gi.fr., Il Messaggero 11/01/2012, 11 gennaio 2012
MEZZO MILIONI DI PRECARI SENZA RINNOVO NEL 2010
Un quarto degli under 30 italiani che lavorano è precario, con un contratto atipico che, per la stragrande maggioranza dura meno di un anno. Riuscire a farselo rinnovare è sempre più difficile: in mezzo milione nel 2010 non c’è riuscito. Per non parlare poi della conversione in assunzione a tempo indeterminato: appena il 37% dell’intera platea dei precari nel biennio 2008-2010 è riuscito a realizzare il sogno. Nel biennio precedente la meta del posto fisso era stata raggiunta dal 46%, ben 9 punti percentuali in più. E’ la riprova che la crisi economica ha colpito e sta colpendo sempre di più i giovani. Anche perché non si tratta di numeri al vento. A fornire i dati è l’Isfol che, nell’ambito del sistema statistico nazionale, annualmente svolge una rilevazione sull’offerta di lavoro coinvolgendo 40 mila persone tra i 18 e i 64 anni. Dati particolarmente significativi e che potranno tornare utili al confronto in atto tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro.
In percentuale il lavoro non standard, come lo definisce l’Isfol, incide per il 12,4% sul panorama occupazionale italiano. La quota maggiore, il 65,5%, resta quella degli occupati con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (scende al 54% nella fascia di età 18- 29 anni), mentre il 18,2% ha un’attività autonoma continuativa. La quota di apprendisti è pari nel complesso appena all’1,4%. I sindacati tutti, negli incontri bilaterali con il ministro Fornero, hanno sottolineato l’esigenza di spingere questa forma di ingresso al lavoro.
Sono le donne, i laureati e i residenti nelle regioni meridionali ad essere i più coinvolti nel lavoro non standard. Con contratti che difficilmente arrivano a un anno di durata: la metà dei dipendenti a termine ha una continuità che va dai 7 ai 12 mesi e solo un quarto supera l’anno. La durata delle altre tipologie atipiche è ancora minore.
E’ quando il contratto scade che inizia la via crucis: non solo il posto a tempo indeterminato, anche il rinnovo di pochi mesi spesso è una desiderio che si scontra con una realtà diversa. E così nel periodo 2008-2010, racconta l’Isfol, il 20% è rimasto a casa, il 43,1% ha ottenuto un rinnovo temporaneo, solo il 37% dei lavoratori atipici è passato a un’occupazione standard. Nel 2010 sono fuoriusciti dal mondo del lavoro quasi mezzo milione di lavoratori atipici.
Se analizziamo i flussi relativi alle specifiche tipologie contrattuali - le cosiddette performance contrattuali - emerge come l’apprendistato offra la maggiore probabilità di mantenere un’occupazione e di confluire nel lavoro a tempo indeterminato.
gi.fr.