Il Sole 24 Ore 10/1/2012;, 10 gennaio 2012
VOLKSWAGEN SUPERA TOYOTA
Volkswagen centra il target di vendite 2011 e punta a crescere ancora negli Usa. Il gruppo tedesco ha venduto l’anno scorso a livello mondiale 8,16 milioni di auto e veicoli commerciali, con un incremento del 14 per cento; lo ha annunciato ieri il suo presidente Martin Winterkorn, il quale ha confermato il target di 10 milioni entro il 2018. Con gli oltre 8 milioni di auto vendute, Volkswagen supera Toyota e resta in gara con Gm per il primato di vendite globale.
Se sul piano commerciale Volkswagen resta uno dei costruttori più dinamici, dal punto di vista delle alleanze Winterkorn deve ancora chiudere due dossier di peso: quello della fusione con Porsche e quello dei rapporti con la giapponese Suzuki. Nel primo caso, il manager tedesco ha confermato ieri che il progetto è ancora fermo per i problemi legali determinati dalle cause che azionisti Porsche hanno intentato in Germania e negli Usa; quanto ai rapporti con Suzuki, Winterkorn ha detto che non ci sono colloqui in atto per sbrogliare la situazione (dopo che Suzuki ha chiesto a Vw di rivendere la quota del 20% acquistata nel 2009); ha confermato che Vw «resta pronta a cooperare» e non ha intenzione di vendere la partecipazione.
La crescita delle vendite nel 2011 è arrivata dalla Cina, primo mercato per Wolfsburg, ma anche dagli Stati Uniti dove le vendite stanno risalendo verso i livelli di fine anni 60, ovvero i tempi d’oro del Maggiolino. Allora la marca tedesca vendeva negli Usa quasi 600mila unità l’anno; era poi scesa 20 anni fa a un minimo di 50mila, mentre nel 2011 è risalita a 324mila con un incremento del 26% (444mila a livello di gruppo, ovvero comprese Audi, Bentley e Lamborghini). Oltre alla crescita, la buona notizia è che i conti sul mercato Usa sono tornati in nero per la prima volta dal 2003 (senza contare l’investimento per la nuova fabbrica di Chattanooga).
L’obiettivo per il 2012 per il mercato americano – ha detto il numero uno di Vw of America, Jonathan Browning – è di aumentare le vendite di gruppo fino a 500mila unità, come tappa intermedia verso l’ambizioso target di 1 milione nel 2018. Quanto al pareggio dei conti Usa a livello consolidato, è fissato per il 2013. Per mettersi al riparo delle fluttuazioni valutarie, Vw ha investito 1 miliardo di dollari nell’impianto di Chattanooga, e punta a portare fino al 70-75% la quota di produzione locale rispetto alle vendite Usa; la fabbrica in Tennessee ha iniziato quest’anno a sfornare la berlina Passat destinata al mercato americano, che si unisce al modello di maggior successo, la Jetta (150mila unità vendute nel 2011) di cui ieri a Detroit è stata presentata la versione ibrida. Vw Usa ha anche un accordo con la Chrysler, la quale produce per conto di Vw la monovolume Routan; l’intesa scade a fine 2013 e non è ancora stato deciso - ha detto Browning - se rinnovarla. Per quanto riguarda il mercato Usa nel suo insieme, Browning prevede un 2012 a 13,5-14 milioni di unità e poi una crescita graduale fino a 15-15,5 milioni; ma invita a non farsi illusioni: i 17 milioni "gonfiati" di prima della crisi non torneranno. A. Mal. - LA ROLLS-ROYCE? NON CONOSCE CRISI - Il costruttore di auto di lusso Rolls-Royce ha registrato, nonostante la crisi, performance eccezionali nel 2011. Il gruppo ha annunciato di aver battuto l’anno scorso il suo record assoulto vendendo 3.538 modelli (al prezzo minimo di 200.000 euro) con un balzo del 50% in Cina.