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 2012  gennaio 11 Mercoledì calendario

Chi lo conosce per davvero, racconta che Carlo Malinconico qualche mese fa era molto preoccupato per la sua carriera

Chi lo conosce per davvero, racconta che Carlo Malinconico qualche mese fa era molto preoccupato per la sua carriera. Alle soglie dei 61 anni stava per terminare il mandato alla guida della Fieg, la federazione degli editori, e non sapeva bene come ricollocarsi. E quindi la caduta del governo Berlusconi è stata provvidenziale. Malinconico ha preso a muoversi sapientemente, attivando la sua rete di relazioni. Ha raccolto illustri sponsorizzazioni in ambiente politico, sia nel centrodestra che nel centrosinistra. E nel centro. A queste voci dei partiti si è aggiunto il peso degli industriali del settore. E Malinconico è transitato dalla Fieg alla presidenza del Consiglio con Mario Monti ad occuparsi delle medesime materie che aveva seguito negli ultimi anni. Ma dall’altra sponda della barricata. Di lui si dice che fosse un tecnico bipartisan. Aveva cominciato con Andreotti nel 1990, poi era passato con Lamberto Dini, quindi era finito con Prodi attraverso le raccomandazioni del superprodiano Giulio Santagata. D’altra parte questo era lo stile dell’uomo. In una delle inter- LE VACANZE NELL’HOTEL A SPESE DELLA «CRICCA» 2 Tra il 2007 e il 2008 soggiorna gratis in un hotel di Porto Ercole L’imprenditore Piscicelli si occupa del conto cettazioni che l’hanno messo nei guai, dopo aver ringraziato sentitamente per l’interessamento alle sue vacanze sull’Argentario, si sente Malinconico chiedere al suo amico fraterno Angelo Balducci «una spintarella». Gli occorreva una «telefonatina» da Oltretevere, dove Balducci, si sa, era di casa. Era il maggio del DALLA PRESIDENZA FIEG AL GOVERNO MONTI 3 A capo della Federazione editori dal 2008 al 2011 Dal 28 novembre 2011 è sottosegretario con delega all’editoria 2008. Il governo Prodi era appena caduto e lui, Malinconico, segretario generale uscente di palazzo Chigi anche quella volta doveva trovarsi un posto. Dopo qualche mese di fibrillazione, Malinconico finì alla presidenza della Fieg - si dice su designazione di Carlo De Benedetti. Ci arrivò in pom- «MAI FATTO FAVORI HO SALDATO IL CONTO» 4 Saputo dell’inchiesta Malinconico spiega di aver provveduto al pagamento del suo conto all’hotel pa magna, sostituendo il compianto ambasciatore Boris Biancheri. In quell’occasione fu diramato un curriculum che metteva in evidenza il suo incarico di Consigliere di Stato dal 1985 al 2002, capodipartimento agli Affari giuridici della presidenza del Consiglio dal 1996 al 2001 (primo governo Prodi, ndr), segretario generale di palazzo Chigi dal 2006 al 2008. Si sorvolava su tutto il resto: le poltrone nei consigli di amministrazione delle società Autostrade e Atlantia, la holding che controlla la stessa Autostrade, nonché titolare del ricco studio legale Malinconico & associati (da un mese intestato alla moglie). Già, perché il professor Carlo Malinconico, docente all’università di Tor Vergata in diritto dell’Unione europea, pur ricoprendo incarichi di Stato, non ha mai tralasciato l’attività privata. Quest’ultima, peraltro, rendeva bene. È stato il quotidiano «Libero» a documentare come abbia ricevuto numerosi incarichi professionali negli ultimi anni dalla Regione Toscana e dalle Asl locali. Doppi incarichi. Non si era neppure tirato indietro quando, da segretario generale di palazzo Chigi, patrocinò la società Autostrade in un contenzioso con Bruxelles eppure si rasentava il conflitto di interessi in quanto il governo Prodi aveva appena protetto la medesima società dalle mire degli spagnoli di Abertis. Nello stesso lasso di tempo Malinconico aveva preso l’abitudine di telefonare a Balducci, che ovviamente scattava sugli attenti quando telefonava la presidenza del Consiglio, per farsi prenotare l’albergo. A tal fine veniva mobilitato anche il suo fidatissimo sottoposto Lillo Mauceri, che puntualmente è stato intercettato mentre si sincerava che le stanze per il capo fossero pronte. E c’è da dire che Mauceri giusto qualche giorno fa è stato promosso capodipartimento agli Affari regionali della presidenza del Consiglio. Indovinate da chi. Se il governo Prodi fosse rimasto in sella, chissà quanti altri week end sarebbero saltati fuori. Poi però la pacchia finì. Fino all’ultimo Malinconico si è difeso sostenendo d’ignorare che fossero stati Piscicelli e Anemone, ossia gli imprenditori della Cricca, a pagare i suoi conti d’hotel. Lui certe persone non le conosce e non le frequenta. Da quanto aveva capito, invece, era stato Angelo Balducci a saldare le salatissime fatture dell’hotel «Il Gabbiano» all’Argentario. Ma lui amava tanto quelle suite da millecinquecento euro a notte... Il patron dell’albergo, Roberto Sciò, stupito da tanta munificenza, osservando la lista infinita delle prenotazioni per la primavera 2008, al telefono con Piscicelli in quei giorni ridacchiava: «Eh, il professore te lo sei adottato?». E l’imprenditore: «Lascia perdere... È una cosa continua. Fa parte dei giochi. Di qualsiasi colore». E Sciò: «Ti auguro che sia foriero...». Di buoni affari a spese pubbliche, ovviamente.