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 2012  gennaio 09 Lunedì calendario

Un incasso di almeno 50 miliardi colpendo le transazioni finanziarie – la prima volta che il professor del professor Mario Monti, James Tobin, propose la nuova tassa correva l´anno 1972, prima ancora che arrivasse il Nobel per l´Economia

Un incasso di almeno 50 miliardi colpendo le transazioni finanziarie – la prima volta che il professor del professor Mario Monti, James Tobin, propose la nuova tassa correva l´anno 1972, prima ancora che arrivasse il Nobel per l´Economia. Fin dai primi approcci, la tassa che colpisce le transazioni finanziarie ha avuto alcuni sostenitori e molti detrattori. In discussione c´è soprattutto la capacità o meno di generare entrate rilevanti e, d´altro canto, l´efficacia di tagliare le unghie alle speculazione. Come funziona La proposta avanzata lo scorso 28 settembre dalla Commissione europea prevede due aliquote da applicare alle negoziazioni di strumenti finanziari, una dello 0,1% su azioni e obbligazioni, e una dello 0,01% sui contratti derivati. Sono esclusi i contratti sulle valute e soprattutto il mercato primario: in altre parole, la Tobin Tax non si applica alle aste di titoli di Stato, alle nuove azioni emesse da una società, ai collocamenti in Borsa. Soprattutto, non ha nessun rapporto con guadagni o perdite di Borsa: come l´Iva, si applica ogni volta che avviene uno scambio (in questo caso di strumenti finanziari). E scatta solo sui contratti che avvengono sul mercato secondario. «Però finirebbe comunque per avere un suo impatto sul mercato primario - dice Gianluigi Gugliotta, segretario generale di Assosim - perché chi sottoscrive un bond o un titolo di Stato sa che per venderlo prima della scadenza dovrà pagare una nuova tassa, quindi chiederà fin dal momento della sottoscrizione un rendimento più alto». Che gettito assicura Secondo le prime simulazioni, il gettito previsto dalla Tobin tax per l´area europea è intorno ai 50 miliardi l´anno; cifra tuttavia che potrebbe anche raddoppiare, a seconda degli ambiti di applicazione. Altre simulazioni parlano - stavolta a livello mondiale - di un gettito minimo di 700 miliardi di dollari. I critici tuttavia ritengono che l´impatto sul prodotto interno lordo - sempre presente per ogni nuova tassa - per quanto riguarda l´area europea potrebbe superare gli stessi vantaggi; anche la Commissione stima che a regime questo tipo di tassazione avrebbe un impatto pari allo 0,53% del pil dell´Ue. L´impatto sui derivati L´aliquota scelta per i contratti derivati è più bassa, lo 0,01%. Eppure, vista la frenetica operatività che si svolge su questo tipo di strumenti, è a questo genere di contratti che la nuova tassa sembra attagliarsi alla perfezione. «Una delle finalità della Tobin tax è proprio quella di ridurre i grossi volumi di transazioni, riducendo così anche la speculazione - spiega Angelo Baglioni, professore di economia e redattore della Voce.info - ma in realtà riducendo gli scambi aumenta proprio la volatilità». Resta il fatto che il mercato dei derivati è quanto di più opaco ci sia e che sfugge al monitoraggio delle autorità, anche per la scarsissima standardizzazione e il fatto che le negoziazioni sono quasi esclusivamente al di fuori di scambi regolamentati. Gli effetti voluti Di sicuro, la Tobin tax ha un effetto calmieratore sul numero di transazioni effettuate, perché le rende più costose. Ma proprio per questo, molti ritengono che debba essere adottata solo a livello mondiale. «Mi preoccupa il possibile spiazzamento dei mercati europei a favore di quelli extra comunitari: penso in particolare a piazze come Hong Kong e Singapore, tra le più deregolamentate al mondo», spiega Tommaso Di Tanno, professore di Diritto tributario a Siena.