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 2012  gennaio 09 Lunedì calendario

Le cinque contraddizioni che fanno traballare il furbetto di Palazzo Chigi - Le bugie hanno le gambe cor­te

Le cinque contraddizioni che fanno traballare il furbetto di Palazzo Chigi - Le bugie hanno le gambe cor­te. Anche quelle che il sottosegre­tario alla presidenza del Consi­glio, Carlo Malinconico, ha detto attraverso il suo staff al Giornale qualche giorno fa. Il Giornale gli aveva chiesto conto di una vacan­za all’Argentario in un resort da cartolina da 1500 euro a notte. Il motivo? Era emerso che a saldare il conto era stato non lui ma Fran­cesco De Vito Piscicelli, l’impren­ditore noto per l’intercettazione in cui ride del terremoto all’Aqui­la. Malinconico, dopo un tira e molla di ore, aveva fatto sapere, tramite il suo staff, che in effetti qualcun altro aveva pagato quel soggiorno costato 9800 euro, ma questo era successo a sua insapu­ta: «Chiesi –aveva detto –con insi­stenza all’albergo, a fronte del di­niego di farmi pagare, chi avesse pagato. Mi fu risposto che non era possibile dirlo per ragioni di pri­vacy ». Una spiegazione a dir poco curiosa. Malinconico aveva an­che aggiunto: «Fu per questo che mi irritai molto e non misi più pie­de in quell’albergo». Poche frasi, che traballano alla luce delle carte dell’indagine fiorentina sulla «cricca», degli appalti del G8. Per­ché in quegli atti i carabinieri del Ros raccontano tutta un’altra sto­ria, tanto da dedicarle un capitolo ad hoc:«L’interesse dell’ingegner Balducci (Angelo Balducci, uno dei presunti capi della «cricca») ad assicurare al professor Carlo Malinconico, all’epoca segreta­rio generale della presidenza del Consiglio dei ministri,un soggior­no in un hot­el di lusso all’Argenta­rio a spese di Francesco De Vito Pi­scicelli ». Poche frasi, ma diverse bugie. Almeno cinque nella repli­ca di Malinconico che non è inda­gato, ma certo non fa un figurone. IL RUOLO ISTITUZIONALE A cominciare dall’incarico.Malin­conico dice che la vacanza pagata da Piscicelli risale a un periodo in cui lui non era più a Palazzo Chigi. Ma le vacanze a spese di Piscicelli & Co. sono più di una e si susseguo­no tra il 2007 e il 2008 per un am­montare complessivo di 19mila 876 euro, come annotano gli in­quirenti: «È stato rilevato che fra il 2007 e il 2008 il professor Malinco­nico ha soggio­rnato più volte pres­so la struttura alberghiera “ Il Pelli­cano”, e le relative spese, quantifi­cate in complessivi euro 19.876, sono state pagate, con varie moda­­lità, da Piscicelli Francesco». Fra il 2007 e il 2008 Malinconico era se­gretario generale, nel pieno del suo impegno istituzionale. LE VACANZE A COSTO ZERO Varie vacanze. A cominciare dall’ormai famoso soggiorno di Malinconico e signora dell’ago­s­to del 2007, 9800 euro per la setti­mana dal 12 al 19. È quello pagato da Piscicelli, e che il sottosegreta­rio, nella replica al Giornale , spo­sta al 2008, trasformandolo in un unicum. Piscicelli quella volta sborsa quasi 10mila euro, paga an­che 685 euro di extra. Ed è solo l’an­tipasto. Perché ci sono altri sog­giorni successivi a quello, con rela­tivi versamenti di Piscicelli & Co. Una raffica, nel 2008. Ecco il ponte dall’1 al 5 maggio; quello della Fe­sta della Repubblica, dal 31 mag­gio al 2 giugno; dal 14 al 16 giugno; dal 28 al 30 giugno; dal 12 al 14 lu­glio; dal 26 al 28 luglio; dall’8 al 18 agosto. Insomma, Malinconico e signora diventano degli habitué con vista sulla spiaggia privata del resort. È vero, due volte il professo­re paga con la sua carta di credito: 1483 euro il 20 giugno 2008 e 3168 il 27 luglio. Ma si tratterebbe di ec­cezioni. Agli atti c’è un fax indiriz­zato dal bureau del «Pellicano» a Piscicelli in cui si traccia il riepilo­go delle prenotazioni 2008, sette da maggio ad agosto. Nel testo si legge: «Abbiamo preso nota che i signori Malinconico saranno suoi ospiti in full credit , tutti gli extra sa­ranno quindi inclusi nella ricevu­ta a saldo di ciascun soggiorno che le invieremo dopo ogni per­manenza ». Naturalmente, il trat­tamento è super lusso, e compren­de garage, piscina e spiaggia priva­ta, campo da tennis e accesso al club dell’hotel. Altro che indigna­zione per il mancato pagamento. IL RITORNO, IL 1° MAGGIO «Non tornai più in quell’alber­go », ci ha detto Malinconico. Ma ci torna il 1 maggio 2008 e l’orga­nizzazione della vacanza è un po’ avventurosa. Malinconico decide di partire all’ultimo momento. E chi pensa a risolvere il problema? Gli amici della «cricca». In una te­lefonata (intercettata) con Pisci­celli, il direttore dell’albergo, Ro­berto Sciò, cerca di trovare una si­stemazione adeguata all’illustre ospite. Ma l’impresa non è così semplice:«Scusami, Roberto –di­ce Piscicelli al telefono – c’è il mio amico Carlo che vorrebbe venire lì, il solito, se riuscissimo a dargli la sua camera sarebbe proprio...». La sua camera: evidentemente la solita suite già utilizzata in prece­denti vacanze. Ma questa volta la richiesta è arrivata troppo tardi, l’albergo è pieno.Sciò prende tem­po. Ci sono solo due stanze, che pe­rò non sono all’altezza dell’ospi­te: «Una –diceSciò –la meno peg­gio è carina, non è male, ma non è nella posizione migliore, perché ahimè sta sopra la cucina, hai capi­to? La camera è carina ma ha dei problemi, se nella cucina nono­stante l’insonorizzazione batto­no, quello sente battere e dà un fa­stidio terribile ». Le ricerche prose­guono. Ma l’unica possibilità è la stanza con l’optional rumori ai for­nelli: «Si arrangia,pazienza»,com­menta Piscicelli. MALINCONICO RINGRAZIA Altro che privacy tenuta dall’ho­tel sui benefattori che pagano. Il professore, la sera del 30 aprile, chiama Balducci per ringraziarlo. «Ti chiamavo... innanzitutto per ringraziarti... perché poi Lillo (Ca­logero Mauceri, dirigente della presidenza del Consiglio) oggi mi ha detto che...insomma, ti ave­va... e tu avevi poi dato...grazie, ve­ramente, benissimo...ottimo il tut­to ». LA CRICCA TOUR OPERATOR Viste le difficoltà per l’organiz­zazione del 1 maggio 2008, Pisci­celli si organizza. E manda già la sera stessa del 30 aprile all’hotel Pellicano un fax con l’elenco di tut­te i soggiorni che-Malinconico e si­gnora intendono fare sino ad ago­sto. Poi chiama l’albergatore: «Questa volta mi sono organizza­to... con tutto il programma del professore... fino a fine agosto... così ci organizziamo bene, capi­to? ». Sciò divertito ironizza: «Il professore te lo sei... come si di­ce... adottato...». Il giorno dopo, esaminato il fax infarcito di preno­tazioni, Sciò chiama Piscicelli e commenta con un’altra battuta: «Ho visto il fax... ci mancava poco che svengo...». Invece resta in pie­di. E riceve l’illustre cliente: «full credit», sulla carta della cricca.