Enrico Franceschini, la Repubblica 08/01/2012, 8 gennaio 2012
Benvenuti nel pianeta senza ladri – Lo scorso anno in Inghilterra sono raddoppiati i furti di pecore
Benvenuti nel pianeta senza ladri – Lo scorso anno in Inghilterra sono raddoppiati i furti di pecore. È un segno della crisi economica, spiegano gli esperti. Ma i furti di automobili, telefonini e computer sono diminuiti. La differenza dipende dal fatto che i greggi di pecore, o le mandrie di mucche e cavalli, non sono dotati - almeno non ancora - di dispositivi di rintracciamento satellitare; mentre auto, telefonini, tablet, computer e un sacco di altra roba sì, e talvolta contengono sistemi ancora più sofisticati per mettere in difficoltà i ladri. Prendiamo il caso di Will Carling, ex-capitano della nazionale inglese di rugby, a cui qualcuno ha recentemente rubato l´iPad durante un viaggio in treno. La vittima ha messo in funzione un´application chiamata Find My iPhone (Trova il mio iPhone) e poco dopo ha inviato il seguente cinguettio su Twitter: «Ho appena trasmesso al mio iPad un messaggio, avvertendo chi se lo è portato via che so dove si trova e a quest´ora lo sa anche la polizia. Segue aggiornamento». L´iPad gli è stato restituito ancora prima che gli agenti suonassero alla porta dell´uomo che glielo aveva sottratto. Joshua Kaufman, un ingegnere elettronico californiano, è stato ancora più abile quando gli hanno rubato il suo fido MacBook. Usando un´application chiamata Hidden (Nascosto) è riuscito a vedere tutto quello che stava succedendo sul suo computer e a scattare foto del nuovo "proprietario" con la macchina fotografica incorporata nel suo laptop. Quindi ha postato le foto su un sito chiamato "This guy has my MacBook" (Questo tizio ha il mio MacBook), che è diventato per qualche giorno uno dei più cliccati d´America: la polizia, che in un primo tempo gli aveva comunicato di non avere modo di indagare sul furto, è stata costretta a occuparsene, ha individuato l´indirizzo email del ladro, un tassista di Los Angeles, lo ha attirato in trappola prenotandolo per una corsa fino all´aeroporto e lo ha arrestato, restituendo il Mac al suo legittimo proprietario. «Le tecnologie per decretare la fine dei furti già esistono», commenta Thomas Cannon, direttore del dipartimento ricerca e sviluppo della ViaForensics, un´azienda specializzata nei sistemi di sicurezza digitali, «quando questi congegni saranno uno strumento di difesa universalmente diffuso, i ladri si ritroveranno tutti disoccupati». Beninteso: fatta la legge, trovato l´inganno, come ammonisce il proverbio. Anche i ladri si adeguano. La prova è che è praticamente scomparso, almeno nel mondo industrializzato, il ladro d´auto armato di cacciavite per fare scattare la serratura dello sportello, subito in grado, congiungendo due fili elettrici sotto il cruscotto, di mettere in moto la macchina e portarsela via. I furti d´auto del Ventunesimo secolo si fanno con il computer, per individuare codici d´accesso, scardinare allarmi, mandare in tilt i rilevatori satellitari. Oppure si fanno entrando nelle case, mentre i proprietari dormono o guardano la tivù, per rubare loro le chiavi della macchina: un quinto delle auto rubate nel 2010 in Inghilterra sono state portate via così. E in generale, ai furti di oggetti si stanno sostituendo i furti di informazioni digitali: le "identità" rubate su Internet (numeri di carte di credito, conti correnti bancari, codici segreti di accesso) hanno causato lo scorso anno una perdita di un miliardo e mezzo di sterline (un miliardo e settecentocinquanta milioni di euro) all´economia britannica. Per il momento, tuttavia, le nuove tecnologie sono un passo avanti ai ladri. Ci sono almeno mezza dozzina di application che installano dispositivi di rintracciamento satellitare sugli smartphone - i telefonini intelligenti, come l´iPhone, l´Android o il Blackberry - e su tablet come l´iPad e computer di varie marche. Ce ne sono anche di più per creare una rete protettiva attorno alle automobili. E perlomeno in teoria, qualsiasi prodotto, oggetto di consumo, gadget elettronico, può essere allacciato a satelliti che ne controllano gli spostamenti e a sistemi di allarme, anche quando è (o meglio sembra) spento. Find My iPhone permette non solo di localizzare l´iPhone, ma anche di inviare un messaggio a chi lo ha rubato e contemporaneamente fare emettere al telefonino un fortissimo segnale d´allarme. Prey, un altro sistema del genere, non appena un telefonino o un computer sono catalogati come "scomparsi", raccoglie dati su dove si trova e poi ne blocca il funzionamento. Hidden, come conferma la soluzione del furto del MacBook dell´ingegnere californiano, consente di scattare foto del ladro e del computer acceso (per vedere cosa sta facendo). Berry Locator invia una email al computer con le coordinate satellitari del Blackberry rubato, che allo stesso tempo comincia a vibrare, illuminarsi e suona una sirena. In Gran Bretagna, nell´ultimo decennio, i dispositivi per immobilizzare un´auto rubata e per rintracciarla via satellite hanno dimezzato i furti di automobili, il più grande calo dalla Seconda guerra mondiale in poi. Dal 1999 al 2010, nel Regno Unito le auto rubate sono passate da un milione e 100mila a 456mila, e il merito - spiegano a Scotland Yard - è dell´alta tecnologia. Naturalmente tutti questi sistemi costano, sia per produrli che per acquistarli; ma neanche le assicurazioni contro i furti sono gratis, e anche il danno di perdere la macchina, il computer, il telefonino o un qualunque bene di valore, a causa di un furto, è rilevante. Meglio spendere per prevenire un furto o per renderlo quasi impossibile, affermano gli specialisti, che spendere per farsi eventualmente restituire il valore o una parte del valore dell´oggetto rubato. E il rilevamento via satellite non difende soltanto dai furti, ma anche contro gli smarrimenti. Un servizio chiamato Trace Me (Rintracciami) aiuta, grazie a un minuscolo chip, a rintracciare i bagagli perduti: business non di poco conto, considerato che ogni anno negli aeroporti di tutto il mondo si perdono 35 milioni di valige, di cui sei milioni non vengono mai più ritrovate, forse perché qualcuno le ha rubate. «La proprietà è un furto», ammoniva Proudhon. Ma se nel prossimo futuro non sarà più possibile rubare nulla, cambierà anche il concetto di proprietà?