GIULIA ZONCA, La Stampa 9/1/2012, 9 gennaio 2012
Farina-Messi, coppia inedita al Pallone d’Oro - Non ci dovevano essere italiani sul palco del Pallone d’oro, non abbiamo nessun candidato eppure c’è un protagonista a sorpresa: Simone Farina, personaggio tanto nostrano «che ha dovuto fare un corso di inglese accelerato quando ha capito che la cosa si faceva seria»
Farina-Messi, coppia inedita al Pallone d’Oro - Non ci dovevano essere italiani sul palco del Pallone d’oro, non abbiamo nessun candidato eppure c’è un protagonista a sorpresa: Simone Farina, personaggio tanto nostrano «che ha dovuto fare un corso di inglese accelerato quando ha capito che la cosa si faceva seria». «La cosa seria» succede stasera perché il giocatore del Gubbio, diventato suo malgrado il signor onestà, dopo aver denunciato un tentativo di combine invece di prendere i soldi senza neanche scappare, salirà sul palco della Kongresshaus di Zurigo insieme con il miglior calciatore del mondo. Farina sta in scaletta tra Lionel Messi e la gloria eterna, è previsto proprio al culmine della cerimonia, alla consegna del trofeo. Lui in realtà sta facendo l’impossibile per evitare i 15 minuti di popolarità che secondo Andy Warhol ogni essere umano brama, solo che gli accendono un riflettore a ogni passo. I complimenti dell’Italia intera, la convocazione omaggio tra gli azzurri offerta da Cesare Prandelli e ora l’invito della Fifa. Quel marpione di Sepp Blatter, va detto, ha messo insieme un’operazione da maestro. In tempo di corruzione globale, con i campionati che gli saltano per aria, non può ancora credere di aver trovato il poster della faccia pulita. Un’operazione da maestro, va detto. Il grande capo del pallone, dirigente chiacchierato e discusso, manipolatore di consensi, è riuscito ad affiancare il giocatore più conosciuto e riservato, Messi, con quello meno noto in assoluto ma altrettanto schivo, Farina: lo slogan è che questo pallone è tutto d’oro e niente inganno. Tanto perfetto da non aver bisogno di parole. Messi ne dice poche e di malavoglia, Farina zero. Il campione di normalità non si sente tirato per la giacca, anche perché fino a tre giorni fa non ne aveva una. Quando Stefano Giammarioli, ds del Gubbio, gli ha letto l’e-mail di invito, la prima reazione è stata: «E adesso cosa mi metto?». Lo hanno un po’ preso in giro in società anche perché Farina si preoccupava del costo dell’abito: «Che ne so, non ne ho mai comprato uno». Sportivone anche fuori dal campo, è un tipo da jeans, felpa e tranquillità e ora si ritrova in mezzo a una serata di gala. Non si è preparato un discorso, non sa neanche se andrà oltre i ringraziamenti di rito. «Di certo non si sta scrivendo nulla, non è proprio il tipo, non gli hanno neanche detto bene come si svolgerà la premiazione», racconta il ds del Gubbio che, impegni di mercato permettendo, lo scorterà a Zurigo questa mattina. Di certo Farina non viaggia solo, c’è la moglie che lo ha accompagnato già ieri a Roma per una sera di vacanza extra in attesa del tappeto rosso e un delegato Fifa che prenderà in consegna il giocatoreposter all’aeroporto di Fiumicino e starà con lui per tutto il tempo fino al volo di ritorno di domani, quando Farina rientrerà a Gubbio, passerà a riprendere i figli lasciati dai suoceri e tenterà per l’ennesima volta di infilarsi dentro la routine che sembra quasi impossibile restaurare. Non vuole gestire curiosità e domande, fin da quando è uscito il suo nome ha chiesto silenzio, rispetto, serenità: «La magistratura sta ancora lavorando». Troppo rumore e la paura per le conseguenze di una denuncia logica diventata atto eroico, tutto eccessivo. Tranne la polvere di stelle sopra l’abito nuovo. Quella ci sta, se non lo costringono a dire qualcosa, se la gode persino: lui, Messi, un pallone d’oro, molto più di quanto si possa raccontare ai nipoti.