Paolo Siepi, ItaliaOggi 11/1/2012, 11 gennaio 2012
periscopio - C’è il fondato sospetto che gli azionisti storici dell’Unicredit stiano facendo un gioco che già riuscì loro in un altro aumento di capitale
periscopio - C’è il fondato sospetto che gli azionisti storici dell’Unicredit stiano facendo un gioco che già riuscì loro in un altro aumento di capitale. Per farla semplice: hanno venduto le azioni Unicredit (da qui il loro crollo) e le ricompreranno a prezzi molto inferiori nei prossimi giorni. Nicola Porro. Il Giornale. I due assassini di Roma avevano un complice. Ma Alemanno ha un alibi. Maurizio Crippa. Il Foglio. Transessuale: anch’io vorrei cambiare sesso. Ma a condizione che me ne si dia uno più grosso. Coluche: «Pensées et anecdotes». (Le Cherche Midi). Non so dire se in Ungheria sia in atto una minacciosa soppressione della libertà democratica. Vedo però che la cosiddetta comunità internazionale ha già fatto il suo intervento umanitario, sia pure con altri mezzi. Invece che i caccia della Nato hanno mandato l’agenzia di rating Fitch che ha declassato il debito ungherese a «spazzatura». Così imparano cos’è la democrazia internazionale. Michele Consoli. Sul Web. Sono il filosofo dell’abbiocco hegeliano assai indulgente verso la catalessi. Lucio Colletti. In quanto ex bocconiano, l’economia è la mia deviazione, come per il macellaio il barbecue. Molti comici sono usciti dalle banche, alcuni sono rimasti dentro e sono diventati presidenti. Enrico Bertolino, comico, il venerdì. Pochi giorni prima di morire mi disse che, secondo lui, il Padreterno aveva capito male. Io ho detto, spiegava, che voglio morire nella mia casa di campagna a San Giovanni Profiamma, ma non ho detto che voglio morire così presto. Secondo me ha capito male, spiegaglielo tu che forse ci sei più in confidenza. Valfrido Paoli. «il Sancarlo», Istituto S. Carlo - Foligno. La verità deve comunque farci un po’ comodo. Roberto Gervaso. Il Messaggero. Nel 1990, anno della guerra contro la Serbia, l’obiettivo di Nichi Vendola era l’allora premier Massimo D’Alema. Nichi lo bollava come «gravemente atlantico, goffamente demagogico, livido come i neon del metrò». E Umberto Ranieri sottosegretario agli Esteri «parlava come un caporalmaggiore della Nato». Era davvero rovente il dito vendolista nell’occhio. Antonio Di Pietro «aveva» secondo lui «una caratura mussoliniana». Sarà uno spettacolo se Nichi sarà il candidato della coalizione rossa. Dovranno lavorare per lui il livido D’Alema, il mussoliniano Di Pietro, il caporalmaggiore Ranieri. Giampaolo Pansa. Corriere del Mezzogiorno. Un tempo si diceva che la condizione di parlamentare era «ozio senza riposo, fatica senza lavoro». Ora un deputato finiano, Enzo Raisi l’aggiorna così: «Il Parlamento è un ozio senza riposo dove il facile diventa difficile attraverso l’inutile». Stefano Di Michele. Il Foglio. Dal nostro cosiddetto amore universale sono banditi il calore umano, il tatto, l’odore e il sudore perché noi siamo buoni e puliti e facciamo tutto a distanza. Facciamo donazioni a distanza, firmiamo petizioni a distanza, ci innamoriamo sul web con un click a distanza e ci separiamo con un sms a distanza. Hani Nadia, scrittrice italo-araba. Libertà. Mauriello si precipita alla compagnia urlando a perdifiato: «Postaaa!». I soldati sbucano fuori dalle tende come le formiche dai nidi e si fanno, naso all’aria, intorno a lui che s’è ritto sopra una cassa di legno in attitudine da tribuno. «Caporale Triacca!». «Presente!». La lettera è lanciata in aria. Voli come di farfalle di un’improvvisa primavera. L’aeroplano che ha gettato il sacco della posta è scomparso oltre i monti e tornerà domani con altre lettere per chi non ne ha avute e s’è accasciato sotto la tenda, da cane bastonato. Paolo Caccia Dominioni: «Ascari K7, 1935-1936», Longanesi. Rimpiangeremo Berlusconi? E mo’ sta a esagerà! Che devo rimpiangere? Le Olgettine? Pensavo mi chiedesse se ho il rimpianto della brandina di Nenni, ma se devo avere nostalgia di Berlusconi o del bunga bunga, ricoveratemi senza visita. Sabrina Ferilli, attrice. Il Fatto. Forse nella secessione ci crede un po’ solo Borghezio e quei cinque o sei dipinti di blu con le corna in testa che la tv riprende a Pontida, ogni anno più vecchi e più tristi. The Front Page. Per essere felice mi basterebbe poco. Solo quel poco che mi manca. Franco M. Scaldaferro: «Diario di un povero capitalista». Neri Pozza.