Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 11 Mercoledì calendario

Fabiola Speranza, 45 anni. Originaria di Montefredane, viveva sulle colline di Atripalda (Avellino) col marito Michele Naccarelli, 45 anni, custode nella tenuta dei “Feudi”, e coi loro tre figli, nella villetta di tre piani che tanto avevano sognato e che ancora non avevano finito di costruire

Fabiola Speranza, 45 anni. Originaria di Montefredane, viveva sulle colline di Atripalda (Avellino) col marito Michele Naccarelli, 45 anni, custode nella tenuta dei “Feudi”, e coi loro tre figli, nella villetta di tre piani che tanto avevano sognato e che ancora non avevano finito di costruire. I coniugi, un tempo «felici», da qualche mese litigavano di continuo perché i soldi non bastavano mai (lui, in più, rischiava di perdere il lavoro) e perché non erano d’accordo sull’educazione dei figli più grandi, di 18 e 21 anni. L’altro giorno, durante l’ennesima discussione, il Naccarelli andò a cercare la sua pistola, la Speranza capendo che le cose si mettevano male corse in strada in tuta e ciabatte per chiedere aiuto ma il consorte la raggiunse e le sparò dieci colpi in tutto il corpo. Quindi rientrò in casa e davanti ai figli telefonò ai carabinieri: «Venitemi a prendere, ho ucciso mia moglie». Verso le 17.30 di martedì 10 gennaio in una villetta sulle colline di Atripalda (Avellino).