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 2012  gennaio 11 Mercoledì calendario

MILANO —

Fareste mai viaggiare vostro figlio di nove anni da solo nella metropolitana di New York? Lenore Skenazy non solo lo ha fatto ma, nel 2008, lo ha anche raccontato sul suo blog, scatenando una clamorosa polemica culminata allora nel suo venir ribattezzata come «peggior mamma d’America».
Non che la definizione abbia impensierito più di tanto la signora Skenazy, mamma di due bambini, che, anzi, forte di tutti i dibattiti fatti da quel momento (in tv e non solo), ha elaborato una granitica teoria sulla buona educazione dei figli. Fondamento del suo pensiero, la certezza che il vero danno che i genitori possono fare sia essere apprensivi.
Per ribadirlo, Lenore Skenazy ha ora un programma tv che da sabato (alle 12.40) va in onda su Real Time (digitale, canale 31 e Sky, canali 124 e 125): «Mamme che amano troppo». In ogni puntata la (ex?) peggior mamma d’America incontra una famiglia in cui i genitori soffocano i figli con premure che in futuro potrebbero rivelarsi le peggiori nemiche per diventare adulti maturi e indipendenti. Gli esempi di eterni bambinoni non mancano. E la Skenazy — che ha aperto il sito www.freerangekids.com — cerca proprio di far capire che per i bimbi è indispensabile fare esperienze, uscendo dall’ambiente protettivo della famiglia. Il più grande regalo da fare a un piccolo sarebbe renderlo sicuro nel prendere delle decisioni piuttosto che soffocarlo in un dolce eccesso di attenzioni.
Come il bimbo di 10 anni, protagonista della prima puntata, che la mamma ancora imboccava per non rischiare che si tagliasse con il coltello o a cui impediva di andare in bici per non cadere. Sono molti gli aneddoti che la Skenazy può raccontare: «Una nonna mi ha detto che ha salutato una piccola di 4 anni per mano al padre. Ma lei si è subito voltata e ha detto al papà: "Vuole rapirmi?". Succede quando si insegna ai bambini che estraneo significa pericolo».
Secondo la Skenazy la deriva protettiva dei genitori moderni si rifletterebbe nei tanti prodotti pensati per bambini che non vogliono crescere «come i legacci stile marionetta che li tengono dritti quando iniziano a camminare o il passeggino che regge bimbi che pesano più di 60 libbre o di sette anni: l’azienda dice che è per bambini "capaci a camminare, ma svogliati". Ormai ci si aspetta che un genitore sia disposto a scarrozzare un bambino di sette anni perché chiedergli di camminare sarebbe troppo». Le sue regole sono diventate anche un decalogo.
Per la Skenazy l’etichetta di peggior mamma è stata però una benedizione: «Beh, ora è davvero semplice trovare il mio nome sul web — scherza —. Da allora ho tenuto conferenze in tutto il mondo. Ma i miei ragazzi, che oggi hanno 13 e 15 anni, non mi risparmiano frecciatine. Se dico no, rispondono: "Non dobbiamo ascoltarti: sei la mamma peggiore del mondo"». Ora invece la sua è una missione che trova il maggior compimento nel programma: «Spero che i genitori inizino a realizzare che i nostri ragazzi sono più al sicuro di quanto la nostra cultura ci faccia credere. Incontro mamme che non lasciano fare nulla ai figli. Poi, con una piccola spinta, finalmente li lasciano andare da soli a scuola, o dormire da amici, o prendere un autobus». Perché, come ricorda anche l’ultimo punto del suo decalogo, il compito di un genitore è dare ai propri figli «radici e ali». Non solo radici.
Chiara Maffioletti