Giornali vari, 31 dicembre 2011
Anno VIII – Quattrocentoquattresima settimana Riassunto dell’anno 2011ASSAD Bashar Presidente della Siria, massacratore implacabile delle folle che dal 15 marzo lo contestano a Daran, Hama, Damasco, Homs
Anno VIII – Quattrocentoquattresima settimana Riassunto dell’anno 2011
ASSAD Bashar Presidente della Siria, massacratore implacabile delle folle che dal 15 marzo lo contestano a Daran, Hama, Damasco, Homs. Secondo l’Onu ha ucciso finora più di 5.000 persone. L’“Economist” prevede la sua caduta nel 2012.
BEN Ali Ex presidente tunisino. Il 14 gennaio il popolo, in rivolta per la morte di Mohamed al Bouazizi (vedi), lo ha costretto ad abbandonare il potere e fuggire dal paese. Adesso vive con la famiglia in Arabia Saudita.
BERLUSCONI Silvio Il Cav fu colpito a morte (politicamente parlando) l’8 novembre: la Camera votava il rendiconto generale dello Stato, la legge passò con 308 sì e 321 assenti. Il 12 novembre, alle 20.45, le dimissioni, portate al Quirinale tra una piccola folla fischiante. Fine di un’era lunga quasi vent’anni. La previsione generale è che il Grande Comunicatore, vessato dai giudici, dai suoi familiari e dai problemi aziendali, non tornerà più al potere.
BIN LADEN Osama Abbottabad (Pakistan), 2 maggio: un bliz a stelle e strisce (quattro elicotteri e 798 marines) toglie dalla faccia della Terra l’uomo dell’11 settembre. Memorabili le immagini di Obama e del suo staff che seguono la sequenza nella situation room della Casa Bianca. Impressionante lo squallore in cui viveva, con mogli e figli, il profeta assassino. Gli americani hanno fatto sparire immediatamente il corpo.
BOUAZIZI Mohamed al È il dottore in letteratura araba costretto a fare il fruttivendolo nel villaggio di Sidi Bouazid in Tunisia: gli sequestrarono il carretto e lui si diede fuoco davanti al villone color ocra del Governatorato. Alla sua morte (4 gennaio) il popolo scese in piazza dando inizio alla cosiddetta “Primavera araba”.
BREIVIK Anders Behring Oslo, 22 luglio: un tizio travestito da poliziotto attraversa un campo-giovani nell’isoletta di Utoya e massacra a colpi di mitra 68 ragazzi di 15-25 anni. Prima, sull’Akergataa, ha fatto esplodere una macchina zeppa di esplosivo. Nel computer deliri nazisti. I periti dicono che è pazzo. Lui vuol essere processato.
CAMERON David Premier inglese. Passerà alla storia perché il 9 novembre ha mollato Merkel, Sarkozy e gli altri 26 leader europei: loro sono d’accordo nel controllarsi i bilanci e sanzionarsi se sgarrano. Lui non vuol cedere pezzi di sovranità.
CASSERI Gianluca Ragioniere di Pistoia: il 13 dicembre ha preso la sua Magnum 357 e s’è messo a sparare sui senegalesi di piazza Dalmazia e poi del mercato di San Lorenzo a Firenze, togliendosi infine la vita con un colpo in bocca. Due morti e la domanda: quanto siamo razzisti?
DE MAGISTRIS Luigi Magistrato di non eccezionali successi quando esercitava, ma bello e sufficientemente demagogo: candidato dall’Idv, è eletto contro ogni previsione sindaco di Napoli al ballottaggio del 30 maggio contro il pidiellino Lettieri (65,4% contro 34,6%).
DE NARDO Erika Il 21 febbraio 2001, in età di 16 anni, aveva massacrato con 97 coltellate la madre e il fratellino. È tornata libera lo scorso 5 dicembre. Il suo complice, Omar Favaro, era già fuori dall’anno scorso. La domanda è se undici anni in cella bastino per punire un delitto di tanta ferocia.
DRAGHI Mario Guidava la Banca d’Italia dalla fine del 2005 (gli è subentrato Ignazio Visco), è presidente della Banca Centrale Europea dal 1° novembre (succede a Jean-Claude Trichet). Sta comprando titoli di stato italiani e spagnoli ed evitando così l’impennarsi del relativi spread (vedi). Ha ridotto il tasso di sconto all’1,125%. Ha soprattutto concesso alle banche europee di indebitarsi illimitatamente con la Bce per tre anni.
FIORELLO Il 5 dicembre ha fatto il 50,23% di share con la quarta puntata de Il più grande spettacolo dopo il weekend, un successo da finale di Champions League. Polemiche per la leggerezza dello show, accusato di «far dimenticare i problemi».
FORNERO Elsa Attuale ministro del Lavoro e delle Pari opportunità, la sera del 4 dicembre, annunciando la riforma delle pensioni, non è riuscita a pronunciare la parola “sacrifici” e le sono venute le lacrime. Memorabile colpo di comunicazione, ancorché non programmato.
FUKUSHIMA È la località sede di una centrale nucleare colpita da un terremoto 8,9 della scala Richter durato ben due minuti (dalle 14.46 alle 14.48 dell’11 marzo): 20 mila morti ed esodo di 185 mila persone. Catastrofe da cui il Giappone non si è ancora risollevato e che ha messo in crisi i programmi nucleari di tutto il mondo. La Germania rinuncerà alle proprie centrali, l’Italia non ne costruirà (vedi “Referendum”).
GAMBIRASIO Yara Il corpo di Yara, scomparsa dalla sua casa di Brembate Sopra il 26 novembre 2010, è stato ritrovato il 26 febbraio in un campo a Chignolo d’Isola, in condizioni pietose. Uccisa, ma non violentata. Gli inquirenti, nelle loro ricerche, erano passati più di una volta su quel punto. Tragico episodio che si somma alla lunga lista dei fallimenti patiti quest’anno dai pubblici ministeri.
GHEDDAFI Muhammar Il dittatore libico ucciso il 20 ottobre a Sirte. La guerra, conclusa dalla sua morte, era scoppiata il 15 febbraio rivelando una inopinata baldanza francese, una sorprendente svogliatezza americana e soprattutto un controproducente dilettantismo dei cosiddetti ribelli, capaci di sprecare sul campo i grandi vantaggi che la Nato gli offriva con i bombardamenti dal cielo o dal mare. Situazione quanto mai infida e tuttora aperta.
INDIGNATI Un opuscoletto del 94enne Stéphane Hessel (“Indignatevi”, 20 pagine in tutto) ha dato il nome a un movimento di massa giovanile vanamente proteso a rinverdire i fasti del Sessantotto. Due punti di massima visibilità: la plaza del Sol di Madrid, occupata per qualche settimana a partire dal 15 maggio, e lo Zuccotti Park di New York trasformato in tendopoli fino a pochi giorni fa. Protesta generica, figlia della crisi e della noia, imperniata sullo slogan assai efficace del 99% che non possiede niente contro l’1% che possiede tutto. Non se ne vedono al momento gli sbocchi possibili, stridente il contrasto con l’altra protesta epocale dell’anno, quella della Primavera araba.
JOBS Steve Fondatore della Apple e morto in gloria per un cancro al pancreas lo scorso 5 ottobre. Aveva solo 56 anni. Celebrazioni al limite della beatificazione.
KIM JONG II Il “caro leader” nordcoreano, stroncato da un infarto sabato scorso, 17 dicembre. Dittatore feroce e ridicolo, la sua scomparsa crea un’altra, grave zona di instabilità mondiale: la Corea del Nord è area cinese, quella del Sud (già in fermento per la nuova situazione) americana.
KNOX Amanda Imputata dell’assassinio di Meredith Kirch, avvenuto al termine di un’orgetta in un appartamento di Perugia, è stata assolta il 3 ottobre, insieme col suo fidanzatino e presunto complice Raffaele Sollecito. Tornata subito negli Stati Uniti, dove sono certi della sua innocenza e dello scarso mestiere degli inquirenti italiani (vedi anche Gambirasio Yara). Media planetari in fibrillazione, per via della bellezza angelica sposata a un’anima che si suppone perversa.
MAGRI Lucio Già dirigente comunista, poi dissidente col gruppo del “manifesto”, bello, ricco, elegante e intellettuale, lo scorso 28 novembre decide di farla finita andando a farsi fare un’iniezione in Svizzera, in una clinica specializzata nella dolce morte. Polemiche e rimpianti.
MARCHIONNE Sergio Ha fatto uscire la Fiat dalla Confindustria, mettendola in crisi. E ha buttato fuori la Fiom dai suoi stabilimenti imponendo agli altri sindacati un contratto-diktat che sanziona severamente l’assenteismo e prevede tra l’altro di lavorare molte volte anche di sabato e di domenica. Con Mario Monti (vedi) è l’alfiere di una nuova destra che si propone di rovesciare le logiche consociative e tribali che hanno regolato fino ad oggi la vita italiana.
MENTANA Enrico Chiamato a dirigere il tg de La7, lo conduce dal 30 agosto 2010 e ha raggiunto quest’anno share del 10-11%, stratosferici se commisurati alle dimensioni dell’emittente e ai suoi precedenti risultati. Tutto il giornalismo televisivo, altrimenti in difficoltà per il crescente successo dei nuovi media, ne è risultato terremotato.
MERKEL Angela La Kanzlerin, in combutta con Sarkozy, ha creato il contesto internazionale propedeutico alla caduta di Berlusconi e ha poi costretto i 27 paesi europei a stringere un patto per il controllo reciproco dei bilanci, con relative sanzioni automatiche per chi non sa tenere i conti a posto. Il patto dovrebbe essere perfezionato il prossimo marzo. Memorabile il duetto con Sarkozy, in cui i due, alla parola Berlusconi, si sono scambiati davanti alle tv del mondo sorrisetti beffardi.
MINZOLINI Augusto Direttore fino a pochi giorni fa del Tg1, fedelissimo di Berlusconi e messo all’angolo da una storiaccia di rimborsi spese in cui ha l’aria di avere sostanzialmente ragione. Aldo Grasso lo ha accusato di avere confezionato il più brutto Tg1 della storia.
MONTI Mario Attuale presidente del consiglio, chiamato da Giorgio Napolitano per sostituire Berlusconi e fermare la corsa dei mercati contro l’Italia (vedi “Spread”). Ha varato una manovra da 33 miliardi, sbilanciata sul lato delle tasse, com’era però inevitabile dato il poco tempo a disposizione per impedire l’esplosione dell’euro. Di questa manovra sono soprattutto notevoli: la riforma delle pensioni e il nuovo atteggiamento verso il sindacato, considerato privo di titoli per discutere col governo di argomenti diversi dal mercato del lavoro. Furore di Bonanni e della Camusso, spaventati dalla prospettiva di diventare presto irrilevanti (vedi anche Marchionne).
MUBARAK Hosni Le folle radunate sulla piazza Tahrir del Cairo lo hanno costretto dopo vent’anni ad abbandonare la dittatura dell’Egitto (11 febbraio). Non è scappato e si sta facendo processare. La giunta militare che lo ha sostituito ha fatto altri morti (da ultimo, lo scorso 16 dicembre). Nelle elezioni politiche, ancora in corso, stanno prevalendo i Fratelli Musulmani, un movimento islamico non si sa quanto moderato.
MURDOCH Rupert Anno difficile per il magnate australiano dell’informazione. Il “Guardian” ha rivelato che i suoi giornalisti intercettavano illegalmente le telefonate dei politici e dei protagonisti dei fatti di cronaca. Lui ha risposto chiudendo il “News of the World” (due milioni e mezzo di copie al giorno), licenziando direttori e dirigenti, alcuni dei quali intanto erano finiti in carcere, e chiedendo scusa in Parlamento. La crisi non è ancora risolta.
NAPOLITANO Giorgio Ha pilotato con un’audacia al limite della costituzionalità la caduta di Berlusconi e l’avvento del governo tecnico di Mario Monti, fatto senatore a vita una settimana prima della sua promozione a premier. Forte sostenitore della partecipazione italiana alla guerra libica (vedi Gheddafi).
OBAMA Barak Presidente degli Stati Uniti, in crisi nonostante l’uccisione di Bin Laden (vedi) e il ritiro completo delle truppe dall’Iraq. L’“Economist” ha definito la sua America «hopeless», cioè senza speranza. Gli “Indignati” (vedi) appartengono al popolo che lo ha eletto e che adesso gli si rivolta contro. Il Paese non è uscito dalla crisi, la rielezione (novembre 2012) è molto incerta.
PAPADEMOS Lucas È il nuovo primo ministro greco, imposto ad Atene quando a Papandreou è venuta l’idea di sottoporre a referendum le restrizioni imposte dall’Europa. Papademos, come Monti (vedi), è uomo Goldman Sachs e dovrà governare il default del suo paese. Tra pochi mesi sarà ufficiale: la Grecia non è in grado di ripagare i suoi debiti.
PISAPIA Giuliano Sindaco di Milano, vincitore contro la favoritissima Letizia Moratti del ballottaggio del 30 maggio. Altra tappa della crisi del berlusconismo (vedi De Magistris). E tuttavia: non era Pisapia il candidato ufficiale del Pd, che aveva scelto Stefano Boeri, sconfitto poi alle primarie del partito.
PUTIN Vladimir Il partito del premier russo ha preso poco meno del 50 per cento dei voti alle ultime politiche, un crollo rispetto ai plebisciti di una volta che fa presagire problemi alle prossime presidenziali. Un esame spassionato del curriculum dei suoi avversari consiglia forse di non abbandonarsi a soverchie speranze di riscatto.
REFERENDUM Quattro vittorie dei sì, con percentuali del 95 per cento, hanno fatto giustizia, lo scorso 12-13 giugno, dell’idea di privatizzare la gestione dell’acqua (due referendum), di costruire centrali nucleari e di consentire al premier di opporre ai magistrati il cosiddetto “legittimo impedimento”. Un’altra tappa della crisi del centro-destra.
SIMONCELLI Marco Singolari scene di lutto collettivo – al limite dell’isteria di massa – per la morte sul circuito di Sepang, il 23 ottobre, del motociclista Marco Simoncelli, 24 anni. I funerali in tv sono stati seguiti da sei milioni di famiglie. Fino al 22 ottobre Simoncelli era sconosciuto alla gran parte degli italiani.
SPREAD Il differenziale tra i titoli a dieci anni italiani e tedeschi. Termometro della crisi e della crescente sfiducia del mondo nei confronti dell’Italia, costretta a pagare interessi sempre più alti per finanziarsi. All’inizio dell’anno lo spread era abbondantemente sotto i 200 punti, adesso viaggia intorno ai 460-470.
STASI Alberto Assolto alla fine dall’accusa di aver ucciso la sua fidanzata Chiara Poggi. È il cosiddetto delitto di Garlasco, altro buco nell’acqua della magistratura inquirente (vedi Gambirasio e Knox).
STRAUSS-KAHN Dominique Accusato di aver violentato una cameriera di colore al Sofitel di Manhattam, Dsk fu costretto a dimettersi dalla carica di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (rimpiazzato da Christine Lagarde) e a rinunciare alla corsa contro Sarkozy nelle presidenziali francesi, che secondo i sondaggi avrebbe vinto (14 maggio). Sdegno per la brutalità con cui gli americani lo misero in galera, ammirazione per la rapidità con cui ammisero di essersi sbagliati lasciandolo libero. La cameriera nera, a quanto si è capito finora, fu lo strumento di un complotto internazionale.
VERZÈ Luigi don 91 anni, fondatore e patron del San Raffaele, s’è scoperto quest’anno che dietro le benemerenze e lo straordinario sviluppo dell’ospedale c’è anche una storia maleodorante di tangenti, corruzione e megalomania. Il suo braccio destro Mario Cal s’è sparato lo scorso 18 luglio, gli uomini del suo staff stanno finendo in galera uno dopo l’altro, lui s’è paragonato a Gesù Cristo e attende la sua sorte in un letto del medesimo ospedale.