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 2012  gennaio 10 Martedì calendario

GIUSEPPE ROTELLI, IL RE DEGLI OSPEDALI APPASSIONATO DI ARTE ANTICA CON IL PALLINO PER L’EDITORIA

È l’indiscusso re degli ospedali e della sanità, ma nella finanza si è sempre mosso con disinvoltura, tanto da prenotare il posto di secondo azionista di riferimento del «salotto» Rcs Mediagroup. Giuseppe Rotelli, classe 1945, presidente del gruppo ospedaliero San Donato è da poche ore la nuova guida del San Raffaele. Con l’aggiudicazione dell’asta dell’ex regno fondato da don Verzè, scomparso dieci giorni fa, il «suo» impero acquisisce il diciannovesimo ospedale, di cui 18 in Lombardia e uno in Emila Romagna (Casa di cura Ville Erbosa a Bologna) per un totale di 3.956 posti letto, San Raffaele escluso.
Il sessantenne pavese, terza generazione di imprenditori (il nonno era tra i proprietari degli Zuccherifici meridionali, poi ceduti a Ferrero), formazione giuridica, appassionato di arte antica (ha una collezione di quadri del 600-700 lombardo veneto), cliente dei discretissimi commercialisti Strazzera, ha sempre considerato la sanità il suo mondo di riferimento, pur dichiarando di avere un "pallino" fisso per l’editoria (era tra i fondatori della Voce di Montanelli). Non a caso ha rilevato, passo dopo passo, una posizione dell’11% nel capitale di Rcs, a cui fa capo il Corriere della Sera, quota che fa di lui il secondo azionista di riferimento fuori dal patto di sindacato. Un posto in prima fila che però non si è rivelato certo un «affare». Tanto che Pandette Finanziaria, una delle holding del suo impero, ha dovuto costruire una call su un pacchetto azionario Rcs di circa il 3,522% da esercitare a partire dal 2014 per «congelare» una perdita che nel 2009 era di quasi 170 milioni.
Un investimento, quello nel Corriere, che non ha mai avuto registi occulti, ha messo in chiaro in più occasioni l’imprenditore di San Donato, pur sottolineando di aver costruito negli anni rapporti storici con Mediobanca e Giovanni Bazoli. Rotelli conosceva bene Vincenzo Maranghi, ex numero uno di piazzeta Cuccia, che ha intermediato l’acquisto delle cliniche da Antonino Ligresti, mentre con Bazoli è entrato in contatto tramite suo cognato, l’onorevole Sandro Fontana, esponente di spicco della Dc lombarda, e il suocero, il professore Attilio Gastaldi.
Una rete di amicizie, quelle costruite da Rotelli, che va completata considerando il livello della politica dove vanta un passato da socialista. I legami con Girolamo Sirchia, ministro nella Sanità nell’ex governo Berlusconi, e Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia lo garantiscono sul versante Pdl, mentre l’ala del centro sinistra è ben rappresentata dai rapporti con gli ex socialisti Giuliano Amato e Giorgio Ruffolo. Quanto basta per fare di lui un bipartisan doc.