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 2012  gennaio 10 Martedì calendario

Per il Sole 24 Ore c’è un solo italiano di prestigio – Ci siamo, scrive il Sole/24ore: «l’esecutivo tecnico sta attraversando l’oceano e ha «una sola possibilità: andare avanti costi quel che costi fino all’obiettivo»

Per il Sole 24 Ore c’è un solo italiano di prestigio – Ci siamo, scrive il Sole/24ore: «l’esecutivo tecnico sta attraversando l’oceano e ha «una sola possibilità: andare avanti costi quel che costi fino all’obiettivo». Bin Loden, spiega il quotidiano un tempo detto «padronale», «non ha molte carte in mano, salvo la rinnovata credibilità dell’Italia e il proprio personale prestigio; ma deve fare in modo che siano le carte decisive». Tra noi e l’abisso un volo in America e il credito personale del premier. Sessanta milioni d’italiani, uno solo dei quali di prestigio. Ogni panico è giustificato. * * * «Buon anno!» esulta un festaiolo (giacca verde, calzoni gialli, gilet azzurro) nell’ultima vignetta d’Altan sull’Espresso. «Abbassi i toni», gli risponde un tale (grigio, serio, bocconiano, guastafeste). * * * «Penso che se avessimo poteri telepatici o il supersoffio, il potere di volare o l’invulnerabilità probabilmente continueremmo a restarcene in poltrona a bere birra e guardare la tivù. Per la maggior parte delle persone non farebbe alcuna differenza recuperare un alieno morente lanciato qui su un razzo da un pianeta che sta esplodendo, o trovare un magico anello volante o chissà che altro» (Alan Moore, autore di Watchmen e di From Hell, in George Khoury & Friends, Le straordinarie opere di Alan Moore, Blackvelvet 2011). * * * Roberto Saviano, dalle colonne del Fatto quotidiano, ha chiesto «maggiore trasparenza» a Luigi De Magistris, sindaco partenopeo con i riccioli, che fino al giorno prima era il cocco degl’incorruttibili. Se non è la caduta degli dei, come al Festival di Bayreuth quando parte l’orchestra, allora è come diceva il Cavaliere buonanima: Sic transit eccetera. Un giorno te ne stai appostato alle porte di Gomorra con una spada fiammeggiante e il giorno dopo stai scavando un tunnel sotto le mura della città maledetta come Charles Bronson e Steve McQueen sotto le baracche del lager nella Grande fuga. * * * Bin Loden parla a Che tempo fa. Non importa che cosa dice (il debito, il sindacato, i sacrifici, la politica, Bruxelles). Fazio Fabio coraggiosamente lo interrompe per dire: «Com’è vero!» * * * «Mi sono spesso chiesto come sia possibile che la scienza continui a esistere. Meglio, come sia stato possibile che un modo di guardare le cose così estraneo all’opinione comune abbia preso piede in larga parte del mondo e sia riuscito a cambiare così radicalmente, e in meglio, la condizione umana» (Gilberto Corbellini, Scienza, quindi democrazia, Einaudi 2011). * * * Gli stessi che all’inizio degli anni novanta, ai tempi di Tangentopoli, volevano mettere tutti i politici in galera (per abigeato, cioè per furto di pecore, dove le pecore non rubate ma derubate eravamo noi, gli italiani) adesso sentono «puzza di fascismo, cara signora» nelle campagne di stampa «anticasta» sulla questione degli Stipendi degli Onorevoli e delle Spese della Politica. Non lo sentite anche voi, chiedono (tra gli altri) i neofascisti rimpannucciati, odore di fascismo? Qui si calunnia il parlamento, sissignori. Qui si odia la democrazia! la libertà! Ci vorrebbe la galera per simili nemici del popolo. * * * Forse non gli capita spesso d’attraversare l’oceano. Ma non passa giorno che bin Loden non voli «a sorpresa» a Bruxelles. Dove di sorprendente c’è solo che ogni volta si scrive «a sorpresa». * * * Volare, oh, oh. Bin Loden vola a Bruxelles, poi vola a Parigi, dove Sarkozy gli stringe la mano e, rivolto alle telecamere, augura buon anno a tout le monde con un sorriso napoleonico, cioè dal basso in alto: «Se salta l’euro prima o poi sarà la pace a essere messa in discussione». Dicesi la pace. * * * Bin Loden approva, per quel che costa, la pace, giusto, come no, e in questo modo ricorda irresistibilmente Giulio Andreotti, che nei primi anni ottanta, quando ci fu il confronto sui missili di teatro in Europa e l’Italia schierò le sue batterie missilistiche in Sicilia senza lasciarsi intimidire dai pacifondai, tornò da Mosca con un messaggio d’Andrej Andreevic Gromyko, ministro degli esteri sovietico: «Italiani, ricordatevi di Pompei». * * * Nel blu dipinto di blu. Giorgio Napolitano, ogni volta che il premier vola a sorpresa a Bruxelles, oppure a Parigi, o a Berlino, si congratula col Caro Premier per la fiducia che, con le sue frequentazioni internazionali, infonde nei mercati. Ai tempi, quando le frequentazioni non erano internazionali ma internazionaliste, si complimentava col segretario generale. * * * «Le mie opinioni politiche inclinano sempre più verso l’anarchia (intesa filosoficamente come abolizione d’ogni controllo, non come uomini barbuti che lanciano bombe) oppure verso una monarchia non costituzioanle. Arresterei chiunque usi la parola Stato (_) Governo è un sostantivo astratto che indica l’arte di governare e sarebbe offensivo scriverlo con una G maiuscola come per riferirisi al popolo. Se la gente avesse l’abitudine di riferirsi al “Consiglio di Re George, Winston e la sua banda”, si farebbero dei grandi passi avanti e rallenterebbe questo pericoloso scivolare vero la Lorocrazia» (J.R.R. Tolkien, Da una lettera a Christopher Tolkien. 29 novembre 1943, in J.R.R. Tolkien, La realtà in trasparenza. Lettere 1914-1973, Rusconi 1990). * * * Se è vero, come scrive Piero Ostellino, che qui si rischia di trasformare la lotta all’evasione in lotta di classe, facendo della ricchezza una colpa e della proprietà un furto, non è che poi bin Loden depone la Spada dell’Islam, scrive Le Capitali (Bruxelles, Parigi, Berlino) e ci diventa Mario Marx?