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 2012  gennaio 11 Mercoledì calendario

Ora tremano per la casa a «rischio sismico» - Annuncia una Pubblica am­ministrazione «efficiente e traspa­rente », promette di tagliare le auto blu anche agli enti locali e di non ammettere deroghe al tetto per gli stipendi dei manager pubblici ma proprio lui, Filippo Patroni Griffi, potrebbe provocare il nuovo strap­po all’immagine di rigore e corret­tezza del governo Monti, dopo le di­missioni del sottosegretario Carlo Malinconico

Ora tremano per la casa a «rischio sismico» - Annuncia una Pubblica am­ministrazione «efficiente e traspa­rente », promette di tagliare le auto blu anche agli enti locali e di non ammettere deroghe al tetto per gli stipendi dei manager pubblici ma proprio lui, Filippo Patroni Griffi, potrebbe provocare il nuovo strap­po all’immagine di rigore e corret­tezza del governo Monti, dopo le di­missioni del sottosegretario Carlo Malinconico. Il fatto è che sul ministro per la Pubblica amministrazione pesa la storia della casa al quartiere Mon­ti, vicino al Colosseo, acquistata dall’Inps nel 2008 ad un prezzo scontatissimo come immobile «non di pregio».E per il Catasto a ri­schio sismico, anche se la capitale di terremoti non ne ha mai visti. Do­po un lungo braccio di ferro con l’istituto previdenziale davanti a Tar e Consulta,l’abitazione«popo­lare » di 109 metri quadrati è costa­ta solo 177mila euro. Da settimane a perseguitare Pa­troni Griffi non è solo l’accosta­mento con Malinconico, ma so­prattutto quello con la famosa casa di Claudio Scajola: stessa vista sul­l’Anfiteatro Flavio, pagata cinque volte di più. L’ex ministro del go­verno Berlusconi è finito nei guai giudiziari e si è dovuto dimettere perché nel 2004 tirò fuori appena 600mila euro per 180 metri quadri, mentre un milione e 100 mila euro per i magistrati li avrebbe versati l’imprenditore Diego Anemone. Ora Patroni Griffi si trova a dover giustificare un privilegio calcolato 1.630 euro al metro quadrato. Ma respinge ogni parallelo. «Credo sia­no situazioni molto diverse- dice­la mia vicenda non è assimilabile. Non è personale, ma ha riguarda­to t­utti gli acquirenti degli enti pre­videnziali di tutta Italia, secondo parametri fissati per legge, quindi è una situazione diffusa e genera­lizzata ». Quanto alla vicenda Malinconi­co, prima delle dimissioni Patroni Griffi si dice sicuro che tutto si chiarirà ma evita altri commenti: «Vorrei rispondere di faccende che riguardano me». Il ministro chiede anche di non dimenticare, per la storia della ca­sa al Colosseo, i tanti «anni di pro­fessionalità » alle sue spalle. Anni di prestigiosi incarichi nel­la Pubblica amministrazione in cui, e questa è un’altra spina nel fianco, è diventato un campione del doppio stipendio, mantenen­do sempre la sua retribuzione da consigliere di Stato fuori ruolo e ag­giungendo di volta in volta quella degli altri ruoli in ministeri e autori­tà. Ecco perché crea qualche imba­razzo che proprio lui si occupi ora di mettere fine allo scandalo del cu­mulo degli stipendi, autotaglian­dosi la retribuzione. Patroni Griffi era ieri all’audizio­ne sulle linee programmatiche del suo dicastero alle Commissio­ni ri­unite Affari costituzionali e La­voro della Camera. Auspica, sul tetto per i compensi dei manager pubblici pari allo stipendio del Pri­mo presidente della Cassazione (305mila euro lordi l’anno), che non ci siano deroghe. La norma ri­guarderà anche lui, che guadagne­rà di meno. Nel decreto «Salva-Italia» è sta­to infatti inserito, in sede di con­versione, il terzo comma che pre­vede possibili deroghe per le posi­zioni apicali di alcune amministra­zioni. Ma Patroni Griffi si augura che nel testo «quasi pronto per es­sere inviato alle Camere» vi sia «l’applicazione a tutti i soggetti in­teressati, con una riduzione auto­matica al tetto fissato». Quanto ai tagli delle auto blu, per il ministro bisogna «estirpare l’idea» che «siano uno status sym­bol ».Sono,invece,«un mezzo ope­rativo per consentire di lavorare meglio all’ufficio». Dopo il 20 gen­naio ci sarà una verifica degli effetti­vi risparmi per sapere quanto si è speso nel 2011 e qual è il costo at­tuale delle auto di servizio. Sulla riorganizzazione della pub­blica amministrazione e l’indivi­duazione delle eccedenze, il mini­stro annuncia che punterà sulla mobilità. «Anche se una cosa è spo­stare una persona dal quartiere Prati all’Eur,altra cosa da Vercelli a Catania». Si guarda bene dal citare il quartiere Monti.