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 2012  gennaio 08 Domenica calendario

Tra i banchi «non si può» ormai è un ritornello - Fino a qualche anno fa le regole da rispet­tare a scuola erano così semplici che le capiva pure un bambino: niente corse lungo i corri­doi, proibiti sputi e spintoni ai compagni, vie­tatissimi gli sgambetti

Tra i banchi «non si può» ormai è un ritornello - Fino a qualche anno fa le regole da rispet­tare a scuola erano così semplici che le capiva pure un bambino: niente corse lungo i corri­doi, proibiti sputi e spintoni ai compagni, vie­tatissimi gli sgambetti. Per il resto ci si arran­giava: la maestra valutava caso per caso e in­terveniva se necessario. Adesso gli istituti sco­lastici partoriscono regolamenti ricchi solo di divieti. Alcuni piuttosto bizzari. L’ultima regolaarriva da una scuola media di Savona: una circolare scolastica ha vietato ai docenti di stringere amicizia su Facebook con i propri studenti: il legame virtuale, ha spiegato il dirigente scolastico, potrebbe da­re una sensazione di parità tra insegnanti ed alunni. Non sia mai che per la troppa confi­denza si perda la riverenza. E se in Liguria è stato messo al bando Face­book, ad Amburgo qualche anno fa furono le figurine di calcio a finire nel mirino dei presi­di. Achtung! Vietato scambiarsi gli adesivi del­la Panini in corridoio: a quanto pare la ricrea­zion­e veniva funestata da contrattazioni este­nuanti che sfociavano in liti sanguinose. Chis­sà se togliendo di mezzo i diabolici album ad Amburgo è tornata la pace. Nel frattempo Jonhatan Oliver, capo della Wye Valley School di Londra ha deciso di ren­dere obbligatori i pantaloni per le proprie al­lieve: nella patria di Mary Quant sono troppe le ragazzine che si presentano in aula con gon­ne corte. Don Smith, preside della scuola Pa­get High non si è accontentato di vietare le gonne, ma è andato oltre: ha infatti proibito anche un particolare modello di jeans troppo stretto e a suo avviso rivelatore. Sempre da Londra arriva la notizia di un altro originale divieto: a settembre allo Shelley Col­lege di Huddersfield sono stati messi al ban­do gli ombretti, i rossetti, i rimmel. E per sco­raggiare le allieve il preside si è dimostrato di­sposto a tutto: anche a rimuovere dai bagni tutti gli specchi. In Svizzera invece un istituto scolastico ha emanato una norma che vieta di spostarsi su due ruote per andare a scuola: qualche gior­no fa la scuola media di Camignolo ha infatti proibito agli studenti di raggiungere l’istituto con le biciclette. La regola è chiara: «L’uso di biciclette, pattini, monopattini, motorini e skate sono vietati. Eventuali trasgressioni sa­ranno punite con il ritiro dei mezzi in questio­ne ». I tempi sono cambiati, ma la minaccia della requisizione funziona ancora. La messa al bando delle due ruote dipende dalla con­vinzione del preside: «Viaggiare in bicicletta è troppo pericoloso». Con buona pace dei sa­lutisti. Infine a Latina a una ragazza cieca è stato im­pedito di portare il proprio cane-guida in au­la. Ha provato a far cambiare il regolamento scolastico, ma di fronte all’intransigenza del preside, l’unica cosa che ha cambiato è stato l’istituto. Così imparano...