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 2012  gennaio 10 Martedì calendario

Hildebrand si dimette travolto dagli scandali - Anche l’impeccabile Svizzera ha i suoi scandali eccellenti

Hildebrand si dimette travolto dagli scandali - Anche l’impeccabile Svizzera ha i suoi scandali eccellenti. Nel tritacarne è finito niente di meno che il governatore della banca centrale elvetica, il 48enne Philipp Hildebrand, che ieri si è visto costretto al passo delle dimissioni su un brutto sospetto di insider trading. Il governatore era nell’occhio del ciclone da alcuni giorni, da quando erano divenute di dominio pubblico le fortunate operazioni di compravendita effettuate sul mercato valutario dalla moglie, Kashya Hildebrand, gallerista d’arte con un passato da trader presso un hedge fund Usa. A favorire il buon esito dell’operazione era stata la decisione della Banca centrale, guidata appunto dal marito, di fissare un limite invalicabile al ribasso di 1,20 franchi per un euro. Era l’agosto scorso e la valuta svizzera aveva iniziato una corsa senza freni. Un vero disastro per l’economia del Paese che si ritrovava così con un potente freno all’export e al settore del turismo. E’ allora che la banca centrale del Paese ha deciso di intervenire fissando il tasso minimo con l’euro. Ed è proprio a quel periodo che risale anche la scommessa di Kashya. Secondo quanto dichiarato dal numero uno dimissionario della Bns, sua moglie Kashya aveva acquistato il 15 agosto dollari per un valore di 400.000 franchi, tramite un conto intestato a nome dello stesso Philipp Hildebrand presso la banca privata Sarasin. Una parte del pacchetto dollari è poi stata rivenduta il 12 ottobre, con un guadagno pari a 75.000 franchi. A far scattare i sospetti sull’operazione è stata la tempistica: la Bns era intervenuta proprio nel periodo tra l’acquisto e la vendita dei dollari: il 6 settembre, Hildebrand aveva infatti annunciato la decisione della Bns di fissare un tasso minimo di conversione del franco. In quell’occasione il tasso di cambio si era stabilizzato a 1,20 franchi per 1 euro. La moneta unica europea e, nei giorni seguenti, anche il dollaro erano invece saliti di oltre il 10%, riguadagnando così una parte del terreno perso nell’ultimo anno. Sui coniugi Hildebrand sono quindi finiti i sospetti di aver approfittato di informazioni privilegiate per ottenere guadagni personali. Nell’annunciare le sue dimissioni il banchiere centrale ha ammesso l’impossibilità di fornire prove convincenti a suo discarico. Sin dall’inizio della vicenda aveva sempre affermato di essere all’oscuro delle mosse della moglie. «Ho frugato in ogni scaffale, ho cercato ogni documento, ma non sono purtroppo riuscito a trovare la prova definitiva per dimostrare che le transazioni sono avvenute come ho detto io: sono state ordinate da mia moglie», ha dichiarato Hildebrand. «Resta quindi - ha aggiunto - la mia parola d’onore che posso solo ribadire. Ma questa parola non è probabilmente sufficiente per levare ogni dubbio». Oltre a dimettersi dalla Snb Hildebrand ha fatto sapere di lasciare anche gli altri incarichi internazionali che ricopriva, incluso il posto di numero due del Financial Stability Board. Ai vertici della Bns era arrivato nel 2010 come il più giovane banchiere a quell’incarico. La carriera era stata propiziata da un dottorato raggiunto a 31 anni a Oxford e dai successivi incarichi nel World Economic Forum e peresso le banche svizzere Vontobel e Union Bancaire Privee (Ubp). Sul sistema bancario svizzero calano ora nuove ombre. Per sbarazzare il campo, le autorità svizzere hanno ordinato il setaccio dei conti delle maggiori cariche della Banca centrale.