzerotto

Gennaio è il mese in cui si fa maggior uso di metafore. Nei discorsi di inizio anno tutti usano «immagini di forte carica espressiva» per rendere meglio l’idea di quanto ci si senta gonfi: pallone, mongolfiera, zampogna, zampone, tacchino, panzerotto. E, guarda caso, i termini culinari sono quelli che risultano più incisivi. Se la sensazione di pesantezza è più comune dopo le lunghe soste a tavola del periodo di festa, è anche vero che molti ne soffrono tutto l’anno. La soluzione, spesso, è semplice come l’acqua. QUELLI CHE FANNO LE BOLLE «Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra la sensazione di gonfiore passeggera post natalizia e quella, invece, più frequente e slegata dai bagordi», dice Nicoletta Bertolin, dietista del Relilax, centro termale dell’Hotel Miramonti di Montegrotto, Padova (www.relilax.com). «Chi non ha problemi di peso, fa una vita sana e sport con regolarità, può eliminare il disagio delle abbuffate con una giornata detox, che prevede pranzo a base di frutta e cena di verdure. Un rimedio sos che si può fare una tantum per aiutare il fisico a riprendersi dagli eccessi. Se, invece, il gonfiore è cronico, allora serve una riflessione. Ci sono cibi che facilmente provocano questo disagio: i lieviti, quindi pane, pizza, dolci, ma anche i formaggi non stagionati e certe verdure, tipo quelle verdi a foglia larga, broccoli o cavolfiori. Qualche volta, invece, la causa è da cercare nelle soggettive intolleranze alimentari, nell’età, nelle abitudini sbagliate». UNA NUOVA PROSPETTIVA C’è, però, un fattore che viene spesso trascurato: l’acqua. Ma la questione non è la generica raccomandazione a bere di più, piuttosto la ricerca di una costanza nell’idratarsi. «Al corpo va assicurato un quantitativo fisso di acqua», dice Bertolin. «In questo modo il fisico non sarà obbligato a trattenere liquidi per paura di andare in deficit. Agli organi, per abituarsi, basta solo una settimana. Il consiglio è bere dieci bicchieri al giorno, sono quasi due litri: l’ideale in una situazione di normalità». L’idratazione costante ha molteplici effetti: dalla riduzione del gonfiore intestinale alla minore ritenzione idrica e, quindi, gambe meno pesanti e diminuzione della cellulite. Oltre al quantitativo costante, bisogna fare attenzione anche ai momenti della giornata in cui si beve: durante i pasti, per esempio, bisogna consumare poca acqua perché, insieme con le verdure, può aumentare la fermentazione e diluire i succhi gastrici, rallentando così la digestione. Meglio aspettare un’ora. Per consolidare lo sgonfiamento di cui è capace l’acqua, si può aggiustare per un breve periodo l’alimentazione, come spiega la dietista: «Per qualche giorno si dovrebbe sospendere il consumo di carboidrati e formaggi, aumentare le proteine e quelle verdure che contrastano il gonfiore, come finocchi, carote e cetrioli crudi. Senza dimenticare di frazionare i pasti, almeno cinque, così da attenuare anche il senso di fame».