FRANCESCA SCHIANCHI, La Stampa 10/1/2012, 10 gennaio 2012
L’altolà dell’Autorità Antitrust al restauro del Colosseo - Pochi soggetti interpellati, scarsa pubblicità, tempi ristretti per chiudere la trattativa
L’altolà dell’Autorità Antitrust al restauro del Colosseo - Pochi soggetti interpellati, scarsa pubblicità, tempi ristretti per chiudere la trattativa. Sono vari gli «effetti anticoncorrenziali» che l’Antitrust, chiamato a esprimersi dal Codacons, ha rilevato nell’accordo che affida i lavori di restauro del Colosseo al gruppo Tod’s. Un parere che, come dice infastidito il sindaco di Roma Alemanno, è «solo un’osservazione e non un’indicazione di carattere cogente», ma che potrebbe pesare sulla decisione del Tar, sempre interpellato dal Codacons, la cui sentenza è attesa nelle prossime settimane, o sulle valutazioni di Procura e Corte dei Conti, alle quali la Uil Beni culturali ha presentato un esposto. E che comunque provoca la reazione della politica, e anche dell’azienda sponsor: «Il supposto sfruttamento commerciale dell’iniziativa da parte del gruppo Tod’s sottolinea in una nota - è un fatto che non esiste e assolutamente contrario, per quanto ci riguarda, allo spirito dell’iniziativa». L’accordo con il marchio guidato da Diego Della Valle, 25 milioni di euro per riportare a nuovo splendore l’Anfiteatro Flavio, è arrivato tramite procedura negoziata dopo che al bando di gara dell’estate 2010 erano arrivate solo due offerte, di Tod’s e Ryanair, giudicate non appropriate. Un accordo in cui, sottolinea l’Autorità garante della concorrenza nel suo parere indirizzato al commissario delegato dell’area archeologica di Roma Roberto Cecchi (oggi sottosegretario, mentre il commissariamento è terminato il 31 dicembre), «si è riscontrata una totale difformità» rispetto al precedente bando. Dal fatto che l’accordo prevede solo «il mero finanziamento dell’opera» da parte dello sponsor, e non l’impegno sia a finanziare che a realizzare, ai diritti di sfruttamento dell’immagine del Colosseo: due anni dopo la fine dei lavori per Tod’s e 15 anni «in favore dell’associazione che deve essere istituita da Tod’s», mentre nell’iniziale bando i diritti erano limitati al tempo di durata dei lavori di restauro. Cambiamenti che, valuta l’Antitrust, avrebbero potuto allettare altre aziende, per cui la procedura negoziata «appare come una indebita restrizione del confronto concorrenziale». Una procedura «condotta interpellando un numero di soggetti estremamente limitato, senza aver dato adeguata pubblicità alla possibilità di fare ricorso alla mera sponsorizzazione finanziaria». Infine, l’Antitrust rimprovera tempi troppo ristretti nella trattativa privata: «Una volta ricevuta la proposta del grupo Tod’s, l’amministrazione appaltante - scrive l’Authority - ha infatti assegnato agli altri soggetti interessati (due: Ryanair e Finit, ndr) un termine inferiore a 48 ore per la presentazione delle offerte». Entro 60 giorni l’Antitrust aspetta «le iniziative adottate in relazione alle problematiche». Subito interviene il sindaco Alemanno, «sconcertato dall’ostinazione con cui realtà associative cercano di impedire o rinviare gli appalti», e come lui anche l’ex sottosegretario alla Cultura Giro, «il restauro non si farà più, ha vinto il partito del no, sempre e comunque». Di segno diverso il commento dell’ex primo cittadino Rutelli: «Sorprendente improvvisazione». A sera dice la sua il gruppo di Della Valle - «pur essendo del tutto estraneo alla vicenda e a cui non è stato rivolto alcun rilievo» -: garantita la «chiarezza e correttezza» del comportamento del commissario delegato, ora, visto che una fideiussione di 10 milioni di euro è già stata depositata, «sono soldi che ci auguriamo vengano impiegati quanto prima».