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 2012  gennaio 11 Mercoledì calendario

L’inchiesta su conti e proprietà dei partiti - La passione di Tonino per i fondi di Banca Intesa Di Pietro ha messo a reddito cinque milioni, molti dei quali nell’ex istituto del superministro Passera Chissà cosa ne penserà il se­natore dell’Idv Elio Lannut­ti, presidente dell’Adusbef e grande accusatore degli istituti bancari

L’inchiesta su conti e proprietà dei partiti - La passione di Tonino per i fondi di Banca Intesa Di Pietro ha messo a reddito cinque milioni, molti dei quali nell’ex istituto del superministro Passera Chissà cosa ne penserà il se­natore dell’Idv Elio Lannut­ti, presidente dell’Adusbef e grande accusatore degli istituti bancari. Il parlamentare dipie­trista ha anche scritto un bel libro, Bankster ( il cui sottotitolo recita: «Mol­to peggio di Al Capone, i vampiri di Wall Street e Piazza Affari», «Le ban­che sono il potere più grande e più im­punito del nostro tempo»...), per de­nunciare gli inganni delle alchimie bancarie, degli strumenti finanziari sempre più complessi e spesso fraudo­lenti messi in piedi dagli istituti di cre­dito. La prefazione è addirittura del presidente del partito, Antonio Di Pie­tro. Che dirà allora il buon Lannutti quando saprà che la sua Italia dei Valo­r­i investe nella finanza i propri rimbor­si elettorali? Libere scelte, assoluta­mente legittime, poiché un partito è un’associazione privata e dei soldi che ha (pubblici, ma pur sempre suoi) può fare quel che vuole. Anche affidar­li alle banche per farli fruttare, come ha scelto di fare Antonio Di Pietro. E in massima parte a Intesa San Paolo, cui Lannutti dedica un capitolo molto du­ro («Le ombre dell’Intesa»). Nel 2010 risultano quasi 5 milioni di investi­menti finanziari da parte dell’Idv. La fetta più grossa, 3,98 milioni, è stata versata alla Sgr (Società di Gestione Ri­sparmio) Eurizon Capital, del gruppo Intesa Sanpaolo, ex banca del super­ministro Corrado Passera. Altri 201.000 euro in un fondo di investi­mento poco rischioso gestito sempre da Eurizon (Intesa Sanpaolo), quindi 300.000 di obbligazioni subordinate (più rischiose) ancora di Intesa Sanpa­olo, con scadenza al 2017. Poi altri 200.000 euro in obbligazioni Banca Imi (ancora Intesa Sanpaolo) a tasso variabile con scadenza 2015. E infine quasi 50.000 euro in due fondi di inve­s­timento a breve termine gestiti da Ge­stielle ( della Banca Aletti, gruppo Ban­co Popolare, lo stesso istituto che gesti­sce gli investimenti della Lega Nord, ndr ), e 33.000 in depositi. Il totale ammonta a un investimen­to complessivo di 4.765.337 euro, che hanno fruttato 22.122 euro di interessi maturati sui titoli.Nella tabella (all’in­terno del libro, ndr ) viene riportato uno schema dei fondi investiti dall’ «Italia dei valori finanziari». Negli ulti­mi anni, il leader Idv ha deciso di dedi­ca­rsi di più alla finanza rispetto al pas­sato: nel 2009 gli investimenti ammon­tavano soltanto a 600.000 euro in ob­bligazioni Sanpaolo, mentre nel 2008 c’erano 2 milioni di euro in Buoni Ordi­nari del Tesoro (investimento peral­tro poi sparito). Come risparmiatore, Antonio Di Pietro non tende a differen­ziare più di tanto i propri investimenti per conto del partito. Ci si aspettereb­be per esempio un po’ di mattone, vi­sto che da privato Di Pietro ha destina­to buona parte dei suoi capitali in im­mobili. Invece l’Idv non ha nessuna proprietà immobiliare e sta in affitto (...). Il partito di Tonino va bene dal pun­to di vista economico. Il 2010 è stato chiuso con un avanzo di 4.835.558 eu­ro. Ma anche il 2009 e il 2008 erano finiti in positi­vo, con rispettivamente 9.361.408 euro e 14.466.576 di utile. Nel 2010 Di Pietro ha speso 3.912.000 euro di cam­pagna elettorale, ma in compenso ne ha incassati 13.494.656 di rimborsi elettora­li­tra rate delle vec­chie elezioni 2006, rate di quel­le 2008, regiona­li vecchie ( Moli­se, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Tren­tino) e nuove (la tornata del 2010) e la seconda rata delle europee 2009. Il se­greto di Tonino è tutto qui: poche spe­se, tanti rimborsi. Perché per il resto l’Idv non attira molti fondi. Le libere contribuzioni (in tutto 711.000 euro, pochini) sono al 99 per cento quelle «obbligatorie» chieste agli eletti, parlamentari nazio­nali, europei e consiglieri provinciali. Le donazioni dei «simpatizzanti del­­l’Italia dei Valori» sono molto mode­ste: 5.471 euro in un anno. (...) Ottimo il saldo dei depositi bancari e postali di Tonino: 4.450.000 euro. Tutto ruota at­torno ai rimborsi elettorali, che tra il 2008 e il 2010 valgono circa 34 milioni di euro (...).