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 2012  gennaio 10 Martedì calendario

PER FORTUNA C’È L’EFFETTO SERRA CI EVITERÀ LE FUTURE GLACIAZIONI


E meno male che l’effetto serra c’è! Dopo decenni di allarmi, vertici e protocolli, la paradossale riabilitazione delle emissioni di carbonio che stanno riscaldando l’atmosfera viene da Nature Geoscience: mensile specializzato pubblicato dalla stessa casa editrice del celeberrimo Nature, e secondo il quale una nuova era glaciale avrebbe dovuto ghiacciare il mondo tra soli 1500 anni, non fosse appunto per l’attività antropica riscaldante che potrebbe evitarla.
Come si studia a scuola, ci sono state almeno molte ere glaciali nella storia della Terra. L’ultima terminò solo 11.500-10.000 anni fa, e all’ultimo grande scioglimento dei ghiacci è stata attribuita una quantità di conseguenze: dall’estinzione degli uomini di Neanderthal all’origine del mito del Diluvio Universale. Ma una “piccola glaciazione”ci fu anche in Europa a cavallo tra XVI e XVII secolo, e molti storici vi attribuiscono il fenomeno della caccia alle streghe: capri espiatori dello sgomento popolare per l’inspiegabile peggioramento del clima che rovinava i raccolti. Una caccia alle streghe più metaforica ma a suo modo non meno virulenta si è scatenata anche negli ultimi anni, verso i contestatori dei crescenti allarmi sul riscaldamento globale.
Prima di esercitarsi sulle profezie maya e su Shakespeare, il regista Roland Emmerich nel film del 2004 “L’alba del giorno dopo” aveva perfino immaginato una bislacca era glaciale istantanea provocata dall’effetto serra, per l’effetto del versamento nella Corrente del Golfo dell’acqua fredda sciolta dai Poli. Ma in realtà non si sa neanche bene se le glaciazioni siano provocate da cambiamenti periodici dell’orbita terrestre attorno al Sole, dalle macchie solari, da attività vulcanica o meteorica, o che altro.
Un’équipe di ricerca dell’Università di Cambridge diretta dal professor Luke Skinner e comprendente anche studiosi dello University College di Londra, dell’University of Florida e dell’Università di Bergen in Norvegia si è però basata sul modello creato un secolo fa dal serbo Milutin Milankovich, che comprende l’eccentricità dell’orbita terrestre rispetto al Sole, l’inclinazione dell’asse e la sua velocità di rotazione. Lo ha integrato con rilevazioni sui movimenti delle correnti fredde e calde tra il Nord e il Sud del pianeta. E ne ha ricavato che 780.000 anni fa c’è stata una fase climatica esattamente eguale alla presente, e dalla quale risulterebbe appunto una nuova glaciazione entro un millennio e mezzo: «ma solo se i livelli normali di CO2 non vengono alterati». Il gruppo di Skinner non arriva a esultare per il riscaldamento globale come fece nel 1999 in un famoso pamphlet la Global Warming Policy Foundation degli astronomi Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe, per i quali il riscaldamento globale è benefico. Dicono anzi che, così come è, è eccessivo. Ma ritengono che per lo meno abbia fatto risparmiare all’umanità un turno di glaciazione. Il prossimo sarà infatti tra 800.000 anni: «in assenza di forzature antropogeniche».

Maurizio Stefanini