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 2012  gennaio 11 Mercoledì calendario

La zanzara Cruciani punge i politici e vola negli ascolti - Eccola lì la cara vecchia radio con le sue modulazioni di frequen­za

La zanzara Cruciani punge i politici e vola negli ascolti - Eccola lì la cara vecchia radio con le sue modulazioni di frequen­za. Chi avrebbe scommesso sulla sua sopravvivenza con l’arrivo del­le nuove tecnologie? Invece la ra­dio, quatta quatta, s’è ritagliata uno spazio sempre più importan­te nel mondo dei media moderni, e non solo quella leggera (celebra­ta­anche nella nota canzone di Eu­genio Finardi) ma anche e soprat­tutto quella tagliente, corrosiva e politicamente scorretta portata avanti da Giuseppe Cruciani e Da­vid Parenzo (due personaggi agli antipodi, per questo funzionano così be­ne) su Radio 24 con La zanzara . «Da anni si parla del­la fine della radio - commenta Cru­ciani- senza pen­sare che cambia continuamente ed è lo strumento che si evolve meglio a contatto con le nuove tecnologie, tanto che è facilissimo ascoltarla sul computer». Cruciani la sa lunga, tutti i gior­ni dibatte e fa le pulci in diretta a politici, opinionisti, personaggi più o meno controversi e radioa­sc­oltatori facendosi la fama di cat­tivo dell’etere. È una zanzara a pro­va di Autan che ha inventato un nuovo modo di fare la radio: «Ho imposto l’idea che il conduttore non deve essere un semplice vigi­le urbano che dirige il traffico, ma un protagonista al pari dei suoi ospiti». E allora giù duro con le mazzate. E le controidicazioni? «Se non sei cresciuto in un am­biente culturale di sinistra ma con una cultura liberale che non se­gue il mainstream ti etichettano subito come berlusconiano ed è una cosa ridicola, soprattutto per uno come me che ha votato spes­so in modo differente ». Filoberlu­sconiano o meno, l’ex premier mancherà alla vis polemica del suo programma?«È un po’ un pro­blema, siamo tutti orfani di Berlu­sconi e siamo in cerca di uno co­me lui dal punto di vista mediati­co. Prima bastava una sua dichia­razione per costruire il program­ma. Oggi bisogna lavorare di più, scavare nei personaggi». Ma i ber­sagli quotidiani certo non manca­no. «Bisogna essere duri e decisi, senza sconti, ma allo stesso tem­po con alcuni ospiti bisogna esse­re accomodanti, gentili, metterli a proprio agio in modo che, incon­sciamente, tirino fuori le notizie, le cose che hanno dentro ma che non vorrebbero dire». Insomma con alcuni è una passeggiata cava­re informazioni, con altri diventa una battaglia all’ultimo sangue. «Daniela Santanchè ad esempio è molto brava; è disponibile al com­battimento ma non si lascia mai sfuggire nulla, mentre è facilissi­mo stimolare i peones della politi­ca e farli parlare delle cose più as­surde. Io voterei per Ichino se di­ventasse segretario del Pd, ma in trasmissione non lo inviterei mai, chiamerei piuttosto Scilipoti». An­che il confronto col pubblico è un momento fondamentale del pro­gramma: «Ma con il pubblico non devi essere accomodante- sottoli­nea Cruciani - devi lasciar sfogare la gente ma anche interromperla quando la telefonata diventa trop­po noiosa. Perché anche la radio d’informazione ha bisogno di rit­mo, bisogna evitare l’effetto sopo­rifero che fa cambiare canale e fa­re intrattenimento ». Come quella volta che scatenò un pandemo­nio con uno scherzo telefonico in cui fece dialogare il segretario del­la Cisl Bonanni con un finto Um­berto Bossi. «Anche questo è in­trattenimento fatto alla nostra ma­niera », dice Cruciani che è nato ra­diofonicamente a Radio Radicale («Solo per pochi mesi, e ho preso molto dando poco», puntualizza lui), che ne ha anche per i pro­grammi cosiddetti concorrenti: «Un giorno da pecora è il program­ma migliore e Radiodue resta al Top della programmazione, Zap­ping invece non lo ascolto quasi mai ma mi fa venir sonno; amo ascoltare Lo zoo di 105 che ha inno­vato la radio». Anche se la radio è il suo busi­ness principale, Cruciani ogni tan­to fa capolino anche in tv, ad esem­pio come opinionista sportivo a Controcampo o come conduttore di Il tritacarne su Current Tv. «Un one man show di mezz’ora che mi divertiva molto- ricorda - poi la tv ha chiuso. Tornerò in televisione prima o poi ma senza fretta, con il format giusto, senza farmi condi­zionare e continuando a fare La zanzara ».