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 2012  gennaio 09 Lunedì calendario

La Lega investe nei fondi «neri»: meglio i titoli africani dei Bot - Xenofobi i leghisti, specie con gli africani? Ma niente affatto, anzi investono i loro soldi - o me­glio, i soldi del finanziamento pub­blico ai partiti - in Tanzania, Afri­ca nera

La Lega investe nei fondi «neri»: meglio i titoli africani dei Bot - Xenofobi i leghisti, specie con gli africani? Ma niente affatto, anzi investono i loro soldi - o me­glio, i soldi del finanziamento pub­blico ai partiti - in Tanzania, Afri­ca nera. Fondi «neri» solo in senso geografico, tutto trasparente. La Lega ritiene più affidabile l’econo­mia di quel Paese rispetto all’It­a­lia visto che nell’ultima settimana di dicembre - racconta il Secolo XIX autore dello scoop - , mentre Monti cercava di «piazzare» Bot e Btp (tra l’altro con interessi super vantaggiosi), ha sottoscritto 4,5 milioni di euro in Purchase Invest­ment Funds Tanzania, un fondo basato appunto nel paese del Kili­manjaro, del Serengeti National Park e di Zanzibar. Operazione considerata vantaggiosa dal teso­riere leghista Francesco Belsito (ex sottosegretario alla Semplifi­cazione) e dai suoi consulenti fi­nanziari, quelli di Banca Aletti (gruppo Banco Popolare), in parti­colare Stefano Bonet, «executive consultant» ma anche ammini­­stratore di società già in affari con Aldo Brancher, ex ministro più breve della storia in quota «asse Lega-Pdl». Lo spostamento di 4,5 milioni di euro da uno dei (tanti) conti correnti intestati al partito «Lega nord» al fondo della Tanza­nia è datato 30 dicembre 2011, quando cioè il Bot rendeva più del 6%. Un investimento forse ancora più redditizio, ma sicuramente più rischioso visto che un dossier della Farnesina e dell’Ice riporta che «la Tanzania figura nella sesta categoria di rischiosità Ocse (su sette)». E non è l’unico movimento este­ro del Carroccio. Due giorni pri­ma, il giorno 28, il tesoriere Belsito investe per conto della Lega 1.200.000 euro a Cipro, precisa­mente nel fondo Krispa Enterpri­se Ltd basato a Larnaca, città turi­stica dell’isola che fino a poco tem­po fa era nella lista nera dei «para­disi fiscali», ma che nel 2010 il mi­nistero delle Finanze ha promos­so a economia «bianca» insieme a Malta (Paese, detto per inciso, do­ve Belsito avrebbe preso una con­testata laurea in Comunicazio­ne). Ma lo shopping finanziario di­cembrino della Lega si completa con un’altra operazione, questa volta su valute estere. Si rimane pe­rò in Europa, perché il fiuto finan­ziario degli uomini di Bossi, per l’esattezza il 14 dicembre, li ha spinti a comprare- nel pieno della tormenta sull’euro - 7,7 milioni di corone norvegesi (pari a circa un milione di euro), investimento vincolato a sei mesi con un tasso di interesse del 3,5% (anche que­sto quindi meno vantaggioso dei Bot, almeno sulla carta). Quindi in totale, nel giro di due settima­ne, dai conti del Carroccio presso Banco popolare (a Genova, dove risiede e opera Belsito) sono parti­ti 7 milioni di euro circa, una cifra considerevole, pari a oltre una ra­ta annuale del rimborso spettante alla Lega per le ultime regionali. Tanzania, Norvegia, Cipro. «Di­versifichiamo per far rendere me­glio i nostri soldi­ spiega il tesorie­re fedelissimo di Bossi- . Tenere vi­vo un partito come la Lega costa». Emergono poi altri movimenti interessanti (che fanno lamenta­re­a Belsito la violazione del segre­to bancario) nell’ultimo semestre sui conti correnti liguri della Lega. Da lì sono stati staccati assegni per un valore complessivo di 450mila euro. Poi risultano trasfe­riti dai conti liguri circa 700mila euro ad altri conti correnti della Lega nord, su cui avrebbe la firma sempre Belsito come amministra­tore del partito. Tutto in regola, tutto chiaro. Come anche i 50mila euro prelevati direttamente da lui, in contanti. Soldi che servono a finanziare le sedi locali e le spe­se, spiegano dalla Lega. Dove pe­rò c­’è una corrente che non ha par­ticolari simpatie per l’attuale teso­riere (ruolo di estrema delicatez­za...), poiché esponente del cosid­detto «cerchio magico» leghista. Dopo l’incidente con la laurea mi­­steriosa ( a Malta, poi disse di aver­la presa a Londra), Belsito si fece beccare a parcheggiare il suo Por­sche Cayenne negli spazi della Questura a Genova. Anche lì, tut­to in regola, tutto chiaro, solo mali­ziosa curiosità dei giornalisti.