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 2011  dicembre 12 Lunedì calendario

Anno VIII – Quattrocentotreesima settimana Dal 5 al 12 dicembre 2011Angela Merkel voleva uscire dalla crisi con una modifica dei Trattati su cui si basa l’Unione europea: una nuova carta continentale, condivisa da tutti e 27, avrebbe messo sotto controllo le politiche di bilancio di ciascun paese, impedendo ai paesi meno virtuosi di far sciocchezze

Anno VIII – Quattrocentotreesima settimana
Dal 5 al 12 dicembre 2011

Angela Merkel voleva uscire dalla crisi con una modifica dei Trattati su cui si basa l’Unione europea: una nuova carta continentale, condivisa da tutti e 27, avrebbe messo sotto controllo le politiche di bilancio di ciascun paese, impedendo ai paesi meno virtuosi di far sciocchezze. Ma l’Inghilterra ha detto no: «Non cederemo pezzi della nostra sovranità nazionale». Così, nel vertice di Bruxelles che si è chiuso venerdì 9 dicembre si è adottatata la formula dell’«accordo aperto»: i tre paesi più importanti (Francia, Germania, Italia) sottoscrivono un’intesa alla quale gli altri sono liberi di aderire. È il sistema che venne adottato per Schengen, quella convenzione che permette la libera circolazione di merci e cittadini nei territori degli stati aderenti. Al nuovo trattato, che dovrebbe essere perfezionato entro marzo, hanno aderito 26 paesi su 27. È rimasta fuori, isolata, la sola Inghilterra, cosa che ha scatenato in quel paese molte polemiche (ma il 60 per cento della popolazione sarebbe d’accordo sulla mossa del suo primo ministro).

Trattato Gli aderenti a questo nuovo trattato si rassegneranno ad essere sanzionati automaticamente se sforeranno il famoso 3% del rapporto deficit/pil o se violeranno in qualche altro modo i vincoli di bilancio. Obbligo per tutti di portare il pareggio di bilancio nelle costituzioni. Da luglio sarà in funzione lo European Stability Mechanism, cioè un altro fondo senza licenza bancaria dotato di 500 miliardi. Le banche centrali dei singoli stati potrebbero (lo faranno di sicuro) prestare al Fondo Monetario Internazionale 150-200 miliardi e a questi soldi si potrebbero aggiungere (si aggiungeranno sicuramente) altri 50 miliardi provenienti da paesi non appartenenti all’Eurozona. In questo modo il Fondo Monetario potrà sostituirsi alla Banca centrale europea, che non può prestare soldi agli stati, finanziando i debiti dei singoli paesi. Tenendo conto che i cinesi sono pronti a mettere sul tavolo 300 miliardi, l’Europa potrebbe avere a disposizione, tra qualche mese, una cassaforte di riserva da un migliaio di miliardi. Resta da capire: quali cessioni di sovranità pretenderà il Fondo monetario per sovvenzionarci; quali contropartite chiederanno i cinesi (si sanno già: libera concorrenza); se sia così sensato, avendo già tanti debiti, indebitarsi ancora.

Manovra In Italia sta intanto viaggiando verso l’approvazione la manovra del governo Monti, un volume forte di 243 pagine. È pressoché sicuro che saranno protette dall’inflazione le pensioni fino a 1.400 euro, secondo una richiesta dei partiti. Nella sua versione originale questa protezione era concessa solo alle pensioni fino a 950-980 euro. I soldi necessari dovrebbero uscir fuori da una maggiore tassazione dei capitali a suo tempo scudati da Tremonti, anche se i dubbi intorno a questa norma sono molti. Domenica sera, Monti (con Giarda, Fornero, Grilli, Catricalà) ha incontrato Camusso, Bonanni, Angeletti e Centrella, cioè i rappresentanti delle maggiori organizzazioni sindacali. Sul tavolo richieste per alleggerimenti alla manovra del valore di cinque miliardi (rivalutazione delle pensioni pari al triplo dell’assegno minimo, ammorbidimento dello «scalone» previdenziale e niente Ici per i non abbienti). Il premier ha detto di no a tutto, e lunedì i tre sindacati hanno scioperato per tre ore. Che Cgil, Cisl e Uil scendessero in lotta insieme non accadeva da molto tempo. Il punto è che l’impostazione di Monti mette in crisi il ruolo stesso dei sindacati nelle tematiche che non riguardino strettamente il mondo del lavoro.

Casta La parte anti-casta della manovra è comunque sparita. Nel decreto le disposizioni in materia erano due: una prevedeva la riduzione delle province a mere scatole amministrative, con pallide funzioni di coordinamento delle attività poste a mezzo tra Regione e Comune, dieci consiglieri scelti dagli stessi Comuni, via le Giunte e relativi stipendi e prestazione gratuita per gli eletti nelle assemblee non previste dalla Costituzione (per esempio le comunità montane). Tutta questa roba è sparita, per intervento (pare) dello stesso Napolitano che ha consigliato il rinvio di tutta la materia a un disegno di legge da presentare al Parlamento. Sapendo come vanno queste cose, possiamo dire che questo risparmio (un 500 milioni almeno, all’inizio) non ci sarà più. Non ci sarà neanche il taglio degli stipendi dei parlamentari, che avrebbe dovuto adeguarsi alla media europea. Il governo voleva intervenire con un decreto, ma deputati e senatori si sono ribellati all’idea di una perdita della loro autonomia. Tutti promettono che le due assemblee, quando si saprà l’ammontare di questa media europea, sapranno provvedere lo stesso. Un impegno a cui credono in pochi.

Benzina È invece già entrato in vigore l’aumento del prezzo dei carburanti, 8,2 centesimi per la benzina e 11,2 per il gasolio (siamo ormai, per tutt’e due, oltre l’euro e sette al litro) più 2,6 cent per il Gpl e 0,00331 a metro cubo per il gas metano. Dal 1° gennaio benzina e gasolio subiranno un ulteriore rincaro di 0,0005 euro al litro e a ottobre il nuovo aumento dell’Iva (dal 21 al 23%) renderà i carburanti per autotrasporto ancora più costosi. L’Unione petrolifera ha ricordato che da marzo a oggi, per le sole accise e Iva, il prezzo di benzina e gasolio è cresciuto rispettivamente di 16 e 20 centesimi. Cioè Monti ha raddoppiato in un solo colpo gli aumenti precedenti. Allarme per le conseguenze che il caro-trasporti avrà sull’inflazione e polemiche dei giornali: per avere la grande idea di affrontare la crisi aumentando il prezzo dei carburanti ci voleva un governo di cervelloni?

Pil Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, prevede che tutta la manovra ci farà perdere nel 2012 mezzo punto di Pil (in assenza, però, di altre iniziative). I mercati hanno accolto comunque bene finora la manovra, facendo scendere lo spread sotto i quattrocento punti e riportando il tasso d’interesse che il Tesoro paga sui Btp al 6-6,5%. La popolarità di Monti dopo la manovra è passata, secondo i sondaggisti, dal 73 al 64%.

Garlasco Alberto Stasi è stato assolto anche in Cassazione dall’accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi (Garlasco, 13 agosto 2007). Il collegio della seconda Corte d’appello d’assise di Milano ha deciso dopo un dibattimento durato meno di un mese e cinque ore di camera di consiglio. I punti critici secondo l’accusa erano due: le foto sulla scena del delitto sarebbero state scattate un’ora più tardi rispetto a quanto si sapeva, e quel lasso di tempo non sarebbe stato sufficiente a far seccare il sangue (le scarpe di Stasi erano immacolate). L’accusa dava anche molta importanza alle manie sessuali dell’imputato. La Corte ha giudicato non sufficientemente provata tutta la ricostruzione. Al momento non esistono altri sospettati.

Mike Un Giuseppe Russo di 46 anni ha ritrovato la bara di Mike Bongiorno mentre passeggiava con il suo cane in via Pascoli, a Vittuone, un paesino tra Novara e Milano. La salma del presentatore era sparita dal cimitero di Dagnente nella notte tra il 24 e il 25 gennaio scorsi. La bara, che si trovava nel fontanile “Marsciot”, accanto alla chiesetta di Santa Maria del Lazzaretto, è intatta e in perfette condizioni: c’è ancora la targa d’oro con la data di nascita e di morte. In questi mesi abbiamo assistito alle indagini a vuoto dei carabinieri di Novara, alle decine di messaggi di mitomani, ai suggerimenti dei sensitivi, all’arresto di due balordi sorpresi a telefonare alla famiglia di Mike da una cabina telefonica nei pressi di San Siro, a Milano. Nessuno aveva mai chiesto un riscatto.